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Synapse Audio Orion Pro - parte II
Ora cominciamo ad essere operativi.

Il menu Insert è probabilmente il menu più
importante, ci consente, infatti, di attivare i moduli del sequencer
che vogliamo utilizzare. Basta muoversi col mouse e selezionare
il modulo che più ci interessa. La prima sezione che troviamo
è quella relativa ai moduli di campionamento percussivi.

Per esempio, andando nel sottomenu Acoustic Kits
e selezionando il banco 70tiesRockKit si attiverà un modulo
alcune tracce a cui sono assegnati i vari colpi percussivi relativi
alla famiglia sonora prescelta (in questo caso le sonorità
sono rock anni '70), per ogni colpo possiamo gestire il livello
del volume, la configurazione stereofonica e un sequencer a 16 step
di stile analogico e molto semplice da utilizzare.

È anche possibile personalizzare i banchi
percussivi ed assegnare ad una traccia un altro sample (semmai registrato
da noi, o prelevato dalla nostra libreria di suoni percussivi preferita).
Fare questa cosa è molto semplice, basta andare sulla
traccia che ci interessa modificare (ad es. Track 1) e lì
clickare sulla cartella sottostante, si aprirà la classica
finestra per l'apertura dei files e da lì potremo sceglierci
il sample che maggiormente ci piace.

Consiglio: a volte ci sono dei suoni che non ci
convincono troppo, pur essendo di buona qualità; per "ingrossare"
un pò di più il loro suono ci basterà raddoppiare
la traccia, mettere il pan di uno tutto a destra e il pan dell'altro
tutto a sinistra, modificheremo un pò il pitch dei due sample
in modo da stonarli (ma di pochissimo!!!) e otterremo un suono più
aperto e grosso, molto utile è questa tecnica per i suoni
di casse e rullanti, ma qualsiasi sperimentazione è consentita
(anzi, consigliata).
Contemporaneamente al modulo si attiverà anche una stringa
nel mixer FOTO5 che gestisce il modulo attivato. Questa stringa
del mixer è completa (come un mixer professionale).
In alto possiamo attivare la quantità di effetti in send
da applicare alla traccia (possiamo assegnarne fino ad un massimo
di 4), scendendo notiamo che possiamo assegnare anche due effetti
insert (per attivarli dovremo clickare col mouseDX e selezionare
l'effetto -orion, vst o Dxi- che ci interessa). La sezione successiva
è, invece, dedicata all'equalizzazione ed ci consente di
regolare le frequenze sonore del modulo in modo ottimale; la sezione
EQ è divisa in quattro settori: Hi Sh (fino a 12k), Hi Mid
(con possibilità di selezionare il Gain la Frequenza e il
punto di Q), Lo Mid (Gain e Frequenza) e Lo Sh (fino a 80 Hz).
Infine troviamo il fader del volume e il potenziometro del pan (oltre
agli switch per mettere in mute o in solo la traccia). Le stringhe
del mixer sono davvero ben fatte e lavorano in modo egregio (l'equalizzatore
consente davvero di gestire al meglio il suono in uscita della traccia).
Il menu Drums ci dà la possibilità di variare tra
tre famiglie di suoni: gli Acoustic Kits, gli Industrial e i Vintage.
Per ogni famiglia di kits ci sono offerte molte possibilità,
verremo stupiti, comunque, dagli Acoustic Kits per la loro varietà
(potremo scegliere tra suoni di batterie acustiche anni '70 '80
e '90, tra batterie funky, disco, percussioni indiane, cimbali,
percussioni di stampo jazzistico, kit pop, ecc. (l'elenco è
molto lungo). Vale la pena di segnalare la qualità e l'estrema
semplicità nella programmazione dei moduli. Le altre due
famiglie ci offrono l'una (Industrial) sonorità molto aggressive
(metal) e l'altra sonorità classiche campionate delle batterie
elettroniche (626, 707, 727, 808, 909 e CR78). Per gli sperimentatori:
è possibile attivare anche due kits vuoti, Empty e Empty
(Mono), con questi moduli avremo la massima libertà operativa
potendo assegnare e configurare i samples che più ci aggradano.
Scendendo nel menu Insert ci inoltriamo nella sezione denominata
Sampler e dedicata
ai campionamenti veri e propri.
Il modulo campionatore che ci si parerà
davanti è fatto bene, nella sua semplicità, e ci offre
una sezione di filtraggio molto efficace (LowPass a 24 o 12 poli,
BandPass e HighPass) ed una sezione modulazione completa di inviluppi
(per il filtro e il volume) e 2LFO
(assegnabili al filtro, al pitch o al pan). L'Orion è accompagnato
da un CD di campionamenti fatti apposta per questo campionatore
di buon livello, eccovi l'elenco delle varie famiglie sonore offerte
con l'ORION PLATINUM:

ACOUSTIC (dal piano al basso, dalla chitarra al
flauto, dall'organo all'Epiano, dal koto al sitar).
DIGITAL SPACE PADS (una dozzina di pad digitali molto belli: "digitateli"!)
INDUSTIAL (sonorità cattive e metalliche)
PHAT VCO (suoni di synth molto pieni e grossi: si parte dalle classiche
onde triangolari e quadre e si arriva ai noise più complessi)
SEQUENCERSOUNDS (suoni dal decay molto corto adattissimi per le
classiche sequenze in sedicesimi)
STRINGS (sonorità d'archi acustici, analogici e in FM)
SYNBASS (suoni di basso sintetico molto pieni e suggestivi, indispensasbile
per chi intende utilizzare l'Orion per generi come la Techno, l'house,
la dance, l'hip hop ecc.)
SYNTH VOICES (vi "vola" da sonorità angeliche a
sonorità più "umane")
WORLD PERCUSSION (i banchi sono di buona qualità e raccolgono
un pò tutte le famiglie di percussioni, dai colpi singoli
alle percussioni melodiche come lo xilophono o il vibrafono).
Attilio De Simone
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