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Native Instruments ELEKTRIK PIANO

Negli anni novanta, abbondarono le workstation.
Il malcontento che lamentavano i musicisti riguardava la timbrica
di queste workstation perché suonavano "troppo digitale"
invece di riprodurre suoni vintage in stile analogico.
La salvezza venne alla fine degli anni novanta quando la Steinberg
implementò nel Cubase la tecnologia VSTi, in grado di caricare
dentro un computer, sotto forma di plugins, strumenti musicali virtuali.
Da allora questa tecnologia ha avuto un enorme diffusione a livello
mondiale e molte software house l'hanno sfruttata per sfornare cloni
software di molti strumenti vintage. La Native Instruments, pioniera
della sintesi software, fino ad oggi ne ha creati tanti, come il
B4, clone software dell'Hommond C3, il Pro53 clone del Prophet 5
e ultimamente l'Elektrik Piano, un software che unisce quattro leggendari
pianoforti elettrici in un solo strumento.
Al contrario di altri strumenti software che ricostruiscono il suono
attraverso la sintesi a modelli fisici, Elektrik Piano è
basato sul campionamento ed è in grado di riprodurre il suono
del Rhodes MK1 ed MK2, del Clavinet E7, e del Wurlitzer A200 con
un'autenticità e suonabilità senza precedenti. Con
l'Elektrik Piano, sia i musicisti che i produttori hanno ora la
possibilità di utilizzare diversi pianoforti elettrici, in
un unico strumento con la facilità, la flessibilità
e la potenza che solo un software moderno può offrire.
Un motore professionale basato sui campioni.
L' Elektrik Piano si basa sulla potente tecnologia di campionamento
della Native Instruments che emula perfettamente il suono degli
strumenti vintage. Ogni singolo tasto dell'hardware originale è
stato meticolosamente campionato per riprendere tutta la fase di
rilascio e tutte le sfumature di velocity
La sezione effetti

La sezione effetti integrata nell' Elektrik Piano non è
sempre uguale ma cambia secondo il preset o il tipo di piano prescelto.
Infatti a seconda dello strumento, Elektrik Piano offre vari effetti
per modellare il suono in modo particolare grazie a un chorus, un
riverbero, un phaser ed un tremolo.
I Presets

Nella parte centrale trova posto un display, una serie di tasti
numerati F1, F2.. F8, il tasto FILE e i tasti + e -. Attraverso
il tasto FILE si possono caricare sui tasti F1, F2.. F8, fino a
8 diversi piani richiamabili "al volo" magari durante
una sessione live. Quindi è possibile passare da un preset
all'altro senza aspettare che quest'ultimo venga caricato nella
Ram del computer.
Il tasto FILE

Dal tasto File si apre il menu dove sono contenuti i presets dei
4 piani elettrici emulati dall'Elektrik Piano, ovvero Rhodes MK1,
MK2, Clavinet E7 e Wurlitzer A200.
Ognuno di questi piani ha tre diversi menu, normale, medium e small.
La differenza tra queste tre versioni è nella quantità
di memoria allocata. Infatti la versione "normale" occupa
molta più Ram della versione Small. Una via di mezzo è
rappresentata dalla versione Medium. Inoltre tutti i suoni modificati
possono essere salvati e ricaricati successivamente attraverso la
voce Performances.
L' Elektrik piano e il sistema

In questa sezione trovano posto dei comodi indicatori che visualizzano
lo stato del DFD (Direct from Disk), della quantità di memoria
allocata e di CPU usata. Il DFD, è quella tecnologia che
permette di caricare in RAM solo i primi secondi del campione, lasciando
sull'hard disk il resto del file. Ciò significa che anche
computer con poca memoria Ram installata possono utilizzare l'Elektrik
piano.
Controlli generali

Il Tune, il Pan e il Volume sono gli unici controlli in comune
a tutti i presets dell' Elektrik piano. Da notare il meter sterofonico
stile vintage.
Tasto Options

Dal tasto Options si accede a questa nuova finestra dove è
possibile settare in maniera più approfondita questo stumento.
Sotto l'etichetta "General options" è possibile
configurare i seguenti parametri:
Master Tune: Regola l'intonazione generale dello strumento
Sustain/Sustenuto Pedal Mode: con il menu a discesa si abilitano
i pedali del Sustain/Sostenuto
Use computer Keyboard for Playback: Attivando questo bottone
è possibile suonare l'Elektrik Piano attraverso la tastiera
del computer
Lock Memory: Questa opzione forza il sistema ad allocare
i campioni nella Ram fisica del computer e non nella swap
Auto- convert loaded samples to 32bit: si abilita lo strumento
alla conversione automatica a 32 bit dei samples.
Use STD CC#7, CC#10 Volume & Pan: Con questa funzione
il volume e il pan sono comandabili attraverso i Control Change
7 e 10.
La path dove risiedono i banchi è personalizzabile
con il tasto senza etichetta che si trova sotto la voce "Auto-
convert loaded samples to 32bit".
System Display parameters on interface: Disattivandolo si
eliminano dall'intefaccia dello strumento le voci DFD, Memory, CPU,
Midi CH, Voices.
Sotto l'etichetta "Keyboard Options" trovano posto i comandi
per migliorare la risposta della tastiera che pilota l'Elektrik
Piano.
Infine nella sezione "Direct from Disk Options" è
possibile migliorare lo streaming dal disco dei suoni.
Versione Stand alone

Se vogliamo usare Elektrik Piano nella in modalità stand
alone, nella finestra Audio Setup è possibile configurare
il tipo di driver audio e la porta midi da utilizzare.
Dal vivo e in studio
Suonandolo, l'Elektrik Piano riesce a generare un suono impressionante,
molto reale. Inoltre le operazioni sono molto intuitive, e per questo
lo consiglierei anche ad un musicista tradizionale che trova ostici
i computer.
Elektrik Piano è la scelta perfetta sia per lo studio grazie
al supporto ai più comuni standard audio che dal vivo.
Interfacce
Mac: VST, Audio Units, RTAS, Core Audio, Core MIDI
Win: VST, RTAS, DXi, ASIO, Direct Sound
Requisiti di sistema:
Minimi: Mac OS 10.2.6 o superiore, G4 867 MHz, 512 MB RAM
Raccomandati: Mac OS 10.2.6 o superiore, G4 1.2 GHz, 1 GB RAM
Minimi: Windows XP, Pentium III/ Athlon 800 MHz, 512 MB RAM
Raccomandati: Windows XP, Pentium III/ Athlon 1.2 MHz, 1 GB RAM
Distributore italiano: MIDIMUSIC www.midimusic.it
Sito web Native instruments: www.native-instruments.com
Iafrate Antonello
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