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Symptohm Melohman
18-02-2004
Il Symptohm Melohman rappresenta il primo tentativo della Ohmforce
di realizzare un virtual synth. Dopo almeno un paio di ottimi effetti,
la Ohmforce si presenta al pubblico con il Symptohm Melohman, un
virtual synth in formato vsti dalle caratteristiche davvero appetitose
e per molti versi originalissime.
Cominciamo ad analizzare il Melohman. Il virtual synth consta di
ben tre schermate: Browser, Synth, Filters.

Browser: in questa schermata è possibile gestire
le caratteristiche generali del vsti. In alto al centro abbiamo
la possibilità di selezionare il tipo di gestione degli eventi
ritmici legati alla modulazione, scegliendo la modalità legata
al BPM (e qui otteniamo il risultato migliore in quanto possiamo
sincronizzare il Melohman al tempo prescelto del sequencer) o agli
Hz, preferibile per quei musicisti che prediligono un approccio
più analogico.
Spostandoci a destra troviamo la sezione che gestisce una serie
di caratteristiche midi: con il midi panic possiamo bloccare le
note che non vogliono saperne di smettere di suonare, il Midi CHN
serve per selezionare il canale midi su cui lavorare, Midi Poli
per determinare la polifonia del synth (qui dovete stare un pò
attenti ai limiti della vostra CPU, comunque la polifonia massima
in teoria raggiungibile è di 32 note suonate simultaneamente),
i comandi Poly, Legato e Mono switchabili servono per decidere se
il suono sarà polifonico (Poly), monofonico (Mono) o con
il legato (Legato), il potenziometro Slide Time stabilisce il tempo
di durata del legato tra due note.
Il potenziometro Master serve per gestire il livello massimo di
uscita, mentre il Limiter gestisce un compressore molto aggressivo
ideale per quei suoni che hanno bisogno di una buona spinta.
Ora analizziamo la schermata principale del Browser, quella che
gestisce i preset.
Innanzitutto con la Root Directory decidiamo la directory in cui
abbiamo i preset e i samples che vogliamo utilizzare. A destra possiamo
inserire una serie di note descrittive del preset, segnalando il
nome dell'autore i controlli CC e quello che maggiormente ci interessa.
In basso a destra troviamo una delle caratteristiche più
interessanti del Melohman: la Meta Patch, con la quale possiamo
gestire il Morphing.
Attraverso un grande potenziometro potremo regolare tutta una serie
di controlli, che potremo gestire in tempo reale suonando un'ottava
particolare del synth destinata a lanciare al synth non messaggi
di note on/off bensì una serie di comandi che modificano
il suono di un preset in tempo reale.
Con questa caratteristica potremo ottenere delle sonorità
molto originali e dei fraseggi unici molto dinamici, che variano
continuamente nel tempo, ottimizzabile e personalizzabili secondo
le nostre esigenze.

Synth: questa schermata rappresenta il cuore vero e proprio
del Melohman, quello in cui si gestisce il suono.
Il suono viene generato utilizzando due generatori basati su samples
(e qui le cose si fanno interessanti perchè potrete utilizzare
anche campioni realizzati da voi) e miscelabili tra loro, sui quali
possiamo gestire il master level e lo slave (possiamo, tramite le
piccole freccette roteabili, gestire questi due comandi col Parameter
Control di cui parlerò successivamente). Ai due oscillatori
si vanno ad aggiungere un Suboscillator (che enfatizza le frequenza
basse) ed un Noise. La schermata successiva è legata al routing
del segnale, in cui potrete gestire una serie di comandi legati
ai 4 generatori di cui ho precedentemente parlato. Il segnale viene
poi gestito da quattro piccoli mixer che gestiscono i livelli dei
4 generatori per il ringmodulator, il Suboscillator e Bus1 e Bus2.
Alla fine, il segnale in uscita verrà filtrato da un VCF
contenente i potenziometri di Cutoff e Resonance oltre allo switch
per selezionare il filtro Low Pass, High Pass e Band Pass.
In basso troviamo i parametri che gestiscono la modulazione, troviamo
un LFO e un Inviluppo che possono essere assegnati agli oscillatori
e ai filtri.
Una serie di controlli possono essere gestiti tramite una serie
di Control Change per ottenere un controllo totale sul suono
generato.

Filters: in questa schermata ci troviamo a gestire la sezione
finale del Melohman, in cui troviamo un catena di filtri multibanda,
il cui routing può essere stabilito da noi.

Nell'immagine di sopra potete vedere una serie di esempi di routing
dei 4 filtri.
Per ogni filtro possiamo definire il delay, il tipo di filtro (abbiamo
ben 8 modalità di filtri: LP, HP, BP, Peak, Notch, LP Moog,
Comb, Ring Mod), la frequenza, la risonanza e un parametro che varia
a seconda del tipo di filtro che abbiamo prescelto.
Una serie di comandi per gestire la distorsione il mix dei singoli
filtri completano l'opera di questo completissimo synth.
Una breve scorsa tra i preset vi darà idea del valore di
questo interessante synth della Ohmforce. La particolare tecnica
di generazione sonora basata sui samples precampionati rende il
Melohman particolarmente flessibile. Il suono è molto convincente
e flessibile.
Consiglio: il Melohman può essere utilizzato per ridare
nuova vita a vecchi strumenti.
Supponiamo che voi abbiate qualche vecchio synth che avete ormai
sfruttato all'osso e non è più fonte d'ispirazione.
A questo punto il Melohman può esservi d'aiuto per ritornare
a sfruttare il vostro synth, vi basterà campionare il vostro
synth ed importare le forme d'onda nel Melohman, otterrete nuove
sonorità combinando le forme d'onda e filtrandole appropriatamente.
Potrete anche ottenere sonorità particolarissime combinando
forme d'onda classiche e qualche loop di batteria o percussioni.
Il PR della ohmforce si è raccomandato di segnalare che il
Symptohm Melohman verrà aggiornato nel prossimi tre mesi
con alcuni importanti update come ad esempio il supporto ai program
change. Ovviamente, verranno corretti tutti i bugs che salteranno
fuori.
Tirando le somme il Melohman sarà una continua fonte d'ispirazione
per la sua estrema flessibilità dovuta al fatto che potrete
importare qualsiasi forma d'onda.
Melohman è prodotto dalla Ohmforce http://www.ohmforce.com/
Saluti, Attilio De Simone
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