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Synapse Audio ORION Pro - parte III
In questa terza sezione del tutorial dedicato all'Orion ci dedicheremo
ad analizzare i synth presenti nel sequencer della Synapse Audio.
Sempre dal menu Insert possiamo accedere alla sezione Synths, grazie
alla quale potremo attivare alcuni moduli sintetizzatori molto interessanti.
Monobass

Il Monobass è un modulo ideato per ricreare le atmosfere
sonore dei bassi sintetici di casa Roland che diedero il via al
genere House nella seconda metà degli anni '80.
Troviamo il comando del Tune per modificare un pó l'intonazione
del modulo, il Cutoff per selezionare le frequenze da tagliare,
la Reso per la risonanza, l'Env Amt (inviluppo), Decay (decadenza),
il potenziometro dell'Accent per enfatizzare alcuni accenti delle
sequenze che verranno fatte suonare al Monobass, l'Acc Env per creare
degli effetti di inviluppo sugli accenti, il comando di Glide per
regolare il portamento che avremo passando da una nota all'altra,
e lo switch a due posizioni per selezionare la forma d'onda generata
dall'oscillatore (forma d'onda a dente di sega o quadra). Il Monobass
riesce ad avvicinarsi bene alle sonorità che intende ricreare,
ma per ottenere un effetto ancora più efficace consiglio
di fa suonare una stessa sequenza a due o più Monobass, variando
loro la forma d'onda utilizzata (ad uno la quadra e ad un altro
la saw ad es.) l'intonazione (variando di poco il Tune riusciremo
a simulare un efficace effetto di chorus che "allargherà"
immediatamente il suono) il Cutoff, gli inviluppi e il portamento.
Lavorando su questi parametri saremo in grado di simulare efficacemente
qualsiasi sonorità analogica di basso.
Tomcat

Il secondo modulo di sintesi presente nell'ORION è il Tomcat.
Grazie a questo sintetizzatore virtuale possiamo disporre di un
generatore di forme d'onda per sonorità percussive (molto
efficaci le casse, soprattutto) e di un sequencer
a 16 step di stampo analogico. Nel Tomcat sono presenti due oscillatori
in grado di generare forme d'onda
Molto indicate per le percussioni elettroniche, due sezioni dedicate
all'amplitude, una sezione dedicata all'attacco del suono ed una
al filtraggio.
Il Tomcat può sembrare un giocattolino agli occhi dei più
smaliziati musicisti ma vi assicuro che non lo è. Provate
ad es. ad aprire più Tomcat e a generare sequenze su sequenze,
otterrete delle ritmiche micidiali.
Ultran

L'Ultran è un wave-morphing synth in grado di suonare samples
in multicampionamento come un campionatore professionale, ma con
in più 4 oscillatori.
Da destra verso sinistra:
Per ogni sezione degli oscillatori (Osc.1 > Osc.4) possiamo modificare
i parametri d'intonazione Coarse e Fine, il punto di avvio del sample
(Start), il Pan stereofonico, il Gain (che aggiunge volume e corposità
al sample) ed il Sync attivabile tramite l'apposito pulsante.
Le sezioni Amp Env, Pitch Env e Filter Env (uniche per tutti e quattro
gli oscillatori) gestiscono gli inviluppi rispettivamente per il
volume (Amp), l'intonazione (Pitch) ed il filtro (Filter). La sezione
Filter ci dá l'opportunità di scegliere uno dei quattro
filtri a disposizione (LowPass a 12 o 24 poli, BandPass a 24 poli
e HighPass a 24 poli), di gestire il Cutoff, la Reso e il Gain.
In basso a sinistra gestiamo i due LFO: potremo liberamente assegnare
al Pitch al Filter o al Pan gli LFO di cui abbiamo anche i potenziometri
per l'intensità (Amount) e per il tempo (Rate), le forme
d'onda dell'LFO sono 4 (sinusoidale, triangolare, quadra e random).
È prevista anche la possibilità di mettere in sincrono
col tempo midi gli LFO (pulsante SYNC).
Nella sezione Velocity regoleremo la quantità di velocity
da applicare sull'Amp, sul Filter, sull'LFO e sulla funzione Hold.
La sezione Transition controlla il modo in cui gli oscillatori regoleranno
il set di sample importati e in quale ordine. Troviamo i comandi
Hold (quanto a lungo il sample verrà suonato prima dell'inizio
del sample successivo), Blend e Mode con 5 modalità di sample
play back selezionabili: FWD (classica riproduzione della forma
d'onda dall'inizio alla fine con possibilità di attivare
i punti per l'inizio e la fine del loop), BWD (riproduzione reverse
del sample), Bidir (sample riprodotto in modo circolare, proma in
forward e poi in backwards), Even e Odd (esecuzione in forward ma
saltando tra ogni secondo sample: più facile a essere provato
che ad essere descritto).
Infine nello schermo azzurro avremo accesso alla gestione dei samples,
selezionando l'icona "cartella" potremo selezionare i
preset dell'Ultran e gestire così i sample.
Wasp-XT

