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Native Instruments Reaktor 4 - Parte II
Eccoci arrivati alla seconda parte (ne seguiranno altre) della nostra
recensione del Reaktor 4 (al momento è possibile lupdate
gratuito dal sito della NI alla versione 4.02.001 che risolve molti
bugs). Oggi cominceremo addentrandoci nellanalisi dei Synths
Sequenced.
01) Blue Matrix:

fratello del Green Matrix, ne riprende la sintesi sonora con laggiunta
di un sequencer in classico stile analogico. Come potete vedere
dallimmagine, il Blue Matrix integra ben tre sequencer, uno
destinato a gestire laltezza delle note nel tempo, uno per
la gestione della dinamica e uno per la modulation.. Importante
è segnalare il fatto che i sequencer hanno una struttura
xy, a grafico, in cui è possibile intervenire col mouse per
modificare i valori dei sequencer. È inoltre possibile salvare
in formato midi le sequenze create per poter essere utilizzate in
modo differente.
La struttura di sound shaping è la seguente: Filtro1>Distorsore>Filtro2,
con questa struttura è possibile creare delle sonorità
ricche di armoniche, molto presenti e dal tipico sapore vintage.
I sequencer sono, invece, ideali per creare quelle sequenze tipiche
degli anni 70, in stile Jarre, tanto per intenderci. La modulazione
consiste in due inviluppi in formato ADSR identici e in un singolo
LFO in cui è possibile scegliere una delle 7 forme donda
disponibili. Per la sezione VCO possiamo optare tra ben 5 forme
donda tutte di stampo analogico. A completare il tutto ci
sono il Beat Sync Delay (in grado di agire in sincrono col bpm della
sequenza), il Diffuser Chorus (che spazializza notevolmente il suono
in uscita) e un Pan per configurare stereofonicamente la sequenza.
02) DSQ-32:

sequencer molto più moderno in grado di gestire contemporaneamente
una BassDrum, uno Snare, due Tom (denominati Tom1 e Tom2), un Closed
HiHat, un Open HiHat e un Crash. Come il nome ci fa intuire il DSQ-32
è in gradi di gestire fino a 32 battute (ma possiamo anche
scendere a 28, 24, 20, 16, 12, 8 e 4). Questo strumento è
molto adatto per creare ritmiche molto moderne, aggressive e distorte.
Tutti gli amanti dei generi elettronici più e meno recenti
andranno a nozze con il DSQ-32.
Utilizzare il sequencer è semplicissimo, ci sono 7 file di
pulsanti (una fila per strumento), file che si prolungano per 32
battute, abbiamo poi i controlli per la dinamica e per gli accenti.
Un semplice quanto efficace delay, in grado di andare a tempo col
bpm del brano, completa il tutto.
03) Vierring:

altro interessante sequencer in grado di gestire un file audio
(possibilmente un file ritmico, un loop, ecc.), di scomporre il
segnale audio in bande di frequenze che verranno gestite da singoli
sequencer per lamplitude e la ring modulation. I sequencer
gestiscono la Modulation1, la Modulation2, la Band 1, la Band 2,
la Band 3 e la Band 4. Credo che lidea di fondo (quella di
dividere un file audio in più bande di frequenza liberamente
gestibili da più sequeuncer) sia stata mutuata dallo Spektral
Delay (anche se in questo caso le bande di frequenza sono molte
di più e sono modulate dal più delay). I comandi sono
molti e prima di ottenere risultati accettabili bisogna comprendere
la struttura di base del sequencer (e magari dare unocchiata
al manuale, disponibile in
lingua inglese e tedesca).
04) WaveWeaver:

questo sequencer basa la sua sintesi su una wavetable, costituita
da loop e da forme donda di oscillatori. I vari files audio
possono essere manipolati allinterno di due pad di tipo X/Y,
nel primo è possibile modificare col mouse la Wave e il WaveSet,
nel secondo il Cutoff e la Resonance del filtro. Tre sono i sequencer
disponibili, due per laltezza delle note ed uno per la dinamica.
Altri due pad li troviamo per gestire la Modulation Delay (efficace
delay particolarmente suggestivo) ed uno ancora accompagna il Filter
Delay. Come il Vierring questo sequencer deve essere utilizzato
per generare sequenze inconsuete, paesaggi sonori inesplorati. Un
ascolto dei preset può essere efficace per farsi unidea
dei risultati ottenibili (anche se secondo me con questo sequencer
è possibile ottenere ancora di più, basta sperimentare
un pò).
Prima di andare avanti nellanalisi del Reaktor voglio riportare
quanto detto ai nostri microfoni a proposito della nascita
del progetto Reaktor da Michael Kurz, uno dei fondatori
della Native Instruments:

Michael Kurz il guru del Reaktor
Xelenio: Come è nata l'idea si sviluppare un
software come Reaktor?
Michael Kurz : Il predecessore del Reaktor, Generator,
fu ideato dal nostro fondatore, Stephan Schmitt, allora nacque anche
la Native-Instruments. Era molto insoddisfatto della limitatezza
dei sintetizzatori disponibili e volle sviluppare un synth proprio,
aperto e liberamente configurabile. All'epoca (metà anni
'90) ci si rese conto (con i primi Pentium) che la generazione sonora
in tempo reale era possibile ai costi vantaggiosi dei PC standard.
E con l'incremento delle prestazioni dei processori fu chiaro che
in breve tempo sarebbero state a disposizione di chiunque sufficienti
prestazioni per reggere il peso di algoritmi complessi. Così
fece lui col progetto: unire le sue utopie in un prodotto pratico
ed utile. La prima serie di moduli ha forse avuto bisogno di un
anno di lavoro prima di giungere alla Release 1.0 Versione 1997.
In seguito si continuò a sviluppare l'ampliamento della biblioteca
dei moduli e il miglioramento dei moduli preesistenti.
Dopo aver ascoltato la storia del Reaktor dalla viva voce
di uno dei suoi sviluppatori possiamo proseguire nella nostra analisi,
trattando i campionatori presenti nella nuova libreria.
01) BeatSlicer:

il BeatSlicer si occupa di fare un po lo stesso lavoro svolto
dal software Recycle, cioè di tagliare un file audio (preferibilmente
un file ritmico) in tanti segmenti (slice) in modo da adattare al
meglio il file ritmico al bpm differente di un brano. In pratica
quando si vuole adattare ad un bpm differente un qualsiasi file
audio si possono seguire varie strade tra cui un bpm strecher che
forza la struttura ritmica del file, spesso raggiungendo un risultato
sonoro inadeguato (di solito i file suonano come slabbrati) quando
si vuole variare di troppo il bpm. Unaltra alternativa (con
il Recycle e ora con il BeatSlicer) è quella di tagliare
il file in segmenti in modo da spostare semplicemente tali segmenti
in caso di variazione del bpm, ottenendo come risultato un loop
sempre a tempo che non subisce degradazioni della forma donda.
Il suo corretto utilizzo implica una lettura attenta delle 3-4 pagine
del manuale dedicate a questo synth.
02) GrainStates:

il Reaktor è uno dei pochi strumenti che è stato
in grado di offrire dei moduli destinati alla sintesi granulare
utilizzabili senza difficoltà anche dagli utenti privi di
conoscenze scientifiche adeguate. Il GrainStates è in grado
di generare dei soundscapes granulari in tempo reale ed in modo
molto semplice grazie agli 8 pad x/y con cui è possibile
variare i vari parametri che regolano questo synth. Sonorità
potentissime, angeliche o sataniche, spaziali o iperterrestri, tutto
è possibile con pochi colpi di mouse, basta personalizzare
il tutto importando il file audio più appropriato. Sonorità
alla Soucerful of Secrets dei Pink Floyd.
03) Memory Drum:

con questo sampler ci si sposta in ambiti più consueti,
trattandosi di un semplice sampler basato su una sessantina di campioni
di percussioni elettroniche ognuno assegnato ad un preciso tasto
della nostra master keyboard. Le sonorità sono ottime ideali
per tutti i generi musicali (dalla Techno alla Trance, allHipHop
ecc
). Anche in questo caso suggerisco di leggere
attentamente il manuale soprattutto per conoscere a cosa corrispondono
i vari messaggi midi CC (da pilotare con un midi controller) e apprendere
alcuni piccoli segreti e suggerimenti.
04) Travelizer:

già presente sul Reaktor 3, il Travelizer della versione
4 ne è un aggiornamento. 5 Pad in cui è possibile
modificare i parametri x/y col mouse servono a modificare le sonorità
di questo synth basato sulla sintesi granulare (le sonorità
ottenibili sono un pó differenti dal GrainStates, forse più
semplici, ci danno unidea efficace delle sonorità classiche
di questo tipo di sintesi).
Per oggi è tutto, la prossima volta analizzeremo i Live Tools
e gli Effects, poi ci addentreremo negli oscuri meandri dei modules
e delle macros. Sono gradite opinioni e liste dei desideri
riguardo questo fantastico software: il Reaktor 4.
www.native-instruments.com
Alla prossima, Attilio De Simone
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