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Scritto da Attilio De Simone   
Mercoledì 06 Novembre 2002 15:47

IKmultimedia Amplitube

Perchè AmpliTube?

Una delle categorie di musicisti più "refrattarie" all'uso di nuove tecnologie è da sempre quella dei chitarristi.
Ancora oggi sono moltissimi i chitarristi che preferiscono il loro ampli valvolare rispetto ad amplificatori a transistor o a moduli "virtuali" che simulano le classiche testate valvolari.
L'uso degli ampli valvolari ha i pro e i contro, tra i pro troviamo certamente il calore e la qualità delle sonorità prodotte, mentre tra i contro abbiamo il peso, i costi di acquisto e di manutenzione delle "bestioline" vintage.
Se l'uso che si fa di un ampli è esclusivamente live, probabilmente un amplificatore valvolare (con preamp valvolare) è il massimo che un musicista può richiedere (per presenza e calore sonoro) ma se un chitarrista si trova a lavorare come session man le cose cambiano radicalmente.

Innanzitutto una delle prime cose che può rimproverare un produttore ad un chitarrista ingaggiato per una session è quella di far perdere troppo tempo in microfonaggi e prove del suono (si può essere certi che difficilmente un musicista che fa perdere troppo tempo verrà richiamato a meno che non abbia un nome in grado di fare "mercato"), spesso poi può capitare anche che il suono registrato non corrisponda a quelle che erano le intenzioni del chitarrista (a causa di microfoni inadatti o di un cattivo posizionamento di questi ultimi o a causa di una cattiva acustica della sala, ecc.).
Diciamo quindi che in studio, spesso, possono essere consigliabili soluzioni alternative all'uso di un amplificatore vero e proprio.
Abbiamo quindi rack multieffetto, pedaliere e moduli a tecnologia virtuale che simulano i cabinet degli amplificatori.
Tra le alternative troviamo oggi anche l'Amplitube della IK Multimedia.

Cos'è Amplitube?

L'Amplitube è un modulo in grado di simulare attraverso funzioni matematiche tutti quegli eventi analogici che caratterizzano il suono degli amplificatori del passato.
Oltre a ciò questo rack "virtuale" offre una serie di effetti tipica delle catene di modulazioni del suono della chitarra usate "storicamente" dai chitarristi.
Entrando nel dettaglio Amplitube dà la possibilità di usare all'interno di un sequencer o di una qualsiasi altra applicazione "host" un sistema di amplificazione per chitarra e basso completo.
È possibile riprodurre praticamente tutte le sonorità vintage e in più abbiamo la possibilità di tentare combinazioni che mai si potrebbero raggiungere con gli ampli valvolari.
Ad es. possiamo combinare un Preamplificatore che simula un Fender con una Ampli Marshall usando, però, un cabinet VOX.
Come si può vedere si amplia notevolmente la tavolozza sonora a tutto vantaggio della creatività del musicista che può finalmente crearsi un suono completamente personalizzato riconoscibile che rappresenterà una specie di "biglietto da visita" che lo renderà immediatamente identificabile.
L'Amplitube si offre al chitarrista/bassista con una gradevole interfaccia vintage molto confortevole e che mette subito a proprio agio il musicista abituato ad utilizzare preamp e ampli forniti di pomelli e knobs.

Le schermate sono tre: Amp, Stomp e FX

1) AMP Clik sulle immagini per ingrandire Qui abbiamo all'estrema destra il potenziometro dell'output level (il master volume) e del gate (un noise gate molto potente che può dare un risultato molto innaturale se usato a livelli elevati in quanto può limitare il sustain naturale degli strumenti; lavorando a livelli compresi tra 1/10 e 5/10 si ottiene l'intervento migliore).
Spostandoci verso sinistra possiamo scegliere il tipo di cabinet (dal Open back al British al Vint close), in alternativa possiamo scegliere la ripresa microfonca invece della simulazione del Cabinet con la possibilità di scegliere il tipo di microfono e la ripresa in asse o fuori asse, ecc. Verso il centro possiamo selezionare l'intensità del riverbero a molla (come nella tradizione dei classici del vintage), e poi troviamo la sezione più interessante: quella che ci darà la possibilità di intervenire direttamente sulla natura del suono.
Qui possiamo scegliere il tipo di preamplificatore: tre clean (solid state, vintage e tube) un British Crunch e tre lead (Modern Hi-Gain, Solid State e Fuzz). Successivamente possiamo selezionare il modello di equalizzatore che ci interessa (dal Tube American al Tube British passando per il British classe A) sotto questa sezione abbiamo i potenziometri classici che intervengono sull'equalizzazione dei preamp: il Gain (attivo o meno dipendentemente dal fatto che sia o meno presente sui modelli reali), il Low, il Mid (anche qui presente o meno a seconda del modello di equalizzatore da noi scelto), l'High, il Presence e il Volume.
A sinistra invece abbiamo il potenziometro che determina l'intensità del tremolo (effetto vintage per chitarra per antonomasia) e quello del suo rate. 2) STOMP In questa sezione trova spazio l'effettistica, è possibile modificare ulteriormente il suono attivando gli effetti di Wah-Wah, di Delay, di Chorus, di Flanger e di Distorsion. Ogni effetto non dispone di tanti parametri e ricordano un pò (per la loro concezione mirante all'utilizzabilità immediata e per la loro struttura a potenziometri) le scatolette della famiglia Boss (sfido qualsiasi chitarrista a dimostrarmi che non ne ha mai visto o provato uno).
La faciltà d'uso e la loro versatilità sono le prime caratteristiche di cui mi accorgo provando questi effetti.
3)FX

Qui è possibile aggiungere tre effetti dal sapore più moderno: un equalizzatore parametrico con una decina di potenziometri che gestiscono le varie bande di frequenza; uno stereo delay provvisto dei comandi di livello, di feedback, di delay e di modalità (Mono, Stereo, MultiTap 1 e 2); un Riverbero Stereo con i comandi di Level, di densità e di Time.

 

Come suona?
L'Amplitube è fornito di queste tre sezioni che vi ho sopra elencato le quali contribuiscono a determinare un suono molto credibile, sicuramente una delle migliori simulazioni di ampli per chitarra mai sentite (d'altra parte c'era da aspettarselo visto il successo del T-Racks in grado di simulare una catena valvolare di equalizzazione-compressione-saturazione adatta per il mastering).
I preset forniti dalla IK Multimedia sono molto vari e riescono a fornire un' ottima idea delle sonorità dell'amplitube, ci sono praticamente tutte le configurazioni "storiche" di un pò tutti gli ampli vintage: dai Fender ai Marshall, passando per i VOX e i Trace Helliott.
Per avere un'idea di quanto sia valida l'architettura dell'Amplitube il mio consiglio è di usare il seguente trucchetto che impiegavo per valutare la qualità di un amplificatore che intendevo acquistare (diciamo fine anni ottanta inizio novanta): settavo l'ampli in modo da ottenere un suono molto distorto e mettevo a 0 il volume della mia chitarra, successivamente suonavo la chitarra aumentando progressivamente il livello del volume, se il suono passava dal pulito al crunch al distordo all' "insopportabilmente distorto" voleva dire che l'ampli era di buona qualità perchè rispettava le dinamiche che io volevo ottenere modificando il volume della chitarra (col potenziometro della chitarra, ripeto, non dell'ampli), se, viceversa, aumentando un pò il volume della chitarra, il suono che ne usciva era subito distorso e zanzaroso voleva dira che quell'ampli non faceva per me perchè era poco dinamico.
Ebbene, ho usato la stessa procedura anche con l'Amplitube e devo dire che il test è andato oltre le mie migliori intenzioni (contraddicendo il mio scetticismo iniziale) e mi ha regalato una risposta dinamica negli standard dei migliori strumenti vintage.
Utilizzando un suono molto distorto (scegliendo un preset come l'Heavy) e lavorando di palm muting otteniamo quel suono grosso, corposo e pesante come siamo abituati a sentirlo uscire dai migliori ampli valvolari, così come è possibile sentire "uscire" il feedback (io sono di "scuola" Hendrix).
Bisogna considerare anche che avendo una scheda audio "decente" (fornita cioè di driver ASIO in grado di lavorare sotto i 15 ms) è possibile usare in tempo reale l'Amplitube, processando, cioè, qualsiasi messaggio audio che proviene dall'imput della scheda audio immediatamente (senza alcun ritardo).

Conclusioni

Dopo aver sperimentato un pò con Amplitube consiglio a tutti, chitarristi bassisti e non, di provare almeno la demo di questo programma perchè ne vale davvero la pena. Secondo me Amplitube è adatto per quei chitarristi/bassisti che hanno bisogno di un rack per chitarra molto versatile ed efficace in grado di simulare ad ottimo livello tutte quelle sonorità vintage a cui una discografia infinita ci ha abituati, che sia in grado di lavorare direttamente all'interno del proprio sequencer preferito (sfruttando completamente il vantaggio della completa automazione) facendo risparmiare tutti quei tempi morti dovuti alla preparazione dei suoni e del microfonaggio.

 

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