PSP audioware 608
26-02-2006
Seconda puntata dedicata ai plugin della polacca PSPaudioware.
Dopo esserci occupati di Nitro (potete leggere la recensione qui
http://www.xelenio.com/recensioni/psp-nitro) è il momento
di puntare i riflettori sul PSP 608 MultiDelay.

Come il nome suggerisce, PSP 608 è un'unità dedicata
ad effetti di eco/delay.
Ciò che in realtà lo caratterizza è l'estesa
capacità di modulazione che lo rende adatto, oltre che ad
un utilizzo più tradizionale come effetto, anche ad applicazioni
più sperimentali fino ad arrivare al puro sound design.
Prima di tutto leggiamo le caratteristiche, così come elencate
sul manuale:
- Fino a 8 secondi di delay per ogni canale
- Controllo continuo del tempo di delay (in millisecondi
e/o note quantizzate)
- Due modalità di utilizzo: Multidelay
(ogni canale ha il proprio buffer di feedback) e Multitap (Master
Feedback che opera su un canale scelto dall'utente)
- Ogni canale ha le proprie regolazioni per: guadagno,
stereo width e balance, delay time, filtraggio, modulazione, saturazione
e riverbero
- Ogni canale può scegliere il proprio
filtro: Low Pass, Band Pass, High Pass, PEAK filter and four Shelf
filters
- Sezione modulazione (LFO e envelope follower)
copre un range di ± 3 ottave, selezionabile per il cutoff
- Simulazione Tape Saturation (algoritmo proveniente
dai plugin di mastering della PSP)
- Filtro nei percorsi di feedback: LP, BP, HP
con regolazioni per cutoff e resonance
- Modulo riverbero vintage con simulazione algoritmo
plate e spring
- Supporto sample rate fino a 192 KHz
- Automazione da host e MIDI per tutti i parametri
del plugin
I minimi requisiti di sistema sono i seguenti:
Windows
- Processore Intel Celeron 1 GHz
- 256MB RAM
- Windows XP
- Applicazione audio compatibile DX, VST
o RTAS
Macintosh
- Processore PowerPC G4
- 512 RAM
- Mac OS X 10.2
- Applicazione audio compatibile AU, VST o RTAS
Il processo di autorizzazione del plugin è basato su inserimento
di Authorization Key (codice che si riceve per email dalla PSP all'acquisto).
Rapido e indolore. L'utilizzo di PSP 608 si articola attraverso
l'interazione tra le sue tre sezioni:
- MultiDisplay LCD
- Tap Section
- Master Feedback Section
MultiDisplay LCD

Il MultiDisplay ci tiene costantemente aggiornati su tutto quello
che sta accadendo o stiamo facendo. Infatti, oltre ad essere una
finestra colma di informazioni riguardanti le impostazioni, mostra
anche i controlli sottostanti il cursore del mouse (il display si
aggiorna quando muoviamo il mouse) oltre ovviamente ai valori numerici
che corrispondono alle variazioni di ogni singolo parametro.
E' organizzato in tre aree: Multidisplay, Tap Params e Modulation.
Multidisplay
Qui abbiamo innanzitutto l'indicatore di livello, che indica eventuali
clip di segnale e può funzionare in tre modalità:
in, out e comparative.
Segue la sezione MIDI Learn, per pilotare in tempo reale ogni parametro
attraverso una tastiera o controller MIDI.
L'assegnazione è immediata: si clicca su Learn, si muove
il potenziometro sul controller e si muove il potenziometro sul
plugin.
Fatto.
E' lo stesso procedimento usato anche su strumenti blasonati come
Stylus RMX.
Risulta molto divertente per esempio variare il feedback o il cutoff
del filtro o anche - perché no - il volume stesso dell'eco.
Comoda in questo caso la possibilità di conoscere anche quale
messaggio MIDI è già stato assegnato ad un parametro.
Basta cliccare su Learn, muovere il mouse sul potenziometro e, se
esiste qualche assegnazione, sul display comparirà "MIDI
CC# xx".
Poi c'è la zona dove specifichiamo come deve operare il timing
di PSP 608:
- TIME: il delay opera in millisecondi
- NOTE: il tempo di ritardo è espresso
in figure musicali (8th, 16th...) che fanno riferimento al tempo
specificato nel Master Tempo Setup (vedere avanti)
- SYNC: come NOTE, ma stavolta l'indicazione
del BPM viene comunicata dall'host. E' probabilmente questa la
modalità che si utilizzerà maggiormente, visto che
il plugin è in grado di sincronizzarsi anche a cambi di
tempo che avverranno all'interno del sequencer.
Qui abbiamo accesso anche ad alcune "utilities":
- Delay Zoom: consente di regolare il range degli
slider del delay in millisecondi o note e di effettuare lo zoom
orizzontale sul grafico quando abilitiamo il Graph Mode Display
(vedere avanti)
- Quantize Note: per quantizzare i valori di delay
a specifici valori musicali
- Master Tempo: indichiamo il tempo in BPM,
indispensabile quando si lavora col timing in modalità
NOTE. Abbiamo infatti visto che invece in SYNC il tempo è
comunicato dall'host
L'area termina con questa icona
che, una volta premuta, abilita il Graph Mode Display.

