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Native Instruments Akoustik Piano, l'ultima evoluzione
del piano
20-09-2005

L'Akoustik Piano della Native Instruments si può tranquillamente
definire il miglior tentativo di avvicinarsi alle sonorità
dei pianoforti acustici tramite software fin'ora mai realizzato.
Oltre a ciò bisogna dire, questa mi sembra una delle caratteristiche
più interessanti, che l'Akoustik Piano ha un'architettura
software molto stabile, in grado di adattarsi alle capacità
della macchina sulla quale esso viene installato. Per ogni tipo
di macchina è possibile ottenere il risultato sonoro migliore,
senza ricorrere a troppi compromessi sonori.
Ovviamente l'Akoustik Piano è basato sui campionamenti, in
questo caso la libreria è divisa in 4 DVD, ognuno di essi
è dedicato a sonorità di piano differenti.
Il software

La Native Instruments da sempre ha realizzato software dall'interfaccia
grafica molto snella e facile da usare. Forte del pensiero "ciò
che si vede è ciò che si usa", l'Akoustik Piano
permette di gestire in modo facile tutti i parametri ai quali si
vuole lavorare.
Dividiamo la schermata principale in vari settori:
- In questo settore possiamo selezionare uno dei quattro modelli
di pianoforte acustico disponibili (in seguito approfondiremo
questa sezione).
- Qui è possibile visualizzare meglio il pianoforte selezionato.
- In questa sezione è possibile selezionare un ambiente
di riverberazione tra i quattro disponibili (Sala da concerto,
Cattedrale, Jazz Club, Studio di registrazione). Ogni ambiente
aggiunge al pianoforte una differente pasta sonora, riuscendo
ad adattare la riverberazione migliore alle esigenze di registrazione.
Gli effetti d'ambiente sono stati ottenuti grazie ad un utilizzo
intelligente e pratico dell'effetto di convoluzione. Per la cronaca:
l'effetto di convoluzione si ottiene registrando un sparo all'interno
di un ambiente di cui si vuole ricreare la sonorità. Alla
fine durante la creazione dell'effetto, la parte iniziale della
forma d'onda, quella in cui si avverte lo sparo, viene tagliata
e resta semplicemente il riverbero da esso scaturito all'interno
dell'ambiente. Questo segmento restante dalla forma d'onda iniziale
viene utilizzato poi per aggiungere all'Akoustik Piano l'ambiente
desiderato (ovviamente la procedura è complesso, qui è
stata solo espressa per grandi linee).
- Sezione per selezionare altre schermate (le approfondiremo in
seguito).
- Sezione per modificare determinati parametri del piano (anche
questa sezione verrà approfondita in seguito).
- Sezione per la gestione dei preset, della polifonia (l'Akoustik
Piano può avere una polifonia minima di 15 ed una massima
di 50 note), dell'attivazione dell'Echo (in caso di affaticamento
eccessivo della CPU con l'effetto di convoluzione si può
optare per il riverbero software, meno realistico ma egualmente
efficace) e del livello di uscita del suono.
Cominciamo dicendo che per ogni libreria di campioni è possibile
utilizzare campioni a 24 bit o a 16 bit (ciò diminuisce l'utilizzo
della CPU e della RAM nel caso in cui ci si trova a lavorare con
macchine un po' vecchie). I multicampionamenti sono basati su 128
livelli di dinamica per una risposta sonora perfetta).
Passiamo ora ad analizzare i vari modelli di piano disponibili.
Concert Grand D

Questo modello fa pensare immediatamente ad uno dei più
diffusi e noti tipi di pianoforte (il cui nome non può essere
fatto in quanto la ditta non ha ceduto i diritti per abbinare il
nome del piano all'Akoustik Piano). Il suono è pieno e potente,
tipico dei gran coda, va abbinato assolutamente con una convoluzione
di stanza da concerto o da cattedrale.
Selezionando la schermata Recorder è possibile accedere
ad una serie di funzioni per la registrazione e la gestione di brani
pianistici in totale autonomia.

È possibile importare e rieseguire brani già realizzati
(importabili ed esportabili nel formato proprietario "Akoustik
Piano Song" .aps), è possibile utilizzare un metronomo
molto preciso e ben fatto ed è possibile utilizzare il registratore
per arrivare a registrare (senza aver bisogno di sequencer esterni)
fino a due tracce di pianoforte acustico.
L'ultima schermata serve invece per visualizzare il pianoforte
utilizzato, fornendo una schermata completa del piano utilizzato
(Task Manager alla mano, questa schermata dovrebbe servire ad appesantire
di meno il lavoro grafico e lasciare qualche risorsa libera in più
da destinare alla gestione dell'Akoustik Piano).

