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AAS Sting Studio VS-1
07-08-2005

Introduzione
Lo String Studio è un sintetizzatore dedicato allemulazione
degli strumenti a corda.
Basato, come tutti i software di AAS, sulla sintesi per modellazione
fisica, il software produce il suono risolvendo equazioni matematiche
in real-time che modellano i diversi elementi fisici coinvolti in
ogni strumento a corda, cercando di farli interagire nel modo più
consono e appropriato per rappresentare la verità
dello strumento reale.
La modellazione fisica non si occupa infatti di ricostruire la forma
donda, ma in maniera diametralmente opposta studia le caratteristiche
fisiche dello strumento. Il suono così prodotto diventa un
indice di valutazione per la bontà dellanalisi svolta
sullo studio delle corde, della cassa di risonanza, del ponticello
e così via.
Architettura dello String Studio
Lo String Studio presenta due pannelli.

Pannello A
Il pannello A a sua volta è diviso in due sezioni. Nella
prima troviamo un modulo per leffettistica (chorus, delay
e riverbero), un modulo per la sincronizzazione di eventi midi e
uno per la registrazione degli stessi. Nella seconda sezione compaiono
invece i moduli relativi alla performance e allelaborazione
degli eventi midi (un arpeggiatore, un modulo per il settaggio della
master keyboard, un modulo per il portamento e uno per il vibrato).

Pannello B.
Il pannello B è informativo invece della geometria generale
di uno strumento a corda ed è composto da cinque moduli fondamentali:
- String
- Excitator
- Body
- Termination
- Damper
Vediamo ora di capire come questi moduli interagiscono tra di loro,
con laiuto dei due seguenti schemi:

Rappresentazione generale dello String Studio

Rappresentazione del flusso del segnale nello Studio String.
Le linee tratteggiate rappresentano i segnali di modulazione
La corda (String) è messa in movimento tramite un
eccitatore (Excitator) che può essere di varia natura
(archetto, plettro, martelletto). Il modo in cui corda, dito e tastiera
interagiscono per determinare la lunghezza effettiva della corda
(e quindi la frequenza del suono/nota suonata) è controllato
dal modulo Terminator. Al fine di ridurre il tempo di delay
della nota si ricorre al modulo Damper che negli strumenti
a corda viene realizzato con le stesse dita del musicista.
La vibrazione della corda viene quindi trasmessa dalla corda al
corpo dello strumento (Body) con tutte le implicazioni che
ne risultano riguardanti la risonanza.
I parametri fisici dei moduli String, Excitator, Damper, e Termination
possono essere modulati con i segnali di pitch e velocity ricevuti
da master keyboard. La risonanza e la frequenza di cut-off del modulo
filtro può invece essere pilotata con un modulo LFO
o con un generatore di inviluppo (Filter Env).
Il flusso del segnale si conclude con un distorsore, un equalizzatore
e leffettistica descritta sopra.
Essere consapevoli della complessità
Ritengo cosa fondamentale rendersi conto che alla base di un software
di questo tipo lo studio squisitamente fisico dello strumento acustico
deve essere portato a livelli di dettaglio notevoli.
Riporto quindi un semplice esempio per inculcare consapevolezza
di ciò.
Pensiamo ad un semplice plettro di chitarra. Come sarà stato
implementato nello Studio String?
Aiutiamoci nellanalisi ancora una volta con uno schema.

Funzionamento del plettro
Il plettro può essere assimilato ad un oggetto ad angolo
posto sotto ad una corda e connesso ad una piastra tramite una molla.
Come possiamo vedere dalla figura, un movimento verticale della
piastra (che ovviamente rappresenta la mano del chitarrista che
afferra il plettro) da una parte solleva la corda con il plettro,
dallaltra comprime la molla provocando un movimento orizzontale
del plettro. La corda si muoverà con il plettro fintantoché
lo sporgere (Prot in figura) del plettro è uguale alla compressione
della molla: in quel momento la corda comincia a vibrare liberamente.
Ebbene Studio String presenta parametri per controllare il valore
del Prot, del damping (cioè lattenuatore), dello Stiffness
(il valore di rigidezza meccanica) e della velocity (velocità
verticale del plettro). A loro volta questi parametri possono essere
modulati con il pitch e la velocity della master keyboard.
Conclusioni
Ho cercato di dare un taglio formale che potesse descrivere (anche
se a grandi linee) come funziona il software a basso livello piuttosto
che dare le solite indicazioni sullinterfaccia/comandi presenti.
Ciò dettato più da una necessità che da altri
fattori, e cioè quella di dover descrivere in poche righe
un software concettualmente molto complesso.
Ebbene, se i risultati ingegneristici sono annoverabili, quelli
musicali lo sono ancora di più.
Ci sono chitarre classiche in cui si riesce a sentire veramente
la mano o il plettro per una riproduzione fedelissima. Certe chitarre
elettriche hanno suoni che un Robert Fripp avrebbe decantato per
anni. E poi i bassi, il contrabbasso, gli archi sono semplicemente
stupendi!
Assolutamente da menzionare poi i suoni sperimentali: certe timbriche
sembrano veramente un miracolo sonoro.
Concludendo, Studio String è un software che definirei nobile.
Per lorecchio raffinato. Chi cerca sonorità commerciali
stia alla larga. Chi invece ama i suoni di nicchia troverà
in questo prodotto AAS un software insostituibile e non rimpiazzabile.
Peccato solo AAS non sia considerata dalla critica per quello che
veramente vale. Prodotti come Studio String e Tassman non temono
il confronto con nessun altro software, e sono sicuro rilanceranno
alla grande lo studio sulla modellazione fisica, portando lemulazione
sintetica a livelli paragonabili se non addirittura superiori (per
sonorità e soprattutto flessibilità esecutiva) al
campionamento.
Sito web Applied Acoustics Systems www.applied-acoustics.com
Bibliografia
1) Manuale dello Studio String
2) Capitolo 16 del Suono Virtuale di Bianchini/Cipriani (La sintesi
per modellazione fisica), in particolare il paragrafo inerente lalgoritmo
di Karplus e Strong
Alessandro "fafalio"
Peruzzo
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