Qui abbiamo un comodissimo riscontro grafico della situazione,
con la visualizzazione dei Tap attivi, dei ritardi e di tutti gli
altri parametri passibili di modifica.

Tap Params

Questa zona è utile sia per vedere sia per modificare i
parametri del plugin sul display stesso, senza spostare il mouse
sui potenziometri più in basso.
Questo è uno di quei piccoli accorgimenti che in un primo
momento sembrano superflui e pretenziosi ma che successivamente
diventano fondamentali nel velocizzare il lavoro.
L'asse verticale cambia a seconda del parametro mostrato. Decibel
per il gain, percentuali per il feedback e così via.
Modulation

Per pilotare l'evoluzione nel tempo dei parametri PSP 608 mette
a disposizione un LFO e un envelope follower, vecchie conoscenze
che abbiamo già trattato nella recensione di Nitro. Questi
sono comuni a tutti i Tap che però possono accedervi individualmente.
Abbiamo quindi i consueti controlli di un LFO come l'attivazione
del sync, la scelta della forma d'onda la regolazione della fase.
Per quanto riguarda la regolazione della frequenza dell'LFO, cliccando
sulla label LFO FREQ e muovendo il mouse si modifica il rate in
millisecondi.

Le due frecce ai lati della suddetta label servono invece per specificare
il rate in notazione musicale con numeratore (freccia sinistra)
e denominatore (freccia destra).

Per l'envelope follower possiamo regolare il tempo di attack/release
(in millisecondi) e la sorgente a cui si aggancerà. Possiamo
scegliere tra il segnale di ingresso al plugin, il segnale di uscita
e gli otto output dei Tap.
Tap Section
Qui ci sono i controlli per tutte le otto linee di ritardo (chiamate
Tap) ed è probabilmente dove l'utente si troverà più
spesso a lavorare, a meno di essere un passivo navigatore di preset.

I controlli sono disposti in modo da seguire il più possibile
il flusso del segnale, che riportiamo qui sotto:

