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06-01-2004 - Reaktor 4
lezione 2
Riprendo questa serie di tutorial dedicati al Reaktor augurandovi
buon anno e chiedendovi scusa per il ritardo (dovuto ad una serie
di problemi lavorativi che hanno dimezzato il tempo da dedicare
a Xelenio.
Prima di addentrarmi nell'argomento vorrei chiarire una cosa.
Tempo fa mi è arrivata un email da parte di un utente risentito
il quale ha protestato perchè nei miei tutorial non sono
spiegate alcune cose, come ad es. cosa sono un modulo o una macros.
Ci tengo a precisare che i nostri tutorial non possono sostituirsi
ad un manuale e che dato che il nostro lavoro è totalmente
gratuito non c'é il tempo per chiarire tutti gli elementi
di un software, soprattutto quando queste cose sono ben esplicate
nei manuali molto ben fatti che realizza la Native Instruments.
Quindi non pretendete dai nostri articoli tutto, un piccolo sforzo
dovete farlo anche voi, come ad es. andarvi a leggere il manuale
per saper già di cosa sto parlando nel momento in cui parlo
di macros o di moduli. D'altra parte la cosa dovrebbe essere scontata
visto che chi acquista un software come il Reaktor conosce almeno
un minimo (anche solo praticamente) la sintesi e riceve il manuale.
Quindi prima di affrontare i nostri tutorial date una scorsa ai
manuali del Reaktor giusto per non essere completamente a digiuno,
non potete obbligarci a fare un lavoro immenso realizzando la "traduzione"
del manuale, soprattutto perchè il nostro sito non è
a sfondo lucrativo, praticamente non ci guadagniamo nulla dal nostro
lavoro con Xelenio.
Sono pronto ad accettare le critiche ma non quando queste non sono
costruttive.
Torniamo al nostro tutorial.
Eravamo rimasti alla descrizione del modulo VCO relativo al mio
synth virtuale, lo Yamaha CS-10.

Nella zona centrale in alto abbiamo due comandi che andranno a
confluire nell'input "P" delle Waveform, il Pitchbend
(relativo al comando di bending che di solito potete azionare con
una levetta o una rotellina poste alla sinistra dei synth o dei
pianoforti digitali, con le quali ottenete un'oscillazione dell'intonazione
della nota suonata), nel mio caso ho regolato il bending a + e -
un'ottava come nel mio synth analogico. Per modificare l'estensione
del Pitchbend dovete andare sul suo controller, clickare a destra
e poi selezionare properties.

Un altro comando che andrà a confluire nel input "P"
è quello denominato Range. Su questo comando non c'e molto
da dire se non che gestisce la piedatura della tastiera. La piedatura
costituisce l'altezza delle note. Per comprendere ciò praticamente
immaginate di suonare sempre la stessa nota (ad es. il Do centrale)
e poi modificate la piedatura. Se la portate da 0 a 12 la nota suonata
dal synth non sarà più il Do centrale (o C4 per gli
anglofoni) ma sarà il Do suonato un'ottava più alta
(C5 sempre per gli anglofoni). Per rispettare le caratteristiche
del synth ho inserito le seguenti piedature come potete vedere nella
foto:

-24 due ottave più basse rispetto al Do centrale (C2), -12
un'ottava più bassa (C3), 0 Do centrale (C4), 12 un'ottava
più alta (C5), 24 due ottave più alte (C6). Per ricordare
un pò di storia dei synth: le piedature furono inventate
perché le prima tastiere che gestivano i synth non avevano
un'estensione molto estesa (di solito erano a 24 o 36 note) come
per il Minimoog, quindi si pensò di dare all'utente la possibilità
di scegliere l'altezza delle note con cui lavorare.
Ora ci addentriamo in quello che possiamo definire il cuore del
modulo VCO: quello degli oscillatori in un modulo che io ho denominato
Waveform. Come potete vedere ho inserito (con una matrice di addizione
in quanto i suoni si sommano e non si switchano) le forme d'onda
Square (che trovate tra i moduli Oscillator sotto il nome di Pulse),
quella Sawtooth e quella del rumore (Noise).

Queste tre forme d'onda, insieme alla sinusoidale e alla triangolare,
sono le forme d'onda tipiche dei sintetizzatori analogici vecchio
stile.
La forma d'onda quadra è quella che fornisce il suono più
aggressivo ed è molto adatta per simulare famiglie di strumenti
come il clarinetto o l'oboe, ma anche per suoni solistici molto
aggressivi. Le forme Saw e Triangle sono invece un pò più
morbide e molto indicate per realizzare sonorità come i brass,
gli archi i bassi e i pad e i solistici. L'onda sinusoidale è
sicuramente la più dolce ed è indicata per realizzare
dei suoni molto morbidi (anche se data la sua natura priva di armonici
la sinusoidale tende ad essere un pò "ingoiata"
all'interno di un mix) come i glass e gli organi, o (con un attacco
e un decay dell'inviluppo molto breve) la cassa della batteria (forse
questo è l'utilizzo più riuscito).
Infine abbiamo il Noise che genera una forma d'onda così
irregolare da non produrre alcun suono intonato, bensì un
rumore, tanto da essere molto adatta, questa forma d'onda, per simulare
il rumore del vento, del mare, del treno ed anche i piatti di una
batteria. Per il noise v'é da dire che il Reaktor IV offre
una sola forma d'onda denominata Noise, chi conosce i synht analogici
sa bene che la forma d'onda noise può avere vari "colori"
sonori, denominati white, pink e red, secondo la maggiore intensitá
del livello del rumore. Per simulare variazioni d'intensità
possiamo far entrare l'output del noise nell' input di un filtro
(per il pink) o di un distorsore (per il red). Come si può
vedere nell'immagine.

Tornando al nostro modulo vediamo che oltre alle forme d'onda abbiamo
il comando di output "P" (quello in cui abbiamo fatto
confluire i Pitchbend, la piedatura, il pitch midi e l'LFO della
modulation), i tre comandi del level volume delle forme d'onda (denominati
I_I per la square, /I per la saw e noise per il rumore) e il comando
del livello del PWM (Level) insieme all'output PWM (che gestisce
l'input dell'LFO) che gestiscono la PWM solo della forma d'onda
Square (solo la square ha la PWM che altri non sarebbe che un sistema
per arricchire di armonici le forme d'onde quadre, di solito la
PWM può essere gestita dall'LFO o dall'inviluppo, per rispettare
il mio synth analogico in questo caso ho fatto gestire la PWM dall'LFO).
Per concludere il discorso sul modulo VCO voglio dire che le forme
d'onda possono essere sommate, come nel caso già elencato
in cui la square la saw e la noise suonano insieme e generano quindi
una forma d'onda che è il frutto della somma dei livelli
di uscita del volume dei tre singoli segnali, o "switchata"
cioè nel caso in cui si seleziona una forma d'onda si escludono
le altre, come potete vedere nell'immagine.

Per ora è tutto, restate sintonizzati su xelenio perché
a breve affronteremo lo spinoso argomento dei filtri e della sezione
VCF. Vi ricordo di rileggervi il manuale del Reaktor.
Buone cose, Attilio De Simone
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