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AAS Lounge Lizard EP-1
Il Lounge Lizard copre un buco nel mondo della computermusic.
Le softwares houses hanno creato simulazioni e repliche di molti strumenti
del passato, ma le repliche dei mitici pianoforti elettrici degli
anni '60/'70 erano ancora molto carenti. Pochi, infatti, sono stati
gli sviluppatori che si sono cimentati nella difficile impresa di
ricreare i circuiti dei Fender Rhodes o dei Wurlytzer, molto bene
ha fatto la Emagic con l'EVP88 simulazione di piano elettrico molto
efficace ma col grosso limite di poter girare solo sul Logic Audio
probabilmente una scelta di questo tipo è stata fatta per invogliare
i compucisti (neologismo da me creato che serve per indicare i musicisti
che usano il computer per produrre musica) ad usare l'accoppiata Logic
Audio EVP88. Un tentativo di soddisfare le esigenze di chi usa solo
Cubase o Nuendo è stato fatto sempre da Emagic con l'EVP73 che altro
non è che una riduzione in formato vsti dell'EVP88, con molte (forse
troppe) restrizioni tanto che questo vsti è passato pressoché inosservato
agli occhi del grande pubblico. La brava, nonché generosa, mda ci
ha offerto un mda-epiano freeware dalla concezione interessante, basato
su dei microcampionamenti di piano elettrico manipolati, ma che presenta
dei problemi proprio sulla qualità di questi campionamenti e sul loro
livello di volume che non mi è sembrato perfettamente omogeneo.
Infine la Big Tick ha presentato sul mercato un EP-PianoStation dalla
brutta interfaccia grafica e più adatto a simulare i piano elettrici
in FM che i classici analogici.
Dopo questi precedenti i compucisti fans dei pianoforti elettrici
si erano ormai rassegnati a non poter avere una simulazione decente
dei Fender a meno dell'acquisto di CD per campionatori o dell'accoppiata
LogicAudio-EVP88 (decisamente un pó troppo costosa per soddisfare
la voglia matta del Fender o del Wurlytzer).
A coprire questa "fame" di piani vintage che girassero su
piattaforma vst ci ha pensato la Applied Acoustics Systems che ha
realizzato il Lounge Lizard.

Già nota per l'interessante synth modulare Tassman la AAS ci presenta
un prodotto degno del suo nome e ci stupisce un bel pó.
LoungeLizard simula tutte le variabili che contribuiscono a creare
le sonorità dei pianoforti elettrici nati 30-40 anni fa. Esaminandone
la struttura si parte dai Mallet, cioè dal momento in cui il martelletto,
suonato dal tasto, tocca la corda e genera il suono: qui è possibile
intervenire sullo Stiffness (soft/hard e velocity) sul Noise (sul
rumore meccanico che si aggiunge al