| Una giornata con la Native Instruments |
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| Scritto da ale |
| Mercoledì 06 Novembre 2002 16:00 |
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Una giornata con la Native Instruments Da quando Xelenio ha realizzato delle recensioni riguardanti alcuni dei software prodotti dalla Native Instruments, tra la nostra homepage e la Native Instruments si è instaurato un bel feeling, tanto che, col tempo, è stata la softwarehouse stessa (soddisfatta dal nostro modo di lavorare) a contattarci chiedendoci di recensire alcuni loro nuovi prodotti.
Continuando a parlare, saliamo al piano superiore e Patrick mi fa vedere altre sezioni della Native Instruments, ogni stanza è dedicata ad un processo di produzione. In una si lavora al motore sonoro del software (cioè si scrivono le funzioni matematiche su cui ci baserà la generazione sonora del synth), in un'altra si sviluppa la grafica (questo è un elemento molto importante perché la grafica determinerà l'impatto con il musicista, una buona Dopo questa passeggiata, io e Patrick entriamo in una stanza, ci sediamo e lui mi fa vedere, sul suo Mac portatile, una versione beta di un importante aggiornamento al Traktor, che uscirà in questo periodo. Ho notato dei miglioramenti consistenti nella grafica del software, una maggiore gestibilità delle tracce da mixare, un potenziamento dei filtri (mi sono sembrati più presenti, come sul Kontakt). Una nota: nella stanza in cui ci siamo seduti ho notato uno scaffale pieno zeppo di NFR, con tutti i software della NI. A Patrick ho fatto anche un'intervista, che verrà riportata successivamente. mi spiega che quando la macchina era in riparazione c'è stato un rimarchevole calo della produttività nella maggioranza dei collaboratori della Native Instruments!
01) Quando è nata la Native-Instruments? Il musicista e programmatore Stephan Schmitt ha fondato la Native-Instruments nel 1996. 02) La Native-Instruments ha fatto rivivere gli strumenti degli anni '70, come l'Hammond, il ProphetV e la Yamaha DX7. Come mai non si è provato a far rivivere anche le sonoritá del Minimoog e dei Piano Fender? Qualsiasi fedele emulazione ha bisogno di molto tempo per lo sviluppo scientifico. Perciò dobbiamo, innanzitutto, limitare il nostro campo di azione, e progettare strumenti, che nessun altro ha giá provato a sviluppare. 03) Conosco molti professionisti che desidererebbero una Tastiera hardware contenente i software della Native-Instruments direttamente utilizzabili. È possibile, un giorno, soddisfare questo desiderio? Probabilmente più velocemente di quanto si possa pensare. Per esempio è stato presentato allo AES Show un hardware denominato Plugzilla, in grado di caricare i VST Plugin. Di questo passo usciranno, in poco tempo, altri prodotti di questo tipo. 04) Esiste la possibilità che al B4 siano aggiunti nuovi moduli in grado di simulare le sonorità come quelle dell'L100 o del'A100? Già è in fase di programmazione avanzata un aggiornamento che aggiungerà al B4 nuove possibilità sonore. 05) Quali altri progetti ci sono per il futuro? Molti, ma purtroppo non ne posso ancora parlare. 06) Ci saranno prossimamente nuovi software? O verrà continuata la politica di accorpamento di software prodotti da sviluppatori autonomi, come giá accaduto per l'AbSynth, Loopazoid o per SyncC? Noi siamo ancora molto attivi nella produzione di nuovi programmi. In più, siamo sempre aperti a collaborazioni con sviluppatori talentuosi che hanno idee creative. A proposito, non abbiamo mai incorporato un software sviluppato indipendentemente. 07) Come funzione la produzione dei software, quali specialisti (matematici, tecnici del suono, ecc.) lavorano insieme? Di solito c'è una figura centrale, che dà una visione d'insieme sul concepimento del prodotto, e uno sviluppatore generale, che si occupa di rendere concreto il progetto. Talvolta si tratta della stessa persona, come nel caso del B4, dell'FM7 e del Pro-53. Sono sostenuti anche da altri sviluppatori, che si occupano dell'Interfaccia e delle automazioni, della Implementazione GUI, delle routines grafiche e del design. Gli specialisti sono suddivisi in: Informatici (generalmente programmatori), Ingegneri (programmatori DSP), Ideatori dei prodotti (concezione del progetto), Grafici (estetica del programma). 08) Ritenete che i software della Native-Instruments girino meglio su piattaforma Windows o Macintosh? In linea generale i nostri software funzionano ugualmente bene su entrambe le piattaforme operative. Tuttavia le prestazioni dei nostri software dipendono in modo essenziale dalla potenza disponibile dei processori, e per ora, su questo versante, il PC è più indicato. Quali sistemi operativi Windows sono maggiormente consigliabili per utilizzare in modo ottimale i software? Personalmente sono molto soddisfatto, da quando sono passato a WindowsXP. E ciò anche (ma non solo) in relazione ai nostri software. 09) Come è nata l'idea si sviluppare un software come Reaktor? Il predecessore del Reaktor, Generator, fu ideato dal nostro fondatore, Stephan Schmitt, allora nacque anche la Native-Instruments. Era molto insoddisfatto della limitatezza dei sintetizzatori disponibili e volle sviluppare un synth proprio, aperto e liberamente configurabile. All'epoca (metà anni '90) ci si rese conto (con i primi Pentium) che la generazione sonora in tempo reale era possibile ai costi vantaggiosi dei PC standard. E con l'incremento delle prestazioni dei processori fu chiaro che in breve tempo sarebbero state a disposizione di chiunque sufficienti prestazioni per reggere il peso di algoritmi complessi. Così fece lui col progetto: unire le sue utopie in un prodotto pratico ed utile. La prima serie di moduli ha forse avuto bisogno di un anno di lavoro prima di giungere alla Release 1.0 Versione 1997. In seguito si continuò a sviluppare l'ampliamento della biblioteca dei moduli e il miglioramento dei moduli preesistenti. 10) Quanti collaboratori ha la Native-Intruments? La Native-Instruments ha una sede solo a Berlino, o anche in altre città? Nella sede centrale di berlino lavorano 60 collaboratori, una sede periferica è a Los Angeles (USA) con 6 collaboratori. 11) Trovate più interessante il mercato europeo o quello americano? E quali differenze ci sono tra gli utenti europei e quelli americani? Per noi ogni mercato è interessante. Quello americano è, naturalmente, più grande e, nello stesso tempo, aperto. In Europa ogni nazione ha una propria cultura musicale. Non rileviamo particolari differenze tra gli utenti. Al contrario, i nostri prodotti uniscono i musicisti e gli sviluppatori di strumenti di tutto il mondo. Un ottimo esempio possono essere Reaktor, la User Library e il modo in cui la rete degli utenti può comunicare sul prodotto, come si creano contatti e come ci si scambiano musiche e idee. E tutto ciò senza che le nazionalità e lo origini abbiano importanza! Questo articolo sarà seguito da una recensione del Pro53 e da una rewiew del CD di campioni Synthetic Drums |




