Il Wasp è un modulo che ricrea la classica struttura dei
sintetizzatori analogici basati sulla sintesi sottrattiva e in FM.
Abbiamo tre oscillatori, la possibilità di attivare o meno
la sintesi in FM e la quantità di PW. La sezione filtri ci
permette di gestire il cutoff e la resonance di un filtro multimodo
(LP, LP+Notch, LP Fat, DBL Notch, BP e HP) e l'inviluppo (ADSR).
Possiamo inoltre regolare due LFO, la distorsione, il volume generale
ed il suo inviluppo. Le sonorità generabili sono molte, il
Wasp riesce ad avvicinarsi (ma NON a emulare perfettamente) un pó
a tutti quei suoni che hanno fatto la storia della musica elettronica.
WavewDream

Il WaveDream è un synth basato sulla generazione sonora
digitale in wavetable, possiamo scegliere le forme d'onda che ci
interessano tra un ingente numero di preset. Abbiamo una tripla
sezione di oscillatori (con comandi di coarse, fine e avvio), una
sezione per il filtro (con cutoff, reso, inviluppo, e filtro LO-24,
HI-24 o BP-24) una per la modulazione dell'intonazione (con comandi
per l'intensità, l'attacco e la sua decadenza), e due sezioni
LFO (con comandi di rate, depth, quattro forme d'onda e quattro
possibilità di destinazione per ogni singolo LFO). Il WaveDream,
nella sua umiltà, riesce a fornirci di una palette timbrica
digitale di tutto rilievo, degna degli strumenti a cui si ispira
(per renderlo più efficace sarebbe stato opportuno fornirlo
di una struttura modulare con più possibilità di assegnazioni
libere delle singole sezioni, ma ciò avrebbe di certo complicato
la vita dei musicisti).
XR-909 e XR-909 (Stereo)

Ci spostiamo nell'ambito delle drum machine analogiche (in stile
808 e soci), con una serie di colpi e sequencer a 16 step per ogni
singolo colpo. Abbiamo 8 colpi già assegnati ed altri due
liberamente gestibili dagli utenti che possono, così, aggiungere
i samples che maggiormente gradiscono per completare le sonorità
della drum machine. Per ogni singolo colpo possiamo gestire il Gain,
il
Tune, l'Attack e il Decay. Note operative: semplicissima da usare
e scarso peso sulla CPU.
Plucked String XT

Il Plucked String riesce a creare delle interessanti sonorità
d'archi pizzicati grazie alla tecnica di simulazione virtuale degli
strumenti acustici. La sezione Wave ci permette di gestire l'intonazione
coarse e fine, il timbro dello strumento è regolato dai comandi
(Timbre e STRN), la sezione Envelope ci offre un inviluppo ADR e
la sezione Filter ci permette di regolare il Cutoff e il Damp del
suono. Suggerimento: applicando al Plucked String un delay otterremo
degli effetti molto interessanti, soprattutto quando vorremo simulare
delle sonorità d'arpa "angeliche".
Si conclude così questo terzo appuntamento con questo sequencer
che molto successo sta avendo presso quei musicisti che amano la
stabilità, la leggerezza e la semplicità operativa.
Le prossime volte analizzerò gli effetti disponibili per
poi passare a visionare l'editor del sequencer che costituisce il
cuore operativo dell'ORION
Attilio De Simone
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