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SB404

L'SB404 è un sintetizzatore molto indicato per le sonorità
basse, provvisto di un sequencer a 16 step molto ricco e in grado
di pilotare il pitch, il filtro e altri parametri liberamente assegnabili.
Il punto di riferimento sonoro è il famoso strumento della
Roland TB303, ma l'SB404 è in grado di fare molto di più.
Può spaziare da sonorità in stile Fairlight in stile
"Scenario" di Al Di Meola a suoni generati dai chip dei
primi computer Commodore passando per suoni House e Techno.
La caratteristica principale del suono dell'SB404 è che le
frequenze basse arrivano direttamente nello stomaco dell'ascoltatore.
Miniscope

Questo è un synth che cattura immediatamente l'attenzione
del musicista. Come si può intuire dal nome e come maggiormente
si comprenderà osservando l'immagine la CreamWare si è
cimentata nell'impresa titanica di provare ad emulare le sonorità
del famosissimo Minimoog.
Il risultato? Da ascoltare perché ne vale davvero la pena.
Tutte le caratteristiche, sia strutturali che sonore sono state
replicate in modo molto accurato. Utilizzando un controller MIDI
degno di questo nome si avrà la sensazione di avere a disposizione
un Minimoog vero e proprio. Dato che non si avverte alcuno lavoro
svolto dalla CPU ci si avvicina di molto all'hardware vero e proprio:
non avremo alcun problema di instabilità perché tutto
il peso della gestione del Minimoog virtuale andrà sulle
spalle robuste dei DSP CreamWare. La polifonia liberamente assegnabile
e la possibilità di creare librerie di suoni caratterizza
e differenzia il Miniscope dall'originale.
MiniscopeMKII

Per questo strumento possiamo fare lo stesso discorso fatto per
il proTone. Si tratta infatti di una versione del Miniscope che
"disobbedisce" alla struttura dello strumento analogico
preso come punto di riferimento (il Minimoog) per donare ai musicisti
nuove possibilità sonore. I filtri lavorano in modo differente
e colorano il suono diversamente. Una valida alternativa alle sonorità
classiche del più classico dei sintetizzatori: il Minimoog.
U know 007

Facciamo un salto in avanti di almeno quindici anni, abbandoniamo
i primi anni '70 per spostarci negli anni '80 caratterizzati dallo
strapotere della casa giapponese Roland. In quegli anni venne prodotta
un'intera famiglia di sintetizzatori denominati con la sigla Juno.
L'U know 007 replica tutte le caratteristiche dei synth in questione
con l'aggiunta di una maggiore polifonia. Il suono è pieno
di un chorus molto spesso e modulante che ha reso famoso i synth
Juno, tanto che i produttori di Madonna ancora oggi fanno uso di
questo strumento.
Vectron e Vectron Player

Il Vectron è un tipo di strumento basato sulla sintesi sonora
generata da una wavetable digitale.
Le forme d'onda presenti nello strumento sono quelle equivalenti
alla palette standard del Prophet VS. Ovviamente le caratteristiche
del Vectron non si fermano a quelle già citate, ma includono
una serie di aggiunte rilevanti che all'epoca del Prophet VS non
erano tecnicamente realizzabili. Con la tecnica vettoriale, che
consente il mixing in tempo reale e secondo una successione da noi
prescelta delle forme d'onda attivate, si è in grado di raggiungere
prestazioni sonore notevoli e il risultato acustico non sarà
mai banale. Il Vectron ha una struttura modulare molto ampia e ciò
dona allo strumento una flessibilità e una versatilità
notevoli. Le possibilità di interazioni con il Vectron sono
così tante che, probabilmente, realizzeremo dei tutorials
per sviscerare i punti salienti dello strumento.
BlueSynth

Sul BlueSynth non c'è molto da dire, se non che si tratta
di un sintetizzatore polifonico ad emulazione analogica molto ben
fatto. La sua struttura è molto semplice. La sezione di generazione
sonora è composta da tre VCO miscelabili e un filtro passa-basso
molto potente e definito. La particolarità del synth consiste
nella presenza di ben quattro LFO indipendenti tra loro che sono
in grado di generare delle modulazioni molto suggestive.
EZSynth

