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Home Provati per Voi Native Instruments Akoustik Piano
Native Instruments Akoustik Piano PDF Stampa E-mail
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Scritto da Attilio De Simone   
Martedì 27 Settembre 2005 10:31

Native Instruments Akoustik Piano, l'ultima evoluzione del piano
20-09-2005

L'Akoustik Piano della Native Instruments si può tranquillamente definire il miglior tentativo di avvicinarsi alle sonorità dei pianoforti acustici tramite software fin'ora mai realizzato.
Oltre a ciò bisogna dire, questa mi sembra una delle caratteristiche più interessanti, che l'Akoustik Piano ha un'architettura software molto stabile, in grado di adattarsi alle capacità della macchina sulla quale esso viene installato. Per ogni tipo di macchina è possibile ottenere il risultato sonoro migliore, senza ricorrere a troppi compromessi sonori.
Ovviamente l'Akoustik Piano è basato sui campionamenti, in questo caso la libreria è divisa in 4 DVD, ognuno di essi è dedicato a sonorità di piano differenti.

Il software

La Native Instruments da sempre ha realizzato software dall'interfaccia grafica molto snella e facile da usare. Forte del pensiero "ciò che si vede è ciò che si usa", l'Akoustik Piano permette di gestire in modo facile tutti i parametri ai quali si vuole lavorare.
Dividiamo la schermata principale in vari settori:

  1. In questo settore possiamo selezionare uno dei quattro modelli di pianoforte acustico disponibili (in seguito approfondiremo questa sezione).
  2. Qui è possibile visualizzare meglio il pianoforte selezionato.
  3. In questa sezione è possibile selezionare un ambiente di riverberazione tra i quattro disponibili (Sala da concerto, Cattedrale, Jazz Club, Studio di registrazione). Ogni ambiente aggiunge al pianoforte una differente pasta sonora, riuscendo ad adattare la riverberazione migliore alle esigenze di registrazione. Gli effetti d'ambiente sono stati ottenuti grazie ad un utilizzo intelligente e pratico dell'effetto di convoluzione. Per la cronaca: l'effetto di convoluzione si ottiene registrando un sparo all'interno di un ambiente di cui si vuole ricreare la sonorità. Alla fine durante la creazione dell'effetto, la parte iniziale della forma d'onda, quella in cui si avverte lo sparo, viene tagliata e resta semplicemente il riverbero da esso scaturito all'interno dell'ambiente. Questo segmento restante dalla forma d'onda iniziale viene utilizzato poi per aggiungere all'Akoustik Piano l'ambiente desiderato (ovviamente la procedura è complesso, qui è stata solo espressa per grandi linee).
  4. Sezione per selezionare altre schermate (le approfondiremo in seguito).
  5. Sezione per modificare determinati parametri del piano (anche questa sezione verrà approfondita in seguito).
  6. Sezione per la gestione dei preset, della polifonia (l'Akoustik Piano può avere una polifonia minima di 15 ed una massima di 50 note), dell'attivazione dell'Echo (in caso di affaticamento eccessivo della CPU con l'effetto di convoluzione si può optare per il riverbero software, meno realistico ma egualmente efficace) e del livello di uscita del suono.

Cominciamo dicendo che per ogni libreria di campioni è possibile utilizzare campioni a 24 bit o a 16 bit (ciò diminuisce l'utilizzo della CPU e della RAM nel caso in cui ci si trova a lavorare con macchine un po' vecchie). I multicampionamenti sono basati su 128 livelli di dinamica per una risposta sonora perfetta).
Passiamo ora ad analizzare i vari modelli di piano disponibili.

Concert Grand D

Questo modello fa pensare immediatamente ad uno dei più diffusi e noti tipi di pianoforte (il cui nome non può essere fatto in quanto la ditta non ha ceduto i diritti per abbinare il nome del piano all'Akoustik Piano). Il suono è pieno e potente, tipico dei gran coda, va abbinato assolutamente con una convoluzione di stanza da concerto o da cattedrale.

Selezionando la schermata Recorder è possibile accedere ad una serie di funzioni per la registrazione e la gestione di brani pianistici in totale autonomia.

È possibile importare e rieseguire brani già realizzati (importabili ed esportabili nel formato proprietario "Akoustik Piano Song" .aps), è possibile utilizzare un metronomo molto preciso e ben fatto ed è possibile utilizzare il registratore per arrivare a registrare (senza aver bisogno di sequencer esterni) fino a due tracce di pianoforte acustico.

L'ultima schermata serve invece per visualizzare il pianoforte utilizzato, fornendo una schermata completa del piano utilizzato (Task Manager alla mano, questa schermata dovrebbe servire ad appesantire di meno il lavoro grafico e lasciare qualche risorsa libera in più da destinare alla gestione dell'Akoustik Piano).

Il pianoforte Concert Grand D è molto indicato per realizzare registrazioni di musica classica ad alto livello. Il suono è bello deciso, molto definito, ideale per sonorità dagli attacchi potenti e quasi percussivi. Andando ad ascoltare le note una per una dobbiamo rilevare che il campionamento è stato realizzato molto bene ed è un piacere suonare per ore, con le cuffie o con le casse, questa libreria.

Bosendorfer 290

Questa famiglia di pianoforti non ha bisogno di presentazioni, in quanto il nome è già sinonimo di qualità elevata, e già altre librerie per altri strumenti sono state dedicate a questa famiglia di pianoforti. Lo stesso discorso fatto per il Concert Grand D vale per le altre schermate visualizzabili (jpg f). Sul suono si può dire che ci troviamo di fronte ad un suono con un colore sonoro molto differente dal piano precedentemente analizzato. Il suono è più pastoso, molto adatto per essere utilizzato nelle frequenze medie, semmai insieme ad un'orchestra e con un bell'effetto di recording studio. Può essere utilizzato anche per il versante jazzistico, improvvisare con il Bosendorfer è un piacere.

Bechstein D 280

Il Bechstein D 280 è un altro grande pianoforte da concerto. Caratterizzato da dei bassi molto potenti e vigorosi, il Bechstein D 280 si presta a qualsiasi tipo di utilizzo, sia solistico che di accompagnamento. Con un effetto camera da studio di registrazione il Bechstein D 280 è l'ideale per accompagnamenti per grandi canzoni pop d'autore.

Steingraeber 130

In questo caso siamo di fronte ad uno dei più famosi pianoforti acustici utilizzati in ambito blues e soul (basta visionare qualche video di Zucchero, in cui sono impegnati a suonare i migliori artisti soul americani, per capire quanto questo modello sia stato utilizzato in questo ambito). Il suono è quello tipico dei pianoforti verticali, un po' chiuso e nasale rispetto a i pianoforti a coda. Si avvicina molto al suono Honcky Tonky. L'abbinamento ideale è con l'ambiente da club jazz.

Passiamo ora a visionare i parametri di gestione dell'Akoustik Piano con cui è possibile interagire.

Input

Qui è possibile assegnare il canale MIDI sul quale lavorare, effettuare una trasposizione fino a ad un'ottava superiore od inferiore, modificare l'intonazione fine (per intonare l'Akoustik piano a strumenti che utilizzano intonazioni non convenzionali), l'accordatura (è possibile passare da accordature standard alla ben temperata, pura, valotti, ecc.), la curva di dinamica (per adattare al meglio l'esecuzione con la tastiera che si sta utilizzando) . Inoltre è possibile visualizzare l'ultima nota suonata e il suo livello dinamico.

 

 

Piano Details

Si può modificare la risonanza del sustain (per rendere più o meno aspro il suono di riverberazione), il tipo di rilascio del suono, il livello del rumore di attacco del piano (key noise) così come il livello di rumore del pedale (pedal noise). È possibile inoltre determinare se la risonanza acustica del piano avverrà con il coperchio del pianoforte chiuso, mezzo aperto o completamente aperto.

 

 

 

Equalizer


Ci troviamo di fronte ad un classico equalizzatore in cui è possibile determinare la frequenza da trattare, il punto di Q e il livello di guadagno complessivo.

 

 

 

 

Reverb - Position

Il riverbero serve per modificare alcuni parametri di ambiente come la distanza e la quantità di riverbero da utilizzare. Il position serve per regolare la stereofonia del suono.

 

 

 

 

Allo stato attuale Akoustik Piano è quanto di meglio si possa richiedere sul versante dei campionamenti da pianoforte. Il suono è molto curato, le possibilità di selezionare gli ambienti sono ricche, i parametri su cui intervenire sono molti e forniscono possibilità di personalizzazione molto ampie.
Sarà un piacere avere suonare Akoustik Piano. Naturalmente sarà bene fornirsi di un computer di ultima generazione per sfruttare al meglio tutte le potenzialità sonore e di polifonia del software. È bene dire che anche con un computer con un paio di anni di vita sarà possibile portare a termine lavori completi (semmai utilizzando la possibilità di installare i campionamenti a 16 bit invece che a 24 bit).
Akoustik Piano lavora in stand-alone ma è compatibile con i seguenti formati:
Audio Units™, RTAS™, VST®, DXi™, Core Audio™, DirectSound™

Requisti minimi
Mac OS 10.3, G4 1.2 GHz, 512 MB RAM
PC Windows XP, PIV 1.4 GHz, 512 MB RAM
DVD Drive, 17 GB free hard disk space

Requisiti raccomandati
Mac OS 10.4, G5 1.8 GHz, 1 GB RAM
PC Windows XP, PIV 3 GHz, 1 GB RAM

Sito web produttore: http://www.nativeinstruments.de/index.php?home_us
Sito web distributore: http://www.midimusic.it/

Al momento abbiamo riscontrato un piccolo bug: attivando il pedale del sostegno in stand-alone, il risultato non è quello aspettato. Si attiva sì il sostegno, ma si perde contemporaneamente l'attacco delle note. Segnaliamo, comunque, che questo bug non è presente usando il piano come VST, DX o RTAS. Probabilmente questa cosa verrà risolta nei successivi update.

Attilio De Simone

 

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