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I SINTETIZZATORI DELLA CREAMWARE
Una delle caratteristiche che distinguono la CreamWare dalle altre
case produttrici consiste nel particolare sistema softweare-hardware
con il quale è possibile portare a termine intere produzioni
musicali indipendentemente dalle capacità di lavoro della
CPU.
Come un auto di lusso, è possibile, al momento dell'acquisto
di una scheda audio CreamWare, scegliere una serie di plug-in opzionali
che possono essere aggiunti nel pacchetto di acquisto ad un prezzo
decisamente competitivo.
Espressamente per gli amanti della musica elettronica a cui i suoni
sintetici non bastano mai analizzeremo il pacchetto di sintetizzatori
che è possibile utilizzare insieme alle schede audio CreamWare.
Dopo un primo ascolto abbiamo potuto notare con piacere che oltre
a produrre schede audio ad altissima qualità, la CreamWare
è in grado di realizzare strumenti dalle sonorità
molto potenti, che denotano un know-how molto sviluppato. Il più
grande vantaggio nell'utilizzo di questi strumenti è determinato
dal fatto che non occupano risorse alla CPU, essendo la loro architettura
basata sui DSP. Gli algoritmi di generazione del suono si appoggiano
sulle risorse presenti nella scheda audio, si potrà cosi
lavorare in totale indipendenza dalle capacità di calcolo
della macchina che si usa (potremo, cioè, usare anche PC
di vecchia generazione senza sentire il bisogno di aggiornare scheda
madre, RAM, ecc.).
Essendo il sistema espandibile maggiore sarà il numero di
DSP disponibili su una macchina, maggiore sarà il numero
di strumenti contemporaneamente assegnabili e la polifonia.
Alcuni sintetizzatori sono acquistabili in un doppio pacchetto dal
prezzo decisamente conveniente denominato Synth Package 1 e Synth
Package 2, altri synth sono acquistabili singolarmente .
Cominciamo nell'esplorazione di questo nuovo universo sonoro.
Profit5

Per il Profit5 non occorrono presentazioni, basterà dare
un occhiata all'immagine relativa a questo synth per rendersi conto
che ci troviamo di fronte ad una meticolosa riproduzione del celebre
ProphetV. Da segnalare le due sorgenti VCO a multioscillatore mixabili
e il potente filtro passa-basso che lavora esattamente come l'originale.
La qualità sonora è impressionante e chi ha provato
il vero Prophet non avvertirà alcuna differenza sonora.
proTone e proOne

Il proTone (come il proOne) rappresenta un'evoluzione sviluppata
della CreamWare del Prophet. Come si può vedere nell'immagine,
la struttura base dello strumento originario è rimasta pressoché
invariata, gli oscillatori e i filtri suonano in modo molto simile
all'originale. Molto cambiata è invece la struttura della
sezione di modulazione (a sinistra dell'immagine) che garantisce
una flessibilità molto più ampia grazie alla sua maggiore
capacità di personalizzazione del suono.
B-2003

Passiamo ad uno strumento che si è rivelato una piacevolissima
sorpresa: il B-2003.
Chi segue Xelenio da qualche anno conosce perfettamente l'interesse
che abbiamo avuto nei confronti delle emulazioni virtuali (commerciali
e freeware) dell'organo Hammond. Onestamente, confesso di essermi
avvicinato allo strumento con molta prudenza, essendo abituato alla
perfezione di cloni già realizzati e a tutti noti. Eppure
è bastato suonare qualche nota con il B-2003 per capire che
ci si trovava di fronte ad uno strumento realizzato molto bene,
in grado di emulare perfettamente le sonorità del B3 vero
ma anche di generare suoni con una personalità propria. Il
B-2003 è un vero e proprio clone del B3 e tutti i parametri
modificabili sono quelli che si troverebbero su un organo analogico,
non c'è un comando in più né uno in meno. Il
B-2003 è suddiviso in tre manuali liberamente assegnabili
a tre canali MIDI differenti in modo da poter pilotare con più
tastiere i tre suoni generati.
Prodyssey

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un clone molto rispettoso
della tradizione. Lo strumento emulato è, in questo caso,
il celeberrimo Arp Odyssey, passato alla storia per sua ricca matrice
di modulazione in grado di generare sonorità piene di sfumature
ritmiche. Le uniche note che distinguo il clone dall'originale sono
costituite dalla possibilità di ampliare la polifonia e dalla
capacità di organizzare delle infinite librerie di banchi
di preset (cosa impossibile con l'originale).
EDS16i EDS8i

L'EDS16i (simile a lui è l'EDS8i) non è ispirato
a nessuno strumento in particolare, trattandosi di una drum machine
composta da librerie di campioni di vario tipo (da suoni percussivi
di natura elettronica a banchi adatti per i generi latino-americani).
I suoni sono di ottima qualità e per ogni suono è
possibile gestire i seguenti comandi (per personalizzare le librerie):
Volume, Pan, Tune, Decay, Pmod, Pdcec, MFreq, Mod, Drive. I suoni
sono molto caldi e stimolanti e la drum machine può essere
tranquillamente suonata nel proprio sequencer preferito.
Poison

Il colorato Poison rappresenta un interessante tentativo di combinare
la sintesi digitale con quella analogica. Il cuore sonoro del Poison
è la sintesi a modulazione di frequenza o FM, lanciata nei
primi anni '80 dalla Yamaha, con la quale è possibile navigare
per qualsiasi mare sonoro. A questo cuore digitate è stato
aggiunto un sistema di vasi e arterie analogico, rappresentato dai
filtri analogici. In questo modo si è riuscito ad abbinare
la flessibilità infinita della tecnologia digitale al calore
che solo un filtro analogico può donare. Ad incrementare
ulteriormente le possibilità sonore dello strumento contribuisce
la presenza di un LFO molto versatile e con un numero di forme d'onda
molto alto.
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