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CORSO DI TECNICHE DI SINTESI - GATE e TRIGGER
La tensione di Gate è un voltaggio che può assumere
solo due valori:
il primo, definito liberamente dal progettista, sarà diverso
da zero e raggiungerà stabilmente un qualsiasi livello compreso
tra +5 e +10 volts, il secondo sarà sempre pari a zero volt.
L'alternanza di presenza e assenza coporterà il funzionamento
logico della tensione di gate.
Ogni volta che viene premuta una nota, ad esempio, il circuito interno
crea una tensione di gate che, dal valore zero di non utilizzo,
balza immediatamente alla tensione prescelta(+5) istruendo l'inviluppo
ad iniziare l'emissione del suo voltaggio di controllo.
Dal momento che la tensione di gate è direttamente legata,
nella sua continuità di emissione, alla durata degli eventi
di controllo (ad esempio, per quanto manteniamo premuto un tasto)
se vogliamo simulare l'assenza di segnale, si potrà utilizzare
un oscillatore a bassa frequenza(lfo) in grado di generare un'onda
quadra sufficientemente stabile; come vedremo di seguito, la simmetria,
il duty cycle dell'onda quadra permetterà di mimare un'eseguzione
piu legata delle note o progressivamente staccata.
Apriamo SoundSchool, selezioniamo PULSE tra i formati d'onda dell'LFO.
Dalle destinazine dell'LFO disattiviamo i pitch degli oscillatori
ed attiviamo l'amp.
Impostiamo al massimo il rate e l'amount sempre dell'LFO e suoniamo
una nota.Tenedola premuta diminuiamo lentamente il rate.
That'is.
(proviamo anche il pots symm che determina la simmetria del formato
d'onda)

A differenza della tensione di gate, l'impulso di trigger è
istantaneo, dura pochi millisecondi, e per il trigger parleremo
di un rapido decadimento quale che sia la durata dell' evento innescato.
Con l'evoluzione della tecnologia divenne progressivamente meno
importante.
ATTENUAZIONE DI MODULAZIONE
All'inizio si fa a fatica a capire il significato di input ed output.
Diamo uno sguardo a qualche sintetizzatore non modulare , a priva
vista non è cosi scontato pensare che dentro ci siano entrate
ed uscite poichè l'unica cosa visibile è l'audio output
che connettiamo alle casse.
I primi sintetizzatori erano composti da componenti separati che
venivano connessi tra loro con patchcords esattamente come nei sistemi
modulari.Ogni componente o modulo ha le sue entrate e le sue uscite
che funzionano secondo la natura stessa del modulo.
Per capire il concetto di input ed output immaginiamo un modulo
come un negozio.
Dall'entrata principale entrano i clienti (audio input), dalla porta
sul retro escono (audio output) e dalla porta laterale entrano i
responsabili del negozio( control input).
I clienti sono analoghi ai segnali, in forma di voltaggio, che fluttuano
nel sintetizzatore.
I responsabili sono analoghi ai segnali di voltaggio usati per conntrollare
le funzioni del modulo.
La maggior parte dei synth moderni non sono modulari, sono composti
da componenti separati come oscillatori, filtri amplificatori, inviluppi,
lfo , tastiere e cosi via;ma sono le case costruttrici a deciderne
l'interconnessione.
Adognimodo, tutte el connessini interene sono gestite da un microprocessore
- una sorta di cervello- è importante familiarizzare con
l'idea che ogni modulo è separato dall'altro:in questo modo
immagineremo il suono scomposto (pitch, loudness,brightness, envelope)
riuscendo cosi ad associare ogni aspetto del suono ai singoli moduli.
Torniamo all'analogia del negozio, è importante notare la
differenza tra l'entrata per clienti(audio input) e l'entrata per
i responsabili(signal input).Entrambe sono entrate, ma,naturalmente,
il control input è usato per specifici scopi.
Ovviamente questa analogia è solo una generalizzazione per
capire il concetto di input e output. alcuni moduli ad esempio hanno
solo il control input e l'audio output.Altri, ad esempio gli inviluppi
non hanno ne audio input ne audio output, hanno solo l'uscita del
controllo di voltaggio,il suo input accetta solo segnali chiamati
trigger o gate che dicono all'inviluppo quando partire.

Perciò abbiamo detto che la struttura degli input e degli
output dipendono dalla natura stessa del modulo.
Diamo un occhiata al nostro Soundschool, notate tutti questi input
ed output no.
Ciò che vediamo sono una serie di pulsanti e di rotelle che
modificano il valore dei parametri.
Queste manopole e levette scorrevoli sono chiamate potenzimetri
(pots), perchè variano il potenziale di un segnale elettrico.
Alcuni pots sono a manopola altri a scorrimento.
Questi controlli sono usati per "attenuare" il segnale
dello strumento- attenuare significa limitare o eliminare l'importo
del voltaggio applicato ad un altro componente. Ora riapriamo il
nostro Soundschool. attiviamo la i accanto al lucchetto e andiamo
a scoprire i significati dei controlli presenti.

Kurregomma
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