Da qui possiamo capire cosa entra nel feedback del canale (flusso
in rosso) e cosa va nel Master Feedback (flusso in blu).
E ora immaginiamo questo schema moltiplicato per otto! Notevole,
eh?
Analizzando in controlli per ogni Tap, troviamo:
- ON: switch on/off per accendere la linea di
ritardo. Con un click destro possiamo metterla anche in solo.
Questo è utile per capire al volo il contributo di un singolo
Tap in una patch magari abbastanza complessa
- FB: switch per attivare il feedback. Se oltretutto
stiamo lavorando in modalità MULTITAP, il pulsante FB determina
il Tap che sarà inviato alla sezione Master Feedback
- LNK: attraverso la funzione link possiamo collegare
più Tap in modo da modificare lo stesso parametro su più
linee di ritardo. La comodità di questa funzione è
poi arricchita da un paio di accorgimenti veramente utili come
la possibilità di variare più tempi di delay in
modo "relativo" piuttosto che "proporzionale"
(vedere il manuale per ulteriori dettagli)
- AMT: quantità (amount) di feedback
- POST: questo controllo funziona solo in modalità
Multidelay, dove possiamo scegliere se far rientrare il feedback
prima o dopo la sezione di processing (descritta avanti)
- GAIN: è il controllo del livello del
Tap. Diversificando il volume dei canali possiamo ottenere interessanti
effetti
- WIDTH: è possibile controllare l'apertura
del fronte stereo
- BAL: muove il segnale sul fronte stereo, spostando
il pan da destra a sinistra
- DELAY: qui modifichiamo il tempo di delay. Possiamo
variarlo in millisecondi oppure (se siamo nella modalità
NOTE) in figure musicali. Sono anche disponibili diversi accorgimenti
per rendere le regolazioni più precise
- FILTER ON: qui accediamo alla sezione filtro.
Ricordiamo che ciascuno degli otto canali ha il proprio filtro.
ON è lo switch per accenderlo
- TYPE: i tipi di filtro selezionabili sono otto,
tra cui low-pass, high-pass, band-pass, peak, compresa la modalità
shelving
- FREQ: è la frequenza di taglio (in inglese
cutoff) del filtro. Può essere anche controllata con l'LFO.
Quando optiamo per questa modulazione in valore di FREQ sarà
allora quello attorno al quale la frequenza di taglio oscillerà
- RESO: parametro che regola la risonanza del
filtro, con un'escursione di 24dB.
Per i filtri di tipo band-pass e peak (che non sono risonanti)
questo controllo serve a regolare la larghezza della banda di
intervento del filtro stesso
- GAIN: controlla il guadagno a valle del filtro.
Non ha effetto sui filtro low-pass e high-pass
- SRC: come anticipato prima, l'effetto del filtraggio
non è necessariamente statico, visto che possiamo anche
modularne l'azione nel tempo. Ricordandoci che stiamo sempre parlando
di un plugin - per quanto complesso - di delay, questo significa
che ogni eco/ripetizione, specialmente con feedback sostenuti,
può avere un colore diverso, con un tono in continuo movimento.
Questo permetterà di avere sia un delay "vivi"
caratterizzati da ripetizioni tutt'altro che meccaniche, sia dei
pattern ritmici estremamente dinamici e creativi. Detto questo,
con SRC (che sta per source) controlliamo l'azione delle due sorgenti
di modulazione, LFO ed envelope follower. SRC bilancia il controllo
della modulazione da parte dei suddetti: ruotando il potenziometro
tutto a sinistra la modulazione sul Tap è controllata esclusivamente
dall'LFO, ruotandolo tutto a destra c'è l'azione del solo
envelope follower.
Ogni posizione intermedia sarà descritta dal Display LCD
che riporterà le relative percentuali
- PHS: inverte la fase dei due LFO
- DEPTH: è la profondità (depth)
della modulazione, ovvero l'entità. Ricordandoci che stiamo
parlando di controlli che operano a livello di Tap, questo rappresenta
un'ulteriore possibilità di diversificare tra loro le otto
linee di ritardo
- DRIVE ON: qui accendiamo l'algoritmo di tape
saturation derivato direttamente dagli altri plugin della PSP.
Anche in questo caso il driver opera localmente sul Tap, quindi
ne abbiamo otto in totale
- PRE: possiamo scegliere l'ordine con cui operano
filtro e driver. Accendendo lo switch, il drive opera prima del
filtro
- DRV: è l'entità vera e propria
del drive. La progressiva saturazione (come nei vecchi nastri
magnetici) si manifesta con un crescente effetto di compressione
e non va confusa con l'aumento di volume se fosse invece il drive
di un'unità overdrive. C'è un grafico nel manuale
che illustra questo comportamento
- REVERB ON: switch per attivare la mandata effetti
- REV: dosa la mandata al riverbero. Questo settaggio
interagisce con l'amount (AMT) presente nella sezione Reverb globale
Master Feedback Section

Sotto gli otto Tap troviamo questa sezione nella quale possiamo
effettuare delle regolazioni globali rispetto al comportamento delle
singole linee di ritardo.
Nel piccolo display a sinistra cliccando selezioniamo la due modalità
di funzionamento principali di PSP 608: MULTIDELAY e MULTITAP.
Modalità MULTIDELAY

Ogni Tap ha il proprio canale di feedback, indipendentemente dagli
altri (flusso in rosso).
Tra questi è possibile selezionare quello che entrerà
nel Master Feedback (flusso in blu).
Modalità MULTITAP

C'è un unico buffer per tutti i Tap e il pulsante FB serve
per selezionare quale Tap sarà inviato al Master Feedback.
Seguono i controlli di Gain e Pan.
Attenzione: abbiamo controlli indipendenti per Pan Left e Pan Right.
Che significa questo?
Significa che possiamo panpottare separatamente i segnali provenienti
dai canali destro e sinistro.
Il manuale suggerisce di abbinare questa regolazione con quella
dei parametri Balance per ottenere interessanti effetti di stereofonia.
Anche il Master Feedback ha il proprio filtro (sei tipi disponibili)
con cutoff e risonanza regolabili, nonché sezioni di modulazione
e drive.
Chiude il pulsante panic, utile per spegnere tutto quando feedback
e loop non controllati sembrano prendere pericolosamente il sopravvento.
Cliccandoci sopra sia il Gain del Master Feedback sia gli otto Amount
nei Tap vanno immediatamente a zero.
Sezione Preset Bar

Qui possiamo gestire singoli preset e banchi attraverso i canonici
controlli load/save.
Cliccando sull'icona a destra del nome del program si aprirà
una finestra con tutti i preset per facilitare navigazione e selezione.
Chiudiamo la rassegna dei controlli tornando sulla parte superiore
dell'interfaccia, dove si trovano le sezioni Tap Pad e Reverb.
Sezione Tap Pad

Cliccando sul grande pulsante rotondo, questo si accende e inizia
a calcolare il tempo che intercorre tra i click. Può funzionare
in due modalità:
- Tap: il tempo che intercorre tra i click
setta il tempo di delay per il canale selezionato. Cliccando ulteriormente
andremo a settare il tempo per il canale successivo. Il limite
è quello del plugin stesso ovvero 8 secondi. Superando
questo valore provocheremo il reset del Delay Time
- Tempo: il tempo tra i click determina
il tempo del plugin. Continuando a cliccare andremo a raffinare
il calcolo. Questa modalità è valida in assenza
di sincronizzazione dettata dall'host
Sezione Reverb

L'unità si attiva cliccando sul bottone ON. Come detto all'inizio,
gli algoritmi sono due: spring e plate.
Due sono anche le modalità di funzionamento del riverbero:
- Tap: il riverbero è applicato ai canali
attraverso le singole mandate individuali. Possiamo in questo
modo avere una linea di delay completamente riverberata e una
no
- Out: il riverbero è applicato all'output
del plugin. In questa modalità, le mandate non hanno effetto
Il controllo DAMP controlla l'assorbimento delle alte frequenze
durante la riverberazione. In questo contesto determina anche la
lunghezza della coda stessa del riverbero.
AMT sta invece per amount e regola il bilanciamento dry/wet tra
segnale asciutto e riverberato. Questo vuol dire che l'entità
della riverberazione dipende da due parametri, ovvero AMT che opera
a livello globale e le singole mandate di canale (REV).
In uso
PSP 608 è un plugin a due facce. Su una c'è un delay
classico, tradizionale, forse nemmeno troppo diverso dalle dozzine
di effetti di delay presenti oggi sul mercato. Sull'altra però
c'è tutta una complessità che aspetta solo di essere
scoperta ed esplorata.
Del resto stiamo parlando di otto effetti di delay indipendenti,
con filtri e modulazioni. Gli algoritmi (soprattutto i filtri e
la saturazione) hanno il marchio PSP, eccellenti.
Per prendere pratica è consigliabile partire dai preset (per
esempio i comodi template chiamati *init --) e da lì aggiungere
canali, variare i filtri o magari controllare via MIDI qualche parametro.
Il materiale sonoro su cui può essere applicato è
praticamente tutto: pad e lead per ottenere maggiore profondità
e spazialità, loop su cui creare avvincenti giochi ritmici,
feedback infiniti e mai uguali, la voce stessa.
La sensazione che si ha lavorando con PSP 608 è quella di
uno strumento potente ma al tempo stesso che si adatta al contesto
in cui è inserito, dove le cose si faranno complicate solo
se e quando lo vogliamo noi.
Del resto, non appena la situazione sfugge di mano c'è sempre
il Panic a sistemare le cose.
Generi come l'elettronica in tutte le sue accezioni (fino al Dub)
possono trovare in questo effetto una vera e propria arma segreta
a livello sia timbrico sia ritmico.
Da provare.
Sito web: http://www.pspaudioware.com
Francesco Silvestri
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