| Fabfilter Twin |
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| Scritto da Sin Night | |||||
| Giovedì 26 Ottobre 2006 19:00 | |||||
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FabFilter Twin
Un paio di anni fa una piccola realtà olandese chiamata FabFilter comparve dal nulla proponendo un sintetizzatore che portava lo stesso nome e dall'architettura non certo rivoluzionaria.
L'intento però era chiaro. Proporre l'ennesimo Virtual Analog, la "solita" catena oscillatore>filtro>amplificatore, ma stavolta con una cura maniacale per gli elementi base, soprattutto lo stadio di generazione ed il modello del filtro. Ragionando a posteriori, potremmo pensare che forse FabFilter One è stato anche un banco di prova, un prototipo con il quale gli sviluppatori hanno sperimentato alcune funzionalità prima di implementare l'intera visione in un progetto più ambizioso.
Dopo questa premessa, andiamo oggi ad analizzare FabFilter Twin, d'ora in poi abbreviato in FFT.
FabFilter Twin
Molte persone fecero notare come FabFilter One fosse un'emulazione esplicitamente non dichiarata del glorioso Korg MS-10 (almeno per quanto riguarda l'architettura).
Senza molta sorpresa (e questo è di certo un bene!) FFT replica via software i circuiti del fratello maggiore, ovvero l'MS-20.
Per chi vuole approfondire il discorso sugli illustrissimi modelli di riferimento, la rete è piena di informazioni, per esempio: www.vintagesynth.com/korg/ms10.shtml Tra le varie considerazioni che si possono fare, solo a leggere i nomi degli utilizzatori si capisce quanto questi suoni non solo siano attualissimi nelle più svariate produzioni (elettronica, pop, dance...), ma anche di come stiamo parlando veramente della crema del suono analogico, lasciando stare per una volta il nome Moog. Ma veniamo alla nostra prova. La versione in nostro possesso è stata aggiornata alla v1.1, che - oltre all'inevitabile lista di bugfix e ad un'ottimizzazione dell'uso della CPU - ha aggiunto diverse caratteristiche a quelle esistenti. Elenchiamole:
Iniziamo il nostro viaggio partendo inevitabilmente dalla generazione sonora.
Le regolazioni possibili qui sono le tipiche di un analogico. E' interessante notare come alcuni potenziometri abbiano una doppia funzione e consistano in un pomello centrale e un anello intorno, detto anche corona circolare. In questo caso l'etichetta bianca indica la funzione del pomello (es. il livello in dB del rumore bianco/rosa) mentre l'etichetta nera lo fa per la corona (es. la regolazione del pan). Tra l'altro in FFT regolare a zero il volume di un oscillatore equivale a disattivarlo e risparmiare CPU. FabFilter Twin Le forme d'onda selezionabili sono tre: triangle, sawtooth e square. Per quest'ultima possiamo variare anche la larghezza dell'impulso (il famoso pulse width) e renderla anche destinazione della modulazione, un classico nel lessico analogico. Il piccolo pulsante che raffigura una porta MIDI abilita il Phase Sync. Il potenziometro chiamato Sync è responsabile del famigerato effetto hard-sync, di gloriosa e ottantiana memoria. Quello che succede per valori maggiori di 1 è una sempre maggiore compressione dei cicli (il manuale usa il termine "squeeze") da parte dell'oscillatore che aggiunge progressivamente armonici e conferisce al suono una caratteristica metallica. Sulla parte sinistra troviamo il generatore di rumore con regolazioni di pan e volume. Chiudiamo questa sezione con il Portamento. Il potenziometro serve a regolare il glide che accompagnerà la transizione da una nota all'altra. Attenzione: l'implementazione di FFT del portamento è polifonica!
I filtri sono due, multimodo e del tutto indipendenti. E' possibile dunque configurarli in tre modalità: Serial, Parallel e Per Oscillator. Serial: Filter 1 processa l'insieme dei generatori (la coppia di oscillatori e la sorgente di rumore) per poi passare l'output a Filter 2.
Parallel: il processing avviene in parallelo. Ciascun filtro elabora i due oscillatori ed il rumore per conto proprio. I due output possono essere mixati a piacere.
Per Oscillator: simile a Parallel, ma in questo caso Filter 1 processa solo Oscillator 1 e Noise, mentre Filter 2 processa solo Oscillator2 e Noise.
Per ogni filtro possiamo regolare il valore della frequenza di taglio (l'immancabile cutoff). Anche qui, come nel caso degli oscillatori, un filtro può essere disattivato tramite l'apposito pulsante, diminuendo il peso sul processore. Peak è qui il termine che indica la risonanza (laddove altri celebri analogici usano come sinonimo "emphasis"). Qui a seconda delle regolazioni l'effetto varia da una leggera accentuazione attorno alla frequenza di taglio durante uno sweep fino alla cattiveria assoluta, visto che ad un certo punto il filtro inizia ad auto-oscillare e possiamo farlo letteralmente urlare. I filtri sono multimodo. Possono lavorare come passa-basso, passa-alto e passa-banda (rispettivamente LP, HP e BP) e con pendenza selezionabile tra 12 dB/ottava e 24 dB/ottava. Un menu a tendina consente di selezionare la caratteristica del filtro.
FabFilter One come è facile immaginare è il filtro presente nel precedente synth. Il manuale lo indica come ideale per un uso generico. Gli estremi della famiglia sono rappresentati da Gentle ("smooth-sounding") e Raw ("extreme, lots of overdrive").
FabFilter Twin Cliccando sul piccolo quadrato sotto Filter 2 accediamo a quello che è chiamato "Interactive filter display".
E' una visualizzazione alternativa a quella con i controlli rotativi, in cui attraverso la combinazione mouse+tastiera possiamo regolare i filtri - anche contemporaneamente - e avere un riscontro visivo:
Cosa dire in definitiva di questa sezione? Tutta questa potenza però rischia di essere sfruttata solo a metà se non si riesce a pilotare nel tempo questi elementi, padroneggiando l'espressività di cui dispone questo strumento.
FFT ha tre generatori di inviluppo per voce.
Ci sono ulteriori differenze tra EG main e la coppia EG 1-2. A sinistra dei generatori di inviluppo c'è la sezione LFO.
FFT ne mette a disposizione tre. Sopra il selettore della forma d'onda c'è quello che controlla la sincronizzazione. Mettendolo in prima posizione (icona del lucchetto) disabilitiamo la sincronizzazione via Host e la frequenza del LFO è specificata in termini assoluti, cioè in hertz. A questo punto, introdotti i principali segnali di controllo, possiamo vedere come la modulazione è gestita in questo strumento. Supponiamo di voler modulare il cutoff di Filter 1 con l'inviluppo generato da EG 2.
Appena iniziamo a trascinare l'icona vedremo due linee.
Ora trasciniamo il cursore sul potenziometro che vogliamo modulare (la seconda linea segue il movimento del mouse) portandolo sul cutoff di Filter 1.
Ecco fatto. Abbiamo appena impostato una modulazione. Ora non resta che dosarne la profondità attraverso l'apposito potenziometro. Quali sono i segnali che possiamo usare come sorgenti di modulazione? Abbiamo:
Per controllare se un segnale è già impegnato a modulare qualcosa, con un doppio click l'interfaccia diventerà scura evidenziando con i famosi segmenti tutte le eventuali modulazioni esistenti.
FabFilter Twin Un parametro interessante da modulare è la profondità stessa della modulazione! I restanti comandi servono per invertire la modulazione (come se la profondità stavolta andasse da 0 a -10), bypassare temporaneamente lo slot o resettarlo. Gli slot sono 24, raggruppati in file da 8, visualizzabili cliccando sulle lettere A, B e C sotto l'etichetta "Slot Banks". Praticamente ogni parametro è modulabile. Sono però proibite quelle connessioni che produrrebbero un loop infinito, come la modulazione di un parametro di un EG con l'EG stesso.
Terminiamo l'analisi dell'architettura di FFT con le sue sezioni "minori". Nella parte inferiore dell'interfaccia ci sono le impostazioni per la polifonia e l'unisono. Per finire, abbiamo il MIDI learn. 1. abilitiamo il MIDI learn con l'apposito switch Fatto. Semplice no?
Prendiamo per esempio in considerazione i bassi. Il menu li divide in quattro categorie: Acid, Acoustic, Dance, Vintage. Qui i filtri si fanno davvero sentire in tutta la loro "musicalità". FFT introduce anche un secondo concetto di preset. Parliamo dei "Section Preset".
Ciò rende possibile riutilizzare (richiamandola al volo) una certa regolazione dei filtri (o degli oscillatori) in una seconda patch. Idea semplice, ma estremamente utile.
http://www.fabfilter.com/products/fftwin-demo-photek.mp3 Paura, eh? Requisiti di sistema:
Sito: http://www.fabfilter.com |
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Ottobre 2009 19:23 |


























