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Introduzione
Nelle precedenti dispense abbiamo visto cos'è un suono
e come sia possibile trasformare un onda sonora in una sequenza
di bit che il computer è in grado di elaborare e memorizzare.
Tra l'altro abbiamo anche parlato di appositi programmi, chiamati
Wave Editor, che ci consentono di trasformare e correggere
i suoni che sono stati acquisiti sul computer. Ma le possibilità
non si fermano qui: con un computer, infatti, possiamo anche
interpretare e suonare uno spartito musicale utilizzando come
esecutore il sintetizzatore di suoni della scheda audio che
è in grado di riprodurre il suono degli strumenti di
un intera orchestra. Ma come riesce il computer a comprendere
uno spartito?
Lo spartito digitale
Se osserviamo uno spartito musicale come quello della figura
seguente, vediamo che sulla sinistra contiene i nomi e le
tonalità degli strumenti presenti nella composizione
mentre le note suonate da ogni strumento sono indicate su
una serie di 5 righe, chiamate pentagramma. In fondo si tratta
di informazioni chiare e semplici, come ad esempio il basso
suona la nota Do per un secondo, che potrebbero essere riportate
anche su un semplice rullo di carta, praticando dei fori in
corrispondenza delle note, come possiamo vedere nelle pianole
meccaniche che utilizzano proprio questo sistema per suonare
in modo automatico uno spartito.
Abbiamo detto che anche i sintetizzatori di suoni, come le
vecchie pianole, sono in grado di suonare note e spartiti.
Ma in questo caso da chi viene svolto il compito che un tempo
spettava al rullo di carta? In altre parole come possiamo
trasmettere le note dello spartito tra due dispositivi digitali?
In generale, per poter associare ad una informazione una cifra
binaria un dispositivo digitale utilizza un codice. Nel nostro
caso, semplificando un poco, possiamo vedere un codice come
un dizionario in cui, ad ogni possibile nota corrisponde una
particolare sequenza di bit. In fondo è lo stesso tipo
di procedimento che ci consente, ad esempio, di scrivere un
testo sul computer: per effettuare questa operazione infatti
deve esistere un codice che traduce ogni lettera in un numero
binario. Come forse sapete, il codice più utilizzato
per tradurre caratteri in sequenze di bit è chiamato
ASCII. Nel caso delle note, invece, che codice si utilizza?
Il MIDI
Per iniziare bisogna dire che, per essere utile, un codice
deve essere uguale per tutti i dispositivi: così come
due persone non riescono a comunicare se non parlano la stessa
lingua, due dispositivi digitali potranno scambiarsi informazioni
solo se utilizzano lo stesso codice.
Per una serie di circostanze fortunate, al contrario di molti
settori in cui il raggiungimento di uno standard è
stato rallentato o addirittura impedito da sanguinose lotte
tra colossi industriali, nel caso dei dispositivi musicali
già nel 1982, all'epoca dei primi sintetizzatori digitali,
si era giunti alla definizione di un unico codice standard
accettato da tutte le industrie musicali e utilizzato ancor
oggi. Questo codice è chiamato MIDI - Musical Instruments
Digital Interface - e il suo utilizzo ha consentito di standardizzare
non solo il contenuto di uno spartito, ma anche tutta una
serie di informazioni aggiuntive che consentono di collegare
e far comunicare tra loro tastiere, computer, expander e qualsiasi
altro dispositivo musicale.
Dal punto di vista tecnico lo standard MIDI, oltre ad un codice,
definisce il tipo di collegamento hardware tra i dispositivi
ovvero, per quanto ci interessa, il tipo di presa e di cavo
con cui i dispositivi si connettono tra di loro.