Il pianoforte Concert Grand D è molto indicato per realizzare
registrazioni di musica classica ad alto livello. Il suono è
bello deciso, molto definito, ideale per sonorità dagli attacchi
potenti e quasi percussivi. Andando ad ascoltare le note una per
una dobbiamo rilevare che il campionamento è stato realizzato
molto bene ed è un piacere suonare per ore, con le cuffie
o con le casse, questa libreria.
Bosendorfer 290

Questa famiglia di pianoforti non ha bisogno di presentazioni,
in quanto il nome è già sinonimo di qualità
elevata, e già altre librerie per altri strumenti sono state
dedicate a questa famiglia di pianoforti. Lo stesso discorso fatto
per il Concert Grand D vale per le altre schermate visualizzabili
(jpg f). Sul suono si può dire che ci troviamo di fronte
ad un suono con un colore sonoro molto differente dal piano precedentemente
analizzato. Il suono è più pastoso, molto adatto per
essere utilizzato nelle frequenze medie, semmai insieme ad un'orchestra
e con un bell'effetto di recording studio. Può essere utilizzato
anche per il versante jazzistico, improvvisare con il Bosendorfer
è un piacere.
Bechstein D 280


Il Bechstein D 280 è un altro grande pianoforte da concerto.
Caratterizzato da dei bassi molto potenti e vigorosi, il Bechstein
D 280 si presta a qualsiasi tipo di utilizzo, sia solistico che
di accompagnamento. Con un effetto camera da studio di registrazione
il Bechstein D 280 è l'ideale per accompagnamenti per grandi
canzoni pop d'autore.
Steingraeber 130


In questo caso siamo di fronte ad uno dei più famosi pianoforti
acustici utilizzati in ambito blues e soul (basta visionare qualche
video di Zucchero, in cui sono impegnati a suonare i migliori artisti
soul americani, per capire quanto questo modello sia stato utilizzato
in questo ambito). Il suono è quello tipico dei pianoforti
verticali, un po' chiuso e nasale rispetto a i pianoforti a coda.
Si avvicina molto al suono Honcky Tonky. L'abbinamento ideale è
con l'ambiente da club jazz.
Passiamo ora a visionare i parametri di gestione dell'Akoustik Piano
con cui è possibile interagire.
Input
Qui è
possibile assegnare il canale MIDI sul quale lavorare, effettuare
una trasposizione fino a ad un'ottava superiore od inferiore, modificare
l'intonazione fine (per intonare l'Akoustik piano a strumenti che
utilizzano intonazioni non convenzionali), l'accordatura (è
possibile passare da accordature standard alla ben temperata, pura,
valotti, ecc.), la curva di dinamica (per adattare al meglio l'esecuzione
con la tastiera che si sta utilizzando) . Inoltre è possibile
visualizzare l'ultima nota suonata e il suo livello dinamico.
Piano Details
Si può
modificare la risonanza del sustain (per rendere più o meno
aspro il suono di riverberazione), il tipo di rilascio del suono,
il livello del rumore di attacco del piano (key noise) così
come il livello di rumore del pedale (pedal noise). È possibile
inoltre determinare se la risonanza acustica del piano avverrà
con il coperchio del pianoforte chiuso, mezzo aperto o completamente
aperto.
Equalizer

Ci troviamo di fronte ad un classico equalizzatore in cui è
possibile determinare la frequenza da trattare, il punto di Q e
il livello di guadagno complessivo.
Reverb - Position
Il riverbero
serve per modificare alcuni parametri di ambiente come la distanza
e la quantità di riverbero da utilizzare. Il position serve
per regolare la stereofonia del suono.
Allo stato attuale Akoustik Piano è quanto di meglio si
possa richiedere sul versante dei campionamenti da pianoforte. Il
suono è molto curato, le possibilità di selezionare
gli ambienti sono ricche, i parametri su cui intervenire sono molti
e forniscono possibilità di personalizzazione molto ampie.
Sarà un piacere avere suonare Akoustik Piano. Naturalmente
sarà bene fornirsi di un computer di ultima generazione per
sfruttare al meglio tutte le potenzialità sonore e di polifonia
del software. È bene dire che anche con un computer con un
paio di anni di vita sarà possibile portare a termine lavori
completi (semmai utilizzando la possibilità di installare
i campionamenti a 16 bit invece che a 24 bit).
Akoustik Piano lavora in stand-alone ma è compatibile con
i seguenti formati:
Audio Units, RTAS, VST®, DXi, Core Audio,
DirectSound
Requisti minimi
Mac OS 10.3, G4 1.2 GHz, 512 MB RAM
PC Windows XP, PIV 1.4 GHz, 512 MB RAM
DVD Drive, 17 GB free hard disk space
Requisiti raccomandati
Mac OS 10.4, G5 1.8 GHz, 1 GB RAM
PC Windows XP, PIV 3 GHz, 1 GB RAM
Sito web produttore: http://www.nativeinstruments.de/index.php?home_us
Sito web distributore: http://www.midimusic.it/
Al momento abbiamo riscontrato un piccolo bug:
attivando il pedale del sostegno in stand-alone, il risultato non
è quello aspettato. Si attiva sì il sostegno, ma si
perde contemporaneamente l'attacco delle note. Segnaliamo, comunque,
che questo bug non è presente usando il piano come VST, DX
o RTAS. Probabilmente questa cosa verrà risolta nei successivi
update.
Attilio De Simone
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