| VIRTUAL
HAMMOND 2
Questo articolo ha come punto di partenza i concetti esposti nel
precedente "Virtual Hammond" (vedi Xelenio.com review) estendendoli
alla implementazione realizzata negli ultimi periodi.
La prima realizzazione , in sintesi, vedeva un PC assurgere a strumento
musicale grazie ad un software da me sviluppato, un motore di generazione
sonora (N.I. B4) e controller dedicati (Midi-Drawbar della VOCE).
Nell'utilizzo reale (serate e concerti) i risultati sono stati
tanto lusinghieri da spingermi a migliorare quello che definisco
il "Kit-Virtual-Hammond".
Le implementazioni sono andate pertanto in due direzioni:
- Software: maggiori possibilità di controllo e di utilizzo
di ulteriori sonorità dedicate e non a quelle primarie (l'Hammond).
- Hardware: realizzazione
di un involucro che fosse analogo ad un normale Expander musicale.
Il software
La precedente "release" del programma che , in maniera estremamente
banale da un punto di vista informatico, si poneva quale interfaccia
intelligente traducendo e filtrando in maniera personalizzata i
messaggi MIDI provenienti dalla tastiera musicale e/o dai controller
con l'obiettivo di gestire al meglio le possibilità di controllo
del B4; il tutto in maniera "unattended" cioè senza ausilio di mouse
o altra periferica informatica.
Il programma, all'atto dell'accensione, acquisiva il controllo del
sistema , occupandosi delle azioni atte a rendere disponibili i
restanti programmi partecipanti alla generazione sonora (il B4 etc..).
Da quel momento si poteva suonare e controllare da tastiera musicale
e/o controller le varie sonorità e i vari parametri del B4(leslie,
drawbar etc..).
Nel tempo ho constatato che industrie del settore hanno cominciato
a proporre apparecchiature dedicate (es: Evolution- UC33) che ,
frapponendosi fra la tastiera musicale ed il Computer , facevano
esattamente ciò per cui era stato realizzato il "Virtual Hammond".
Da un lato, quindi, mi è sembrato che il V.H. avesse perso quell'alea
di esclusiva peculiarità, dall'altro , l'utilizzo pratico aveva
fatto emergere la necessità (o forse "la voglia") di una maggiore
parametrizzazione (per consentire un utilizzo generalizzato di tastiere
e controller) e di un maggiore e diverso numero di suoni abbinabili
a quello primario del B4.
Da queste considerazioni è nato l "Expander Virtual Hammond 2"
.
Il ridisegno del programma ha visto, quindi, un nuovo "attore",
il software ORION che, nato come sequencer è , in effetti, un leggero
quanto performante supporto a VST-Instrument e Plugin vari (per
dovere di cronaca va detto che il primo ad utilizzare in tal senso
l'Orion è stato quell'Attilio De Simone i cui articoli costituisco
la struttura culturale portante di Xelenio).
All'interno di ORION possono essere quindi integrati sia il B4
che altri VST-Instrument secondo una configurazione che il programma
non conosce a priori ma che viene richiamata dall'apertura di un
file (che chiameremo di default) e che conterrà la configurazione
prescelta dall'utente finale.
Personalmente , oltre ovviamente al B4, utilizzo Battery che ritengo
, oltre alla qualità della conversione audio, un ottimo loader
di campioni AKAI e che mi consente di richiamare "Live" un numero
notevolissimo di preset e quindi suoni.
Il programma , ridisegnato, consente di interpretare in maniera
estremamente personalizzata i codici MIDI in Input , per esempio
i prog-change dall'1 al 10 gestiscono suoni e controlli del B4,
dal 11 al 20 il Battery , dal 21 al 30 B4 e Battery in Layer mode
etc.. etc..
Ovviamente è possibile utilizzare anche il Sampler dello stesso
Orion nonché i Plugin disponibili (riverbero,chorus,etc..).
L'implementazione della parametrizzazione si appoggia ad un file
parametri che (tipo LM4) , permette di associare i codici MIDI di
numerosi controller e/o tastiere (XB1, DB5, etc..) ai controlli
del B4 (Drawbar, leslie, percussion, etc..).
La figura 1 schematizza il comportamento del programma.

Figura 1
Recentemente ho provato a utilizzare anche il motore Energy in
modalità Stand-alone (recensito su Xelenio.com) che risulta essere
un ottimo connubio con il software "Virtual Hammond" estendendone
notevolmente le possibilità; nella figura 2 ho cercato di illustrarne
le potenzialità.

Figura 2
Come è facilmente intuibile dalle figure , il programma non ha
schermate particolari ed il motivo è semplice, non è progettato
per essere utilizzato con modalità informatiche e quindi non esistono
bottoni, menù o tendine, vuole essere semplicemente un pratico (spero
quanto intelligente) motore a supporto delle esigenze e dell'operatività
di chi suona.
L'hardware
Risolta , o meglio, implementata la parte logica, ho cercato di
migliorare anche quella logistica e perché no, estetica, del KIT
HW-SW.
Il precedente "KIT" si appoggiava , è vero, ad un bel CASE (illustrato
nella figura) ma ricordava comunque un PC-Desktop e c'era sempre
qualche filo di troppo da inserire.
Qualcuno potrebbe obiettare che è più semplice utilizzare un PC-Portatile
ma il mio obiettivo era quello di eliminare quanto di "informatico"
ci fosse in tale utilizzo, cercavo , insomma, di costruire un Expander
Musicale (cosa pensate che stiano tentando di proporre la Roland
con il VariOS e la Creamware con il Noah ?).

Il precedente Hardware per il Virtual Hammond
E' a questo punto che insieme al mio amico Tino Coppola , titolare
della Bit&Sound di Salerno (ricordate l'Atari Falcon Studio?
, l'ha progettato lui) si è deciso di assemblare un PC-Expander
che avesse "in-side" tutto quanto occorrente allo scopo senza però
inventarsi realizzazioni prive di senso reale per una ipotesi di
riproponibilità.
Una considerazione: Nella scelta dei componenti si era inizialmente
optato per un sistema diskless (cioè senza hard-disk) con il sistema
operativo (W98SE) che veniva letto da una USB-KEY di tipo "bootable"
connessa alla presa USB2. Ci si è poi resi conto che, in fondo,
gli attuali Hard-Disk hanno caratteristiche accettabilissime in
termini di affidabilità per cui si è ritornati al tradizionale OS
su HD.
La figure seguenti ne evidenziano le ridotte dimensioni e la linea
di tipo "tutto avanti" (quindi inseribile anche in un Fly-Case per
apparecchiature musicali) caratterizzata dalle due uscite Jack per
l'audio e da uno sportellino che una volta aperto (tramite un minuscolo
pomello) permette facilmente di accedere alla connessione MIDI.



Non so cosa ne pensiate ma a noi, il risultato è sembrato soddisfacente
, nell'utilizzo pratico poi .. eccezionale!
Pietro Turco
Principali caratteristiche (con particolare riferimento all'audio):
Main Board con n. 4 USB 2.0 (anche di tipo bootable)
CPU AMD Athlon 1000
RAM 256 MB
Hard-Disk 20 GB
Interfaccia MIDI USB (con connessione USB direttamente sulla
MainBoard)
Scheda-Audio Waveterminal U24 (con connessione USB direttamente
sulla MainBoard)
Per informazioni:
BIT&SOUND
(di Tino Coppola)
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