|
Melodyne UNO
11-09-2005

DEFINIAMO IL MELODYNE
Il miglior modo per definire melodyne uno è a mio avviso
quello di stabilirne le differenze sostanziali confrontandolo con
un editor audio convenzionale.
A differenza di quest'ultimi, infatti, Melodyne uno analizza il
file audio al fine di identificarne gli aspetti chiave del contenuto
musicale. In altre parole, invece di rappresentare semplicemente
i dati audio in una finestra di editing, melodyne uno cerca di identificare
il "significato musicale" di questi dati audio.
Il software è così in grado di riconoscere le note
che sono state suonate o cantate, l'inizio e la fine di ogni nota,
classificare la natura delle transizioni tra una nota e l'altra,
determinarne la durata e i legami ritmici con gli altri eventi musicali.
QUALI FILE SONO "SUITABLE" PER IL MELODYNE UNO?
Qualsiasi tipo di file, basta non compaiano accordi, altrimenti
l'analisi non può essere portata a termine correttamente.
Quindi tutti gli strumenti monofonici e polifonici se suonati, quest'ultimi,
melodicamente. Per motivi che saranno chiari tra poco (soprattutto
per quanto riguarda il pitch) melodyne uno è particolarmente
utile per la voce.
Cosa succederebbe se caricassimo un file polifonico, anche se l'accompagnamento
fosse decisamente in secondo piano rispetto alle voci? Il risultato
è mostrato in figura 1 e come possiamo vedere melodyne uno
non riesce a tradurre in maniera corretta la partitura ma, ho notato,
segnala gli accenti agogici più importanti della voce.
Figura 1: Errori commessi dal Melodyne uno nell'interpretazione
di un file polifonico.
IL FILE DI ANALISI
L'analisi del materiale audio realizzata dal software è
la base su cui poggiano le sue potenti funzioni di editing.
Ho provato a registrare varie sorgenti audio con due tipi di set-up:
il primo amatoriale (microfono + scheda per un totale di 200 euro
di materiale), il secondo professionale (microfono a condensatore
neumann, preamplificatore avalon e convertitori apogee).Bisogna
ammettere che la qualità dell'analisi è direttamente
proporzionale alla qualità del nostro hardware. Con l'attrezzatura
più scadente sono emersi i seguenti errori:
1) in rari casi le note erano piazzate nell'ottava sbagliata: in
questo caso il programma interpretava la prima armonica come fondamentale.
2) a volte note concepite come separate venivano fuse dal programma.
3) registrando una voce "scat" melodyne uno può
interpretarla come linea percussiva.
CORREGGERE IL FILE DI ANALISI
Tramite il comando "correct detection" possiamo forzare
il Melodyne uno a correggere l'identificazione di una nota attraverso
una nuova ricerca del pitch nella posizione da noi indicata. In
questo modo si aiuta il programma ad identificare materiale audio
complesso indicando manualmente dove dovrebbe limitare la ricerca
per ottenere un'analisi veritiera. Non sarà il file audio
ad essere editato in questo caso, ma il file di analisi, salvato
dal software nella stessa cartella del file audio, ma con estensione
".mdd".
EDITING: LA FASE SUCCESSIVA ALL'ANALISI
Se nell'analisi il software ha agito praticamente in background,
lasciando ben poca manovra, la fase di editing è quella in
cui l'artista/ingegnere del suono potrà apportare le modifiche
al materiale audio che più lo aggradano.
Le possibilità di manipolazione dell'audio offerte dal Melodyne
sono molteplici.
EDITING DEL PITCH

Figura 2: Cliccando nel centro del "blob" si può
trascinarlo a passo di semitono in qualsiasi posizione desiderata.
Per aggiustamenti continui, molto precisi, si ricorre all'ausilio
del tasto "Ctrl".

Figura 3: File originale

Figura 4: Trasposizione di una terza maggiore ascendente:
la formante come si può ascoltare viene preservata.
CORREZIONE AUTOMATICA DEL PITCH
Melodyne uno offre, per tutte le note selezionate, la possibilità
di correggerne l'intonazione in automatico. Per realizzare ciò
ci serviamo della finestra di dialogo "Correct Pitch":

