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Native Instruments AbSynth2
LAbsynth si presenta alla seconda versione migliorato e potenziato
rispetto alla versione precedente.
Bisogna sottolineare innanzitutto che questo software già
alla prima versione per Mac stupì più di un utente
per la sua straordinaria flessibilità e per la qualità
sonora prodotta. Con lAbsynth la sintesi virtuale ha raggiunto
la punta massima di qualità sonora, di flessibilità
nella programmazione e di facilità di utilizzo.
Partiamo immediatamente nella visualizzazione del setup dellAbsynth2
:

nel menu setup lanciamo Audio and Midi Setup. Nella schermata che
si aprirà possiamo gestire la SoundCard selezionando i driver
(sono disponibili i driver Direct Sound, i MME e gli ASIO con i
quali si riusciranno ad ottenere le prestazioni migliori sia in
termini di sfruttamento della CPU che di latenza), la SampleRate
(che dipende anche dalla scheda audio di cui si dispone), laudio
output (Output Device) e laudio input (Input Device), lOutput
Latency e lInput Latency.
E anche possibile gestire il routing del segnale di input
e di output e il midi per abilitare le periferiche midi da attivare
sia di input che di output.
Dopo aver svolto i setup e ottimizzato il software in base alle
capacità del computer (sia Mac che PC, lAbsynth2 gira
su entrambe le piattaforme) si è completamente operativi
e ci si può addentrare nel mondo sonoro del synth.

Cè da dire che il software è fornito di una
libreria di suoni composta de ben 14 banks, questi banks spaziano
lungo tutta la storia della musica elettronica, dagli anni 30
agli anni 3000 visto che Absynth rappresenta già
il futuro della sintesi, un futuro facilmente fruibile da tutti
semplicemente e ad un costo molto basso. Io consiglio di cominciare
a lavorare così con lAbsynth: si può partire
da un preset e da qui cominciare a lavorare e a manipolare in modo
da comprendere la particolare concezione del synth.
La creazione dei suoni parte lavorando attraverso la schermata denominata
Patch.

In questa schermata possiamo notare la struttura modulare del synth,
abbiamo la possibilità di attivare tre oscillatori per ognuno
del quale possiamo selezionare il tipo di tecnica di sintesi da
utilizzarsi per quel determinato oscillatore, possiamo scegliere
tra modalità single, double, fm, ringmod, sample e granular.
Dopo aver determinato il tipo di sintesi possiamo passare a selezionare
il tipo di forma donda, anche in questo caso le possibilità
di scelta sono molto ampie: oltre alle forme donda classiche
tipiche dei synth analogici (sine, triangle, saw, square, ecc.)
Absynth offre delle forme donda in grado di emulare altre
sonorità (fiati, voci, organi, percussioni, rumori, ecc.
ecc.); per gli incontentabili esiste anche la possibilità
di disegnare col mouse la forma donda che ritengono più
opportuna (forma donda a cui è possibile applicare
vari tipi di modifiche) attivando nel sottomenu user la funzione
new attraverso la schermata wave .

Se in mode abbiamo attivato la modalità sample o granular
invece di una forma donda possiamo importare un file audio
(è possibile importare files in formato .wav, .aif, .aiff),
ad esempio una percussione, un loop, una sequenza, una singola nota
di uno strumento acustico importata tramite campionamento, ecc.
Tale caratteristica innovativa presente nella nuova versione 2.0
conferisce allAbsynth delle possibilità nuove e completamente
rivoluzionarie (da segnalare che la possibilità di importare
files audio non rende lAbsynth un campionatore, tale opzione
può essere paragonata maggiormente alla tecnica di sintesi
in wavetable tipica dei synth digitali degli anni 80).
Gli anelli successivi agli oscillatori nella catena di sintesi dellAbsynth
sono i filtri (possiamo attivare un filtro per oscillatore). Anche
in questo caso le possibilità sono infinite, i tipi di filtri
disponibili sono: lpf a 2, 4 e 8 poli, allpass (2, 4, 8), lpf a
-6, -12 e -24 db, hpf a -6 e -12 db, bpf, notch e comb. Per ogni
tipo di filtro sono disponibili alcuni controlli come Hz, Res, db,
Q, b-width e feedback.
Ulteriore passaggio nella catena di sintesi è la mod, in
cui possiamo selezionare una forma donda (abbiamo le stesse
possibilità di scelta come le forme donda presenti
nella sezione osc) realizzando una sorta di modulazione in fm (ma
molto, molto più complessa e ricca). Anche in questo caso
possiamo attivare tre mod (uno per ognuna delle tre sezioni). Alla
fine di questa catena abbiamo la sezione master che andrà
ad agire sul suono in uscita dei tre oscillatori già mixato.
In questa sezione un waveshape (per realizzare la famosa tecnica
di waveshaping) un filter (dalle stesse caratteristiche
degli altri filtri) e un effect.

Per la sezione effect possiamo optare tra leffetto pipe (una
sorta di delay in grado di fornire una spazializzazione del suono
molto particolare), leffetto multicomb (delay dal sapore decisamente
analogico) e leffetto multitap (ottimo per realizzare dei
ritardi molto densi).

Andando nella sezione Env si possono attivare e gestire gli inviluppi,
è possibile assegnare un inviluppo a qualsiasi parametro
presente nel synth (nella sezione new.. si trovano tutti i parametri
dei vari moduli). Ogni inviluppo possiede varie modalità
(Release, Sustain, Loop, Retrigger, Control Driven, Link) e la cosa
più affascinante di questi inviluppi consiste nella possibilità
di determinare un numero potenzialmente infinito di breakpoints
(non abbiamo più quei semplici inviluppi rigidi come gli
AR, gli ADR, gli ADSR) realizzando in questo modo degli andamenti
sempre nuovi e in grado di soddisfare al massimo le esigenze degli
utenti.

Per gli LFO lAbsynth ne offre ben tre (con possibilità
di scelta della forma donda infinite).
Ogni LFO può essere assegnato al pitch dei tre oscillatori,
allamplitude, alla fm, alla filter frequency, e allattacco
delleffetto. E possibile attivare anche la modalità
SH (sample and hold). Gli LFO sono attivabili anche via Mod Wheel
e via foot switch.
Le sonorità ottenibili con lAbsynth 2.0 sono immense,
pressoché infinite, non esiste sonorità non ottenibile
tramite questo fantastico software.
Ne consiglio caldamente lacquisto a tutti coloro che amano
i sintetizzatori e cercano sempre qualcosa di nuovo. Sarà
sempre fantastico immaginare un suono e riuscire a renderlo musica
con lAbsynth 2.0, anzi: in molti casi il software sarà
in grado di superare la più fervida delle fantasie.
Attilio De Simone
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