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Home Provati per Voi PSP audioware NITRO
PSP audioware NITRO PDF Stampa E-mail
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Scritto da Francesco Silvestri   
Giovedì 26 Ottobre 2006 19:45
PSP audioware NITRO
05-02-2006

 

 

PSP Audioware è una di quelle software house che potremmo definire "di culto".
Infatti, pur non disponendo di imponenti campagne di marketing, continua a sfoderare prodotti originali e di qualità assoluta. Del resto, se il nome di questi plugin made in Poland continua a girare con un passaparola incessante tra "quelli che la sanno lunga", vuol dire che la sostanza c'è, e parecchia.
Tra i plugin di questa società meritano una menzione il famosissimo compressore/limiter multibanda VintageWarmer e i delay Lexicon PSP 42 e PSP 84.
Un'autentica chicca è il PianoVerb che simula la riverberazione fornita dalle corde di un pianoforte. Da scaricare assolutamente, anche perché è freeware!
Oggetto di questa review è Nitro, che viene descritto come "multimode filter" ma che in realtà è da considerare una vera e propria unità multi-effetto, come capiremo meglio più avanti.
Nitro viene in dotazione nei formati VST, Direct X e RTAS.
Questi sono i requisiti di sistema, così come dichiarati sul sito del produttore:

  • Windows 98 or later
  • VST, DirectX or RTAS compatible host application
  • 256 MB RAM
  • Pentium III 600 MHz
  • High Color S-VGA, 1024x768
  • Panther MacOS X v 10.3.5 or later / Tiger MacOS X 10.4.0 or later
  • G4 400 Mhz
  • 512 MB RAM
  • AudioUnit or VST compatible host application
  • ProTools TDM 6.4 or later for HTDM and RTAS version only!!!
  • iLok for HTDM version only!!!
  • PACE InterLok Mac OSX extenstions 5.2 or later for HTDM only!!!

Installazione
L'attivazione del plugin avviene mediante semplice inserimento di codice seriale (authorization key) che ci viene spedito per email.
Metodo rapido ed efficace, soprattutto in tempi di attivazioni challenge/response (o peggio ancora basate su presenza di chiavi USB) e authorize da ripetere solo per aver aggiornato i driver della scheda video o lasciato lavorare Windows Update (evitiamo di fare in nomi, ma è successo...).

Architettura
Questo è un plugin estremamente potente. Sembra apparentemente complesso, per cui è importante comprendere subito la sua logica di funzionamento.
L'unità elementare di Nitro è chiamata "Operatore" e corrisponde a un algoritmo di processing (filtro, bitcrusher…). Gli algoritmi disponibili sono in tutto 18. Nitro offre quattro operatori, ovvero quattro unità DSP totalmente indipendenti, i cui flussi input-output possono essere configurati nella più totale libertà. Questa modularità è poi arricchita dalla possibilità di controllare i parametri di ognuno dei quattro operatori attraverso una matrice di modulazione, che prevede come sorgenti LFO, generatori di inviluppo e messaggi midi.

L'interfaccia di Nitro è funzionalmente suddivisibile in:

  • moduli operatore
  • sezione mixer
  • display LCD

Moduli operatore
Abbiamo detto che Nitro offre quattro operatori (OP1, OP2, OP3, OP4).

Ciascuno di essi presenta ovviamente lo stesso set di controlli:

  • on - attiva/disattiva l'operatore
  • solo - mette in solo l'operatore
  • m/s - attiva la codifica mid/side. In pratica, al posto di essere costituito dai canali Left e Right, il segnale stereofonico sarà costituito dai segnali middle (L+R) e side (L-R).
  • level - aggiusta il livello di uscita dell'operatore
  • parameter 1&2

A cosa servono questi ultimi due?
Una volta scelto l'operatore i suoi due parametri principali (per esempio cutoff e resonance nel caso di un filtro) vengono immediatamente assegnati ai potenziomentri virtuali e i loro nomi appaiono nei display sottostanti.
Al momento di modificare un parametro (es. ruotando il potenziometro "virtuale" col mouse) il display mostrerà il valore corrente, per tornare a visualizzare il nome a modifica ultimata.

Sezione mixer

Qui possiamo impostare impostare i seguenti parametri:

  • in - sensibilità di ingresso (guadagno del segnale prima di essere processato da Nitro)
  • mix - regolazione rapporto dry/wet
  • out - livello di uscita del plugin

Completano il corredo uno switch chiamato power per bypassare il plugin e la classica coppia di indicatori di picco del segnale.

Display LCD

A sua volta il display è organizzato in pagine cui possiamo accedere attraverso i tab:

  • CFG (configuration)
  • OPS (operators)
  • LFO (Low Frequency Oscillators)
  • ENV (Envelope detector)
  • ADS (ADSR envelope)
  • MOD (Modulation)
  • LIB (Library)
  • GLB (Global)

CFG (configuration)
Qui possiamo configurare la matrice di routing e determinare quindi come il segnale audio viaggerà tra i quattro operatori, ammesso che vogliamo utilizzarli tutti.
E qui Nitro svela tutta la sua potenza, consentendo ogni tipo di routing, dalla semplice connessione in serie passando per processing in parallelo fino a giungere ad arditi e futuristici feedback.
Chi è familiare con l'interfaccia grafica del sintetizzatore FM7 della Native Instruments si sentirà subito a suo agio. Nonostante all'inizio tutta questa flessibilità possa intimidire, il manuale illustra le modalità di specifica di ogni connessione, dalle più banali alle più complesse.

Oltretutto premendo il pulsante PREDEF potremo scegliere tra undici routing predefiniti.

OPS (operators)
In questa pagina scegliamo gli effetti e li assegniamo ai quattro operatori.
Il display mostra gli operatori ai quattro angoli, con un numero da 1 a 4 per individuare l'operatore e un piccolo box di testo che ci informa sull'algoritmo attualmente assegnato.

Al centro del display compare il grafico che rappresenta l'algoritmo assegnato all'operatore selezionato (modalità GRAPH). L'editing direttamente sul grafico ha gli stessi effetti che muovere i controlli con il mouse. Una visualizzazione alternativa (VALUE) consente di inserire i valori in due piccoli box di testo, magari se vogliamo fare regolazioni più fini.
Come già detto, gli algoritmi disponibili sono 18:

  • attenuation
  • state variable LP filter
  • state variable BP filter
  • state variable HP filter
  • biquad LP filter
  • biquad BP filter
  • biquad HP filter
  • biquad BR filter
  • moog LP filter
  • moog BP filter
  • moog HP filter
  • comb filter
  • phaser
  • downsampler/bit crusher
  • waveshaper
  • stereo width/balance
  • L/R independent panner
  • fractional-time delay

Le famiglie di operatori sono le seguenti:

  • State Variable Filters. Si tratta di filtri di tipo 12dB/ottava con 2x oversampling e capacità di auto-oscillazione.
  • Bi-Quad Filters. Seguono un differente modello analogico. Si differenziano dai precedenti per l'assenza di auto-oscillazione e la presenza del filtro Band-Reject, detto anche notch o respingi-banda.
  • Moog Filters. Emulazione del comportamento del famoso filtro con pendenza 24 db/ottava, ottenuta come cascata di quattro filtri a un polo e percorso di feedback dall'ultimo stadio al primo.
  • Comb Filter. Consiste in un delay con tempo "accordabile" e risposta in frequenza caratterizzata da picchi in corrispondenza della fondamentale e dei suoi multipli, che gli conferiscono la classica forma a "pettine" (comb significa pettine in inglese) ed il caratteristico timbro metallico.
  • Phaser. Questo effetto di modulazione è ottenuto come cascata di filtri "passa-tutto".
    La risposta in ampiezza è piatta ma quella in fase no. Ciò determina, miscelando il segnale dry con la sua copia sfasata, l'attenuazione di alcune frequenze e l'esaltazione di altre.
    Tale effetto può essere ulteriormente esaltato visto che in Nitro possiamo creare dei loop nella matrice di routing ed ottenere risultati ancora più estremi.
  • Lo-Fi. Questo operatore consente di ridurre sia la risoluzione in bit sia la sample rate, con conseguente introduzione rispettivamente di rumore di quantizzazione e aliasing.
  • Saturation. Algoritmo di waveshaper con controlli di shape e drive.
  • Stereo Width/Balance. Operatore dedicato ad effetti di spazializzazione lungo il fronte stereo, con possibilità di esaltare la stereofonia e panpottare progressivamente il segnale su uno dei due canali.
  • Left/Right Independent Panning. Da non confondere con l'operatore precedente. Qui possiamo panpottare separatamente i canali di ingresso destro e sinistro.
  • Fractional Time Delay. Detto anche Glide, è un delay stereo con possibilità di settare tempi di ritardo corrispondenti anche a frazioni di campioni, per ottenere caldi flanger piuttosto che effetti speciali.

LFO (Low Frequency Oscillators)
Nitro offre due LFO indipendenti che potremo usare per modulare molti parametri.
Per ognuno di possiamo scegliere la la forma d'onda (sinusoidale, triangolare, quadra, dente di sega e random/sample&hold).

Con mode scegliamo come l'LFO lavora:

  • freq - in questo modo il rate è espresso in hertz (Hz)
  • rhythm - così facciamo lavorare l'LFO con figure ritmiche significative (es. un quarto, un sedicesimo ecc.), in sincro con il BPM del brano specificato dall'host/sequencer
  • sync - si differenzia con il precedente perché forza la fase dell'LFO a sincronizzarsi all'inizio del brano
  • lfo1 - valido per il secondo LFO, è possibile specificare il suo rate il rapporto a quello del primo LFO

Il parametro smooth consente di smussare la forma d'onda, applicandole un filtro passa-basso.
Con assym, nel caso abbiamo scelto una forma d'onda quadra, alteriamo la simmetria dell'onda mentre con phase, se abbiamo scelto la modalità sync, specifichiamo la fase che avrà l'LFO all'inizio del brano.
Infine, variando il valore di LR ofs sfasare l'LFO per i due canali destro e sinistro.

ENV (Envelope detector)
Nitro possiede un envelope follower.
Che roba è? E' una cosa diversa da un generatore di inviluppo (ma tranquilli, c'è anche quello, vedere prossima sezione).
Un envelope follower analizza il segnale al suo ingresso e manda in output il valore medio del volume, ovvero un segnale più "smussato" rispetto a quello di input, che potrà a sua volta essere usato come sorgente di modulazione.
Per esempio possiamo creare un filtro dinamico che rimane chiuso a volumi bassi e si apre a volumi alti. Il preset 12 - Whahaha (nel banco A) fa proprio questo, guardate come è programmata la sua matrice di modulazione.
Oppure possiamo fare in modo che il volume basso lasci il segnale panpottato a sinistra, mentre per livelli sempre maggiori si sposti sempre più a destra.
Ci sono insomma diversi trucchi di modulazione interessanti e creativi.

I parametri da settare in questa pagina sono i seguenti:

  • source - ovviamente dobbiamo dire all'envelope follower cosa ascoltare, a cosa agganciarsi. Nitro può inseguire e misurare sei sorgenti distinte: il segnale di ingresso, il segnale di uscita e le uscite dei quattro operatori
  • sens - possiamo variare la sensibilità in presenza di segnali troppo alti o troppo bassi
  • attack/decay - costanti di tempo che l'envelope follower usa per calcolare il loudness del segnale
  • floor/ceil/shape - questi parametri definiscono la forma dell'inviluppo. Shape è la pendenza, floor e ceiling indicano i livelli in dB a cui si raggiungono rispettivamente il primo ed il secondo breakpoint
  • adapt/ aptwnd/ aptrng - in alternativa ai precedenti settaggi manuali è possibile anche fare in modo che Nitro calcoli le soglie di modo automatico, specificando l'intervallo usato per stima.

ADS (ADSR envelope)
Questa sezione conteniamo il tradizionale generatore di inviluppo a quattro segmenti (Attack-Decay-Sustain-Release).

I valori possono essere settati sia nei piccoli box di testo sia direttamente sul grafico.
Con mode possiamo lavorare in due modi:

  • ms - è la modalità tradizionale, in cui i tempi sono specificati in millisecondi
  • rhythm - i tempi sono specificati in figure musicali

Ovviamente queste regolazioni influenzano i tempi (Attack, Decay, Release) mentre il Sustain varia sempre tra - e 0 dB.
Nel caso si voglia modulare il generatore di inviluppo è necessario settare delle soglie di intervento, oltre la quale avviene l'innesco (trig) e sotto la quale l'inviluppo viene rilasciato (rels).

MOD (Modulation)
In questa pagina abbiamo accesso alla matrice di modulazione, dove specifichiamo chi controlla cosa e quanto.
Che vuol dire? Innanzitutto ci serve una sorgente (source) di modulazione - il chi - ovvero un segnale in grado di controllare le evoluzioni nel tempo di un parametro - il cosa - del plugin (destination), oltretutto in modo - il quanto - più o meno spinto (amount).

Supponiamo di voler ottenere l'effetto tremolo. Settiamo allora come source un LFO con forma triangolare o sinusoidale e come destination il volume di uscita di un operatore o dell'intero plugin.
L'effetto wha-wha? Come destinazione stavolta scegliamo la frequenza di taglio di un filtro passa-banda.
L'elenco delle possibili sorgenti di modulazione prevede:

  • lfo1
  • lfo2
  • env
  • adsr
  • note on
  • note no
  • note freq
  • velocity
  • pitchbend
  • poly pressure
  • aftertouch
  • midi CC

Scegliendo midi CC possiamo controllare Nitro via MIDI.

E' oltretutto presente la funzione di MIDI Learn nel caso non ci ricordassimo a quale messaggio è collegato il potenziometro del nostro controller MIDI.
Il check nella colonna status permette di accendere/spegnere la modulazione, magari per capire rapidamente che effetto stiamo producendo.

LIB (Library)
Questa sezione permette di navigare tra i preset di fabbrica (192) organizzati in tre banchi da 64 (A, B e C). Inoltre ci sono i consueti controlli per la gestione (copy, paste, load, save).

GLB (Global)
Come è facile immaginare questa sezione contiene le regolazioni generali del plugin, quali l'opzione per sincronizzare Nitro al tempo del sequencer, e i tempi degli indicatori di picco della sezione mixer.
Questa pagina inoltre mostra le informazioni sulla licenza e sulla versione del plugin.

In uso
L'estrema flessibilità con cui possono essere organizzati gli operatori si traduce in una larghissimo spettro di possibilità timbriche che vanno dalla semplice modulazione alla totale alterazione del materiale audio.
A questo aggiungiamo che gli algoritmi impiegati sono di altissima qualità (filtri in primis) e l'immediatezza dei controlli permette all'utente di padroneggiare questo plugin dopo pochi minuti.
E' consigliato innanzitutto sfogliare i preset per prendere confidenza con questo plugin e capire cosa è capace di fare, magari provandolo con diverso materiale (un piano elettrico, un pad, dei loop ritmici e - perché no - la voce).
La cosa che subito balzerà all'occhio anzi - pardon - all'orecchio, è la capacità di produrre sia effetti musicalmente tradizionali (eccezionali le sweepate col filtro moog!) sia effetti futuristici ed originali.

Caldamente raccomandato.

Sito web: http://www.pspaudioware.com

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