Figura 5: Il "correct pitch center" funziona come
un quantizzatore del pitch: con lo slider posto al 100% si produce
una nota perfettamente intonata mentre con valori più bassi
otterremo un effetto musicalmente più soddisfacente, essendo
meno meccanico. Il "correct pitch drift" permette invece
di controllare variazioni di intonazione che si producono nel corso
di una nota di valore lungo e dovuti per esempio ad una scarsa tecnica
di respirazione nel cantato. Da non confondere con il vibrato, che
melodyne uno riconosce e preserva.
Il KEY SNAP
Consideriamo il caso che un musicista stia cantando in tonalità
di B maggiore e che realizzi una nota stonata con frequenza più
vicina al F che al F#. Con la quantizzazione automatica Melodyne
uno lo interpreterà come un F, ovviamente. Musicalmente però
ciò è errato, visto in tonalità di B maggiore
compare il F# e non il F. Melodyne uno ci protegge da questo errore
tramite l'utilizzo del Key snap, che permette di adeguare le note
che registriamo alla tonalità e/o modalità da noi
prescelta (vedi figura 6).
Figura 6: key
snap
TEMPO
Supponiamo ora che il melodyne uno abbia analizzato in maniera
scorretta un file audio in 4/4 contenente due battute e che produca
questi risultati (figura 7)

Figura 7
Come possiamo vedere il loop non rientra nelle 2 battute. Per rimediare
a ciò basta aumentare il valore del tempo da 70.0 a 104.0
ottenendo il risultato seguente (figura 8):

Figura 8
Cliccando sulla casella "stretch" sarà possibile
invece dilatare o comprimere i dati audio a nostro piacimento (figura
9):

Figura 9: compressione temporale del file audio analizzato
in figura 2
EDITING DEL TIMING
Melodyne uno permette di aggiustare non solo il tempo ma il
timing delle singole note/eventi (figura 10):

Figura 10: Compressione e dilatazione a livello di singola
nota: la frase risulta ritmicamente cambiata.
Come possiamo vedere dalla figura 10, aumentando l'estensione temporale
di una nota, automaticamente viene decurtata la nota limitrofe,
in modo tale da mantenere l'effetto di legatura.
CORREZIONE AUTOMATICA DEL TIMING
Come per la correzione del pitch, Melodyne uno offre la possibilità
di correggere errori di timing in maniera automatica senza dover
editare le singole note (figura 9).
Figura 11
La quantizzazione apportata dal Melodyne è per così
dire "intelligente": l'utente non è obbligato a
settare il fattore di quantizzazione al più piccolo valore
di nota del brano; se noi abbiamo quatizzato supponiamo con definizione
1/8, ciò non significa che valori più piccoli di nota
saranno automaticamente arrotondati e che l'inizio e la fine di
ogni evento sarà bloccato alla più vicina linea sulla
griglia. Melodyne uno infatti tenta di "interpretare"
l'enfasi ritmica cercando di preservare l'espressione/espressività
musicale.
PER UTENTI ESPERTI: GLI EXPERT TOOLS
Sono tools che permettono di editare in maniera ancora più
profonda gli eventi audio. Particolarmente interessante il tool
per l'editing delle formanti, che permette di cambiare la posizione
delle formanti e quindi la timbrica di uno suono.

Figura 12: rappresentazioni dei blobs e delle loro formanti
traslate verso l'alto: la timbrica del suono cambia, in effetti
le formanti vanno intese come le "impronte digitali" che
individuano quel determinato suono.
Come possiamo vedere, nell'esempio le formanti sono state alzate.
quindi una voce maschile risulterà più femminile,
una viola sarà più simile a un violino.

Figura 13: Utilizzo "in massa" di tutti gli expert
tools: sperimentazione.
CONCLUSIONI
La grandezza di questo software può essere riassunta
in due punti chiave.
In primo luogo la modalità di rappresentazione dell'audio,
che ci permette di editare una file .wav o .aiff come fosse una
successione di dati midi.
In secondo luogo, diversamente dagli editor convenzionali, menodyne
uno preserva le formanti, permettendo così di non snaturare
in alcun modo il suono, sia in pitch shifting che in time stretching.
Come tutto ciò ha una contropartita. In effetti per ottenere
tali benefici il melodyne one richiede la creazione di un file di
analisi. L'algoritmo di analisi insieme alla qualità della
nostra attrezzatura hardware saranno i responsabili della qualità
del file di analisi, e quindi di tutto il nostro lavoro a valle.
Ascoltiamo a riguardo un brevissimo estratto di una partitura vocale
molto complessa. Al di là di alcune note che melodyne uno
fonde bisogna ammettere che l'algoritmo di analisi è davvero
impressionante.

Figura 14: Le capacità di Melodyne uno nel "leggere"
partiture anche molto complesse.
Infine, se il melodyne uno può essere considerato un editor
audio evoluto, i fratelli maggiori melodyne cre8 e melodyne studio,
permettendo la gestione/registrazione multitraccia, sono da considerarsi
dei veri e propri sequencer audio, con tutti i benefici della nuova
tecnologia promossa da Celemony e illustrata brevemente in questa
recensione.
Sito del produttore www.celemony.com/cms/
Alessandro "Fafalio"
Peruzzo
|