| Seconda puntata della Miniguida sull'uso dei microfoni |
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| Scritto da SaMe | |||||
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Bene, siamo arrivati alla seconda puntata della mini-guida sulla scelta e sull’uso dei microfoni, in questa puntata tratteremo le tecniche di ripresa per la chitarra. Beh innanzitutto stavolta si tratta di riprendere elementi completamente diversi dalla voce umana, si deve scendere molto di più con le frequenze ma senza perdere medi, si devono gestire volumi più alti senza andare in saturazione e senza demolire il microfono, però non ci sono molti problemi, alla fine i microfoni presentati nella guida precedente vanno ugualmente bene ma di quali microfoni usare ne parliamo dopo.
Dopo questa breve introduzione iniziamo con l’analisi della ripresa, da dove partiamo? Beh iniziamo con lo specificare dove vanno messi i microfoni. Le alternative sono diverse 1. Sul bordo del cono 2. Verso il centro del cono leggermente fuori asse rispetto al cono 3. Verso il centro del cono perpendicolare allo stesso 4. Dietro alla cassa 5. Davanti alla cassa, molto lontano Molto spesso quando se ne ha la possibilità, si combinano diverse posizioni del microfono per riprendere caratteristiche differenti del suono, poi capiremo il perché ma per ora iniziamo a esaminare perché mettere un microfono in una posizione piuttosto che in un’altra. Bordo Il microfono è posizionato molto vicino alla cassa dell’amplificatore puntato verso il cono inclinato e puntato verso il centro. In questa posizione si ottiene un “attacco” più netto e l’enfasi delle frequenze medie e medio-alte molto indicato per chitarre ritmiche o comunque nelle situazioni in cui è molto importante l’attacco. Centro Man mano che ci si avvicina al centro del cono e lo si posiziona perpendicolarmente si perde in attacco e si guadagna in “sustain” e si perde l’attacco e si vanno ad enfatizzare le frequenze medio-basse e le basse; naturalmente se il microfono è a metà tra il centro e il bordo, si avrà una via di mezzo tra i due posizionamenti estremi. Nelle due tecniche appena illustrate la distanza dalla cassa varia a seconda dei gusti, si può tenere il microfono appoggiato alla retina dell’amplificatore e si ha un’enfasi delle basse dovuta all’effetto prossimità o allontanare il microfono dalla cassa fino a un 20 cm circa per ottenere un suono più naturale. Dietro Enfasi delle basse, transienti quasi inesistenti, il microfono non va posizionato troppo vicino per evitare danni e perché prenderebbe troppi bassi, diciamo che si può partire dai 20\25 cm di distanza a salire. Lontano Serve per riprendere “l’ambiente” ovvero quasi quello che effettivamente si sente stando davanti all’amplificatore, considerando che ci sono riverberi ambientali naturalmente è molto scomodo ricorrere a questa tecnica in ambienti non trattati in quanto le riflessioni potrebbero piacerci o no, io consiglio di evitare la ripresa ambientale e applicare un riverbero a meno di avere ambienti trattati. Il microfono va più o meno al centro della cassa e la distanza varia dai 50 cm a più di un metro. Ok adesso ho capito come mettere i microfoni però io voglio attacco e sustain! E adesso iniziano i problemi, non sono problemi enormi ma naturalmente più microfoni utilizziamo e maggiori sono i problemi di fase dovuti alla distanza dei microfoni dalla sorgente e dalle caratteristiche dei microfoni non sempre corrette e allora che fare? Smontare tutto e continuare con uno? Sarebbe un’idea ma non è la soluzione. La soluzione è correggere la fase • Con spostamenti di fase veri e propri utilizzando hardware o software che permette leggeri spostamenti di fase o utilizzando dei delay. • Spostando fisicamente il microfono avanti\indietro Un piccolo trucco molto utile potrebbe essere invertire la fase di uno dei due microfoni e regolare la correzione di fase (come indicato prima) fino a quando non si ottiene il suono “peggiore” ovvero con la maggior cancellazione di suono (non si avrà mai la cancellazione completa in quanto il suono che raggiunge il microfono è diverso e il microfono è diverso) e poi ripristinare la fase che era stata invertita. Un po’ di nomi. Per le caratteristiche di resistenza agli alti volumi che devono avere i microfoni per chitarra sono consigliabili i dinamici o al massimo qualche condensatore, sono da escludere i ribbon (nastro) tranne che nella ripresa da lontano, unico microfono a nastro che conosco (solo di nome mai usato) è il royer R121 che nasce proprio per la ripresa di sorgenti ad alta pressione. Shure SM57, uno standard per la ripresa da vicino, specialmente sul bordo del cono. Shure SM 58, non è uno standard ma per la ripresa da dietro e al centro è usato molto a livello “casalingo”. Sennheiser E845, molto simile ai due precedenti ma meno “secco” del 57 e più adatto alle chitarre del 58, da utilizzare frontale a metà cono, anche se tendente un po’ al bordo, è quello che sto utilizzando ultimamente e mi ci trovo molto bene. Un po’ di microfoni che non ho mai usato ma molto diffusi: Audio Technica AT2020, Sennheiser MD421II, Akg C414 E infine voglio segnalare l’audio technica AE2500, un microfono molto recente che ha due capsule, una dinamica e una a condensatore perfettamente in fase, ancora non ho avuto modo di avere in mano il microfono però l’idea è interessante e se avete modo di poterlo sperimentare non credo ve ne pentirete. Beh naturalmente le mie rimangono linee guida, il consiglio fondamentale è sperimentare e provare posizioni e microfoni diversi, con questo vi saluto. Alla prossima Salvatore “SaMe” |