Anche l'EZSynth è un tipo di synth molto semplice nella
sua struttura. Si tratta, infatti, di uno strumento con generazione
sonora a mono-oscillatore e con un filtro ridotto all'essenziale.
Ciò che rende la sonorità dell'EZSynth accattivante
è la presenza di un Chorus che sostituisce la classica sezione
di amplificazione VCA. Il Chorus rende il suono del synth molto
doppio e presente. All'interno di un mix questi suoni sono in grado
di fare la differenza e esalteranno le composizioni da noi realizzate.
Inferno

Come suggerisce il nome, questo synth è in grado di sprigionare
sonorità roventi e aggressive. Molto portato per la creazione
di passi profondissimi e leads da urlo, anche in questo caso a fare
la differenza è la presenza di un chorus molto particolare,
da usarsi alzando molto il livello di depth.
Consigliato alle persone che non hanno paura di rovinarsi l'apparato
uditivo.
Lightwave

Questo synth è basato sulla sintesi in wavetable ispirato
al leggendario Prophet VS. Lo strumento dispone di due oscillatori
mixabili, di due filtri multimodo a 12 dB (LPF, HPF, BPF e Thru)
disponibili in serie o in parallelo. Disponendo in serie i filtri
la loro polarità raddoppia e la qualità di intervento
passerà a 24 dB. Disponendoli in parallelo ogni filtro lavorerà
indipendentemente filtrando autonomamente uno dei due VCO. Una doppia
sezione di pan modulation consente di creare effetti stereofonici
molto profondi e spaziali.
Prisma

Si tratta di un sintetizzatore a struttura semimodulare.
Molto ricco di funzioni e caratteristiche, Prisma offre al musicista
molti spunti creativi, basterà ascoltare i preset a disposizione
per rendersene conto. La sezione VCO è doppia e le forme
d'onda a disposizione sono ben 10. I due filtri multimodo sono disponibili
in serie o in parallelo (con gli stessi risultati sonori evidenziati
per il Lightwave). Gli LFO con cui lavorare sono due e gli inviluppi
tre (di cui uno liberamente assegnabile ad una funzione del synth).
Concludono l'opera un Chorus e un Delay ricchi di funzioni e caratteristiche,
entrambi molto flessibili.
Modular 2 e Modular III

Fino ad ora abbiamo analizzato tanti strumenti che definire dei
gioielli di synth è quanto meno giusti, ma le punte di diamante
della famiglia CreamWare sono i due sintetizzatori modulari.
In questi due ambienti operativi, tutto è concesso: creare
sintetizzatori, batterie elettroniche, step sequencer, effetti,
pianoforti elettrici, sintesi in FM, strumenti a fiato. Gli unici
limiti saranno stabiliti dalla nostra creatività e dalla
nostra conoscenza dello strumento. Trattandosi di un modulare un
po' di tempo dovrà essere investito per comprendere a fondo
le regole di funzionamento e capire come effettuare i cablaggi.
Per fortuna ogni serie di input/output ha un colore caratteristico,
per cui determinati collegamenti tra i moduli dovranno essere effettuati
rispettando i colori degli input e degli output. Per chi ha dimestichezza
con i sistemi modulari, sarà molto facile familiarizzare
con la struttura dei Modular, basterà la visione di un paio
di preset per comprendere come muoversi e come realizzare i primi
suoni. A questi due strumenti dedicheremo una serie di tutorial,
ricchi di suggerimenti e trucchi, per comprendere come sfruttare
al meglio questi ambienti di lavoro.
Concludendo: questi strumenti visionati in questo articolo sono
molto vari e sono in grado di offrire una palette sonora molto ricca.
Ogni synth è il complemento del mosaico sonoro che sarà
la nostra musica. Con questo pacchetto di strumenti si potrà
lavorare in modo professionale senza mettere sotto sforzo la CPU,
e se si avrà l'intelligenza di munirsi di più sistemi
a DSP CreamWare il numero di note di polifonia ottenibili con questi
strumenti sarà molto alto.
Con i synth analizzati non si sentirà più l'esigenza
di provare altri strumenti, l'arsenale sonoro a disposizione basterà
per fare tutto ciò di cui si ha bisogno e prima di sfruttare
all'osso ogni singolo synth passeranno vari anni. Vari anni i cui
avremo realizzato tanta buona musica.
Sito web: http://www.creamware.com/
Attilio De Simone
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