Ma in pratica, quali sono questi dispositivi musicali di cui
stiamo parlando? Per cominciare c'è un dispositivo
di input, chiamato Master Keyboard, che serve per generare
i codici MIDI, l'analogo della tastiera per inserire lettere
e numeri nel computer. Poi c'è un generatore di suoni,
chiamato expander, che riceve i codici MIDI e genera i suoni
di strumenti musicali. Per iniziare ad utilizzare il MIDI
sono sufficienti questi due componenti che vengono collegati
come vedete nella figura seguente.
Ma come possiamo far entrare anche il computer e le sue periferiche
nel club degli strumenti MIDI? Se possedete una scheda audio
con incorporato un sintetizzatore siete già in grado
di suonare file MIDI senza bisogno di nessun altro dispositivo,
utilizzando ad esempio il Media Player di Windows, un programma
fornito con il sistema operativo che si trova nella cartella
multimedia.
Se però volete utilizzare suoni differenti e magari
più belli, dovrete connettere al computer expander
e tastiere utilizzando un cavetto adattatore da inserire nella
porta joistick della scheda audio. Con questo cavetto, che
potete trovare nella maggior parte dei negozi di materiale
per computer, sarete in grado di connettere l'uscita MIDI
Out della tastiera con l'ingresso MIDI In del computer e l'uscita
MIDI Out del computer all'ingresso MIDI in dell'expander realizzando
una struttura come quella mostrata nella figura seguente.
Una volta connesso con i dispositivi MIDI il computer potrà
essere utilizzato al posto del classico pentagramma cartaceo,
per riportare le note suonate dalla tastiera sull'equivalente
di uno spartito digitale in cui verranno memorizzati i codici
MIDI inviati dalla tastiera.
Per saperne di più sul MIDI potete andare sul sito
http://www.xelenio.com/basica/specifiche_midi
dove potete trovare un tutorial sull'argomento oppure, per
avere una risposta alle vostre domande, sul sito http://utenti.nest.it/magi/midi.htm
è presente una FAQ - ovvero una lista delle domande
e risposte più frequenti - dedicata al MIDI.
Quali strumenti possiamo usare?
Per scegliere lo strumento da suonare su di un sintetizzatore
di suoni esiste un estensione del MIDI, chiamata General MIDI,
o in breve GM, che definisce una sorta di menu standard che
contiene tutti i suoni che un expander deve mettere a disposizione
di un musicista. Per scegliere il suono da utilizzare all'interno
della tabella che vedete nella figura seguente, sarà
necessario inviare un messaggio MIDI che chiede al sintetizzatore
di cambiare il suono da utilizzare. Questo messaggio si chiama
Program Change ed è sempre seguito dal numero che corrisponde
al suono scelto nella tabella. Ricapitolando, se diciamo al
sintetizzatore di usare il programma numero 41, le note che
suoneremo saranno eseguite con il suono di un violino.
Per avere a disposizione una versione più dettagliata
di questa mappa degli strumenti che corrispondono ai 128 programmi
disponibili sui sintetizzatori GM potete consultare il sito
http://www.midistudio.com/Help/GMSpecs_Patches.htm. Tenete
presente che anche la scheda audio del computer quasi sempre
contiene un sintetizzatore di suoni General MIDI, che può
essere pilotato direttamente dal computer.
Suonare un'intera orchestra
Uno strumento tradizionale, come un sassofono ad esempio,
ha un suo particolare timbro che lo caratterizza e lo rende
unico, un moderno sintetizzatore di suoni, invece, non solo
è in grado di generare il suono di tutti gli strumenti
presenti in una composizione musicale ma, soprattutto, è
in grado di far suonare questi strumenti tutti assieme, nello
stesso momento, come avviene, ad esempio, quando un musicista
da piano bar esegue una canzone da solo con la sua tastiera
oppure quando noi facciamo suonare un file MIDI al lettore
multimediale del computer.
Ma come riesce il MIDI a gestire in parallelo e a far suonare
contemporaneamente tutti questi strumenti diversi? Abbiamo
già visto che, utilizzando lo standard MIDI, i musicisti
possono facilmente collegare e far comunicare tra loro tutti
i dispositivi musicali che possiedono. Ma c'è un'altra
caratteristica molto importante del codice MIDI che ci consente
di utilizzare contemporaneamente il suono di molti strumenti.
Su un unico flusso MIDI, e quindi su un unico cavo di collegamento,
infatti sono presenti ben sedici canali di comunicazione indipendenti
e contemporanei tra i dispositivi musicali digitali.
Un modo per utilizzare questa caratteristica è quello
di associare ad ognuno di questi sedici canali MIDI un diverso
programma e quindi un diverso timbro del sintetizzatore in
modo da poter utilizzare contemporaneamente il suono di sedici
diversi strumenti su di un solo generatore di suoni. Per assegnare
i timbri del sintetizzatore sui canali MIDI utilizzeremo un
procedimento simile a quello che usiamo per sintonizzare un
televisore. In questo caso prima selezioniamo un canale, poi
scegliamo una emittente televisiva e la associamo a quel canale.
Nel caso di un expander prima selezioniamo uno dei sedici
canali MIDI poi scegliamo uno delle centinaia di timbri differenti
disponibili sull'expander e lo associamo a quel canale.
Il sequencer
Abbiamo visto che con il MIDI possiamo utilizzare contemporaneamente
fino a sedici diversi timbri strumentali su di un unico sintetizzatore
di suoni, ma in pratica per suonare tutti questi strumenti
non ci basta più una sola tastiera, bisognerà
far intervenire anche il computer e utilizzare il lettore
multimediale di Windows oppure un particolare tipo di programma
chiamato sequencer. La differenza tra questi due approcci
è che se usiamo il lettore multimediale possiamo solo
eseguire un file MIDI mentre, se usiamo un sequencer, abbiamo
la possibilità di cambiare la partitura e di registrare
delle nuove parti strumentali.
In sostanza il sequencer si comporta come un registratore
con la capacità di sovrapporre tante tracce differenti
che potranno essere registrate una alla volta ma che verranno
suonate tutte simultaneamente. Disponendo di schede audio
professionali con molti ingressi MIDI potremo anche incidere
contemporaneamente tutti gli strumenti MIDI di un gruppo musicale
e, successivamente, correggere con pazienza gli errori e aggiungere
nuovi strumenti. Per esempio: abbiamo tre strumenti differenti:
chitarra, basso e organo che sono trasmessi rispettivamente
sui canali MIDI 2, 3 e 10. Le note suonate da ogni strumento
sono contenute all'interno delle righe colorate e la riga
verticale che le attraversa scorre da destra verso sinistra
quando eseguiamo la partitura. Se ci fate caso l'immagine
somiglia molto a una serie di strisce di carta bucate, come
se avessimo a disposizione 3 pianole meccaniche che suonano
contemporaneamente. Se l'argomento vi interessa e volete saperne
di più potete andare sul sito http://www.xelenio.com/tutorials/
dove potete trovare una spiegazione dettagliata di come
funziona un sequencer. Purtroppo il programma utilizzato nelle
spiegazioni risale a qualche anno fa, ma, a parte questo,
le spiegazioni mi sembrano tuttora valide.
Midi controller
Il MIDI ha cambiato completamente il nostro modo di considerare
uno strumento musicale perché ha spezzato la classica
identità tra lo strumento e il suo suono, un'identità
dovuta al fatto che negli strumenti tradizionali non c'è
separazione tra l'oggetto fisico che noi suoniamo e il suono
che viene prodotto.
Detto in parole povere, se suoniamo un sassofono ci aspettiamo
che suoni come un sassofono, non penseremmo mai che possa
produrre il suono di un pianoforte! Negli strumenti MIDI invece
il paradigma strumento uguale suono viene meno perché,
come abbiamo visto, la parte di controllo dello strumento
è separata dalla parte di generazione del suono e quindi,
ad esempio, si può pensare di usare un controllore
MIDI a forma di tamburo e farlo suonare come un pianoforte
o, in generale, come qualsiasi altro tipo di strumento che
il nostro computer o expander è in grado di simulare.
In questo modo le possibilità del MIDI sono estese
non solo a chi suona la classica tastiera di pianoforte ma
anche ai chitarristi, ai batteristi e, in genere, a tutti
coloro che trovino un qualche tipo di controllore MIDI da
suonare, e vi assicuro che ce ne sono per tutti i gusti. Ci
sono, per esempio, controllori MIDI a forma di sassofono e
percussioni, oppure dei dispositivi che trasformano il suono
di una chitarra in messaggi MIDI. Lo scopo di tutti questi
strumenti, indipendentemente dalla loro forma, è quello
di collegarsi direttamente ai generatori di suoni e al computer
e in questo modo diventare l'interfaccia tra il mondo dei
suoni digitali e il musicista.
MIDI e audio
Per concludere vorrei ricordarvi che con il computer abbiamo
due modi differenti per memorizzare e poi riascoltare della
musica:
1.possiamo registrare direttamente il suono di uno strumento
su di un file audio usando un microfono connesso all'ingresso
Mic della scheda audio e un programma come il registratore
di suoni di Windows oppure un Wave Editor;
2.possiamo registrare la partitura suonata con un MIDI controller
qualsiasi in un file MIDI usando un sequencer.
La differenza tra questi due diversi approcci è sostanziale:
nel primo caso, infatti, sul computer viene memorizzato il
suono, la forma d'onda che corrisponde a quello che ho suonato,
mentre nel secondo caso sono registrate soltanto le note suonate
dallo strumento, non il suo suono. In questo caso, quindi,
la musica che ascoltiamo non è registrata direttamente
sul computer ma viene prodotta in tempo reale da un sintetizzatore
di suoni, che riceve le note della partitura attraverso il
MIDI. Questo generatore di suoni può essere sia un
sintetizzatore software, ovvero un programma, sia un apposito
dispositivo contenuto nella scheda audio del computer, sia
un generatore di suoni esterno, un expander, che per far suonare
dobbiamo connettere al computer con un cavo MIDI.
Da quanto abbiamo detto ne deriva anche che un file MIDI occupa
molto meno spazio di un file che contiene una registrazione
musicale e quindi può essere facilmente utilizzato
per fare musica nel WEB
MIDI e didattica musicale
Utilizzando il fatto che il MIDI ci consente di vedere e riascoltare
le note che abbiamo eseguito su una tastiera musicale, il
computer si può trasformare in un formidabile maestro
musicale in grado di proporci esercizi e di verificare i nostri
errori.
Esistono molti programmi che sfruttano queste capacità
in molti modi diversi a seconda del tipo di approccio didattico
che si vuole seguire. Ma dove trovare questi programmi didattici
per imparare la musica? La risposta è, ovviamente,
la solita: cercate nel WEB. Un possibile punto di partenza
per orientarsi nel mare magnum di Internet è un ottimo
sito italiano, EduCoM, che possiamo trovare all'indirizzo
http://www.xelenio.com.
Questo sito si propone come mezzo d'informazione per tutti
gli insegnanti che utilizzano le nuove tecnologie nell'ambito
dell'Educazione Musicale ed è diviso in varie sezioni,
alcune dedicate al reperimento di informazioni e software,
altre invece con documenti che possono aiutare l'insegnante
ad organizzare, con una spesa contenuta, un laboratorio musicale
didattico per la scuola. Un altro strumento molto potente
in questo campo è rappresentato dai CD Rom dedicati
alla didattica musicale, che utilizzano testi parlati, suoni
e animazioni per guidarci nel mondo della musica e del suono.
a cura di MediaMente - Rai Educational
un grazie ad Andrea Paladin per averci accordato la pubblicazione
di questa serie di dispense.
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