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Native Instruments Reaktor 4 - Parte III
Live Machines:
01) GoBox:

il GoBox è un sampler adattissimo per luso live in
quanto contiene una miriade di funzioni semplicissime da usare,
tramite i soliti pannelli dedicati uno al pitch del sample, uno
al trigger, uno al filter delay, altri allinviluppo, ecc.
È possibile mettere in sequenza una serie di file audio,
si possono creare delle sequenze molto interessanti e ipnotiche
(grazie al filter delay che dona movimento e liquidità
ai suoni). Inoltre con la funzione morphing (scene morph) è
possibile muoversi tra le modifiche ai parametri del synth in maniera
dolce in modo da spostarsi da un suono ad un altro senza sbalzi.
Basta farsi una scorsa tra i preset per rendersi conto del fatto
che questa macchina sarà utilissima a quei dj e musicisti
che amano crearsi delle sequenze da manipolare dal vivo secondo
gli stimoli provenienti dal pubblico.
02) Scenario:

altra live machine che vi risulterà utilissima in quanto
sarà possibile realizzare uninnumerevole serie di sequenze
live, potrete miscelare quattro file audio contemporaneamente (per
ogni singolo file è possibile controllare moltissimi parametri).
Enumerarvi tutte le funzioni che è possibile monitorare con
lo scenario è impossibile diciamo solo che è possibile
anche controllare un microsequencer e un loop FX, vi consiglio di
dare uno sguardo al manuale perché troverete alla pagina
76 una serie di consigli e suggerimenti per sfruttare tutte le potenzialità
di questo meraviglioso strumento.
Effetti:
Per la sezione effetti ci limiteremo ad enumerarvi quelli presenti
descrivendone sommariamente le funzioni.
01) Analog Filter Box:

emulazione efficacissima di un filtro analogico completa di tutto.
Troviamo, infatti, 2 filtri (di tutti i tipi a 12 e a 24 poli),
una sezione distortion, un lfo, una sezione inviluppo, un inviluppo
follower e una ricchissima matrice di modulazione.
02) Banan Electrique Amp Simulation:

sulla scia del Warp, dellAmplitube e del RedValver il Banaan
si occupa di simulare un sistema di amplificazione per chitarre
a per basso (la resa sul basso non ho potuto testarla). Sono compresi,
oltre alla simulazione dellampli, anche tutti quegli effetti
che compongono la catena effetti di un chitarrista o di un bassista.
Eccovi la sequenza della catena:
Input> mono gate> 3 Band EQ> Compressor1> Amp Simulator>
Phaser> Rotor> Dual Delay> Reverb> Compressor 2. Vi
consiglio di aggiungere un auto Wah (da inserirsi prima del mono
gate) per completare la sequenza e per lanciarvi nel mondo degli
anni 60-70. Le sonorità mi sono sembrate più
che convincenti, potete ulteriormente personalizzare la catena effetti,
come già visto, aggiungendo gli effetti che più ritenete
opportuni. Potreste ad esempio, aggiungere anche lAnalog Filter
Box, in modo da rendere le sonorità della vostra chitarra
molto sintetiche e potreste così addirittura avvicinarvi
alla simulazione di un guitar synth senza bisogno di utilizzare
pickup esafonici o convertitori vari.
03) Classic Vocoder:

le classiche sonorità vintage di questo vocoder sono garanzia
di qualità. Il vocoder è collegato allaudio
in della vostra scheda audio per il primo input (quello da modulare)
e ad un semplice synth a doppio VCO per limput carrier. Abbiamo
anche un ampio display per il controllo delle bande di frequenza
da selezionare per enfatizzare o meno alcune frequenze dello spettro
sonoro. Con un buon microfono vi garantirete delle ottime sonorità
vintage anche se non riuscirete a raggiungere la flessibilità
e le sonorità del Vokator (che però è un software
dedicato esclusivamente al vocoder e quindi offre più parametri
da modificare e più funzioni)
04) Echomania:

bellissimo delay in grado di creare dei ritardi in sincrono col
bpm del Reaktor (che può, a sua volta essere sincronizzato
al bpm di un sequencer). Due lfo permettono di modulare il delay
ed un equalizzatore consente di correggere ulteriormente il suono
in uscita. Il delay si basa sul midi clock del software e risulta
quindi precisissimo. Ideale per modificare drasticamente le voci,
i synth, le chitarre (semmai potete inserirlo nel rack virtuale
del Banaan) e anche i vostri loop prenderanno nuova vita.
05) Flatblaster Multiband Dynamics:

leffetto divide lo spettro sonoro in quattro bande di frequenza,
per ognuna di essa lavora un compressore con un limiter a spettro
sonoro completo. Potrete quindi prendere un file audio povero
in certe frequenze ed enfatizzare solo quelle, oppure potete usarlo
come ottimo riduttore di vocali sibilanti (che sono sempre un problema
anche per gli studi professionali) nel caso applichiate leffetto
su una voce.
06) Fusion Reflections:

interessante delay che può creare delle particolari riflessioni
sonore, potenti chorus, fluttuanti delay e riverberazioni di ambienti
particolari. Ideale per tutte quelle situazioni in cui la cristallinità
del suono è unesigenza.
07) Space Master:

disponibile in varie versioni (SpaceMaster, SpaceMaster Quad e
5.1 Surruond) offre dei riverberi molto potenti. La versione Quad
vi sarà utile nel caso dissoniate di un sistema di diffusione
audio quadrifonica, col pad-mouse potrete diffondere il segnale
lungo tutto il panorama quadrifonico. La versione 5.1 Surround invece
può esservi utile nel caso realizzaste dei montaggi audio
per il cinema, in questo modo lutilizzo di un riverbero surroundizzato
vi sarà indispensabile.
08) SpringTalk:

effetto che simula gli ambienti room, ideale per effetti irreali
di riverbero, per simulare i riverberi presenti su ampli vintage
(vi ricordo sempre che potete inserirlo nel banaan) e da applicare
sulle percussioni.
09) Two Knees Compressor:

classico e semplice compressore in grado lavorare come i compressori
o i limiter hardware data la precisione e laccuratezza dei
suoi controlli.
Questi sono gli ensambles offerti col pacchetto Reaktor, vi ricordo
che se siete degli utenti registrati, al sito della Native Instruments
potete accedere ad una user library ricchissima e che si aggiorna
quotidianamente, dato che ad inviare ensembles sono proprio gli
utenti. Chi scarica un ensamble può dargli un voto, se volete
scaricare solo i migliori ensambles vi basterá andare nella
sezione Top100. Ogni ensamble (a meno che non sia completo di campionamenti)
è grande pochi kb quindi in una mezzoretta potrete
scaricarvi un due-trecento synth, sequencer, sampler, mixer, ecc.
e mantenere sempre aggiornato il vostro parco-macchine
del Reaktor. Alcuni synth presenti nella user library mi hanno particolarmente
impressionato (anche graficamente) e dimostrano la maturità
costruttiva raggiunta da molti utenti del Reaktor. Eccovi
alcuni esempi di ensambles presenti nella user library (clicca qui)
Intruments, Macros e Modules
La struttura a piramide del Reaktor e parte dagli Ensambles
(il vertice) che contengono tutto linsieme del synth, delleffetto
o di qualsiasi altra cosa si è realizzata col Reaktor, si
scende poi nellInstrument (la parte centrale della piramide)
che contiene un pezzo dellensamble (ad es.: abbiamo
creato un ensemble con un moog + un delay: il moog è racchiuso
in un primo instruments e il delay è racchiuso in un secondo
instruments), allinterno dellInstrument troviamo le
macros (la parte bassa della piramide) che non fanno altro che raggruppare
i modules (la base della piramide) i quali sono il vero cuore del
Reaktor.
Ogni module rappresenta
una funzione matematica destinata ad una determinata funzione. Abbiamo
modules per gli oscillatori (vastissima la possibilità di
scelta, tra forme donda classiche, in FM, in sync, random,
in multistep, e noise abbiamo limbarazzo della scelta; ma
le formule sono scritte molto bene, basta giá una saw per
avere un suono ricco, pulito, potente e dal sapore vintage con la
quale potrete avvicinarvi senza problemi alle sonoritá dei
moog!), modules per i filtri (filtri multimodo, filtri a 1, a 2
o a 4 poli, filtri che emulano il ProphetV, filtri ladder dei Moog
disponibili anche in FM), modules per gli inviluppi e gli LFO, modules
per i mixer, per gestire le funzioni midi, per i delay, per lo shaping,
per i sampler. Non manca nulla anche se addentrarsi in questa sezione
comporta una forte consapevolezza di ciò che si vuole fare,
altrimenti rischiate di creare uno strumento che crepiterà
anziché suonare. Unattenta lettura del manuale operativo
e uno studio della struttura degli ensambles o degli instruments
forniti a corredo col Reaktor potranno esservi utili per comprendere
la metodologia operativa da usare per creare i vostri strumenti.
Vi consiglio di creare strutture semplici allinizio, come
un synth monofonico, o di provare ad emulare la struttura di qualche
synth hardware che possedete e di cui conoscete bene il funzionamento,
muoversi tra cose di cui già si conosce la struttura è
molto importante per cominciare bene
Vi basterà investire un po di tempo nello studio di
questo software e poi potrete cogliere delle importanti soddisfazioni
personali. Da sottolineare che il Reaktor è uno dei pochi
strumenti (compresi quelli hardware) o forse lunico col quale
è possibile avvicinarsi alla tecnica di sintesi granulare
senza dover disporre di nozioni tecniche avanzate.
Per ora è tutto, ci sarebbero ancora tante cose da dire sul
Reaktor, ma, vista la vastità del materiale a disposizione,
non la finiremmo più di scrivere. Meglio concludere così
la recensione di questo fantastico software targato Native Instruments:
il Reaktor 4. Vi ricordo che a questa recensione seguiranno una
serie di appuntamenti in cui proveremo insieme a realizzare degli
strumenti col Reaktor, in modo da dare vita ad un vero e proprio
corso online sul Reaktor.
www.native-instruments.com
Alla prossima, Attilio De Simone
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