| Native Instruments Akoustik Piano |
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| Scritto da Attilio De Simone | |||||
| Martedì 27 Settembre 2005 10:31 | |||||
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Native Instruments Akoustik Piano, l'ultima evoluzione del piano
L'Akoustik Piano della Native Instruments si può tranquillamente definire il miglior tentativo di avvicinarsi alle sonorità dei pianoforti acustici tramite software fin'ora mai realizzato. Il software
La Native Instruments da sempre ha realizzato software dall'interfaccia grafica molto snella e facile da usare. Forte del pensiero "ciò che si vede è ciò che si usa", l'Akoustik Piano permette di gestire in modo facile tutti i parametri ai quali si vuole lavorare.
Cominciamo dicendo che per ogni libreria di campioni è possibile utilizzare campioni a 24 bit o a 16 bit (ciò diminuisce l'utilizzo della CPU e della RAM nel caso in cui ci si trova a lavorare con macchine un po' vecchie). I multicampionamenti sono basati su 128 livelli di dinamica per una risposta sonora perfetta). Concert Grand D
Questo modello fa pensare immediatamente ad uno dei più diffusi e noti tipi di pianoforte (il cui nome non può essere fatto in quanto la ditta non ha ceduto i diritti per abbinare il nome del piano all'Akoustik Piano). Il suono è pieno e potente, tipico dei gran coda, va abbinato assolutamente con una convoluzione di stanza da concerto o da cattedrale. Selezionando la schermata Recorder è possibile accedere ad una serie di funzioni per la registrazione e la gestione di brani pianistici in totale autonomia.
È possibile importare e rieseguire brani già realizzati (importabili ed esportabili nel formato proprietario "Akoustik Piano Song" .aps), è possibile utilizzare un metronomo molto preciso e ben fatto ed è possibile utilizzare il registratore per arrivare a registrare (senza aver bisogno di sequencer esterni) fino a due tracce di pianoforte acustico. L'ultima schermata serve invece per visualizzare il pianoforte utilizzato, fornendo una schermata completa del piano utilizzato (Task Manager alla mano, questa schermata dovrebbe servire ad appesantire di meno il lavoro grafico e lasciare qualche risorsa libera in più da destinare alla gestione dell'Akoustik Piano).
Il pianoforte Concert Grand D è molto indicato per realizzare registrazioni di musica classica ad alto livello. Il suono è bello deciso, molto definito, ideale per sonorità dagli attacchi potenti e quasi percussivi. Andando ad ascoltare le note una per una dobbiamo rilevare che il campionamento è stato realizzato molto bene ed è un piacere suonare per ore, con le cuffie o con le casse, questa libreria. Bosendorfer 290
Questa famiglia di pianoforti non ha bisogno di presentazioni, in quanto il nome è già sinonimo di qualità elevata, e già altre librerie per altri strumenti sono state dedicate a questa famiglia di pianoforti. Lo stesso discorso fatto per il Concert Grand D vale per le altre schermate visualizzabili (jpg f). Sul suono si può dire che ci troviamo di fronte ad un suono con un colore sonoro molto differente dal piano precedentemente analizzato. Il suono è più pastoso, molto adatto per essere utilizzato nelle frequenze medie, semmai insieme ad un'orchestra e con un bell'effetto di recording studio. Può essere utilizzato anche per il versante jazzistico, improvvisare con il Bosendorfer è un piacere. Bechstein D 280
Il Bechstein D 280 è un altro grande pianoforte da concerto. Caratterizzato da dei bassi molto potenti e vigorosi, il Bechstein D 280 si presta a qualsiasi tipo di utilizzo, sia solistico che di accompagnamento. Con un effetto camera da studio di registrazione il Bechstein D 280 è l'ideale per accompagnamenti per grandi canzoni pop d'autore. Steingraeber 130
In questo caso siamo di fronte ad uno dei più famosi pianoforti acustici utilizzati in ambito blues e soul (basta visionare qualche video di Zucchero, in cui sono impegnati a suonare i migliori artisti soul americani, per capire quanto questo modello sia stato utilizzato in questo ambito). Il suono è quello tipico dei pianoforti verticali, un po' chiuso e nasale rispetto a i pianoforti a coda. Si avvicina molto al suono Honcky Tonky. L'abbinamento ideale è con l'ambiente da club jazz. Input
Piano Details
Equalizer
Reverb - Position
Allo stato attuale Akoustik Piano è quanto di meglio si possa richiedere sul versante dei campionamenti da pianoforte. Il suono è molto curato, le possibilità di selezionare gli ambienti sono ricche, i parametri su cui intervenire sono molti e forniscono possibilità di personalizzazione molto ampie. Requisti minimi Requisiti raccomandati Sito web produttore: http://www.nativeinstruments.de/index.php?home_us Al momento abbiamo riscontrato un piccolo bug: attivando il pedale del sostegno in stand-alone, il risultato non è quello aspettato. Si attiva sì il sostegno, ma si perde contemporaneamente l'attacco delle note. Segnaliamo, comunque, che questo bug non è presente usando il piano come VST, DX o RTAS. Probabilmente questa cosa verrà risolta nei successivi update. |














Qui è possibile assegnare il canale MIDI sul quale lavorare, effettuare una trasposizione fino a ad un'ottava superiore od inferiore, modificare l'intonazione fine (per intonare l'Akoustik piano a strumenti che utilizzano intonazioni non convenzionali), l'accordatura (è possibile passare da accordature standard alla ben temperata, pura, valotti, ecc.), la curva di dinamica (per adattare al meglio l'esecuzione con la tastiera che si sta utilizzando) . Inoltre è possibile visualizzare l'ultima nota suonata e il suo livello dinamico.
Si può modificare la risonanza del sustain (per rendere più o meno aspro il suono di riverberazione), il tipo di rilascio del suono, il livello del rumore di attacco del piano (key noise) così come il livello di rumore del pedale (pedal noise). È possibile inoltre determinare se la risonanza acustica del piano avverrà con il coperchio del pianoforte chiuso, mezzo aperto o completamente aperto.
Il riverbero serve per modificare alcuni parametri di ambiente come la distanza e la quantità di riverbero da utilizzare. Il position serve per regolare la stereofonia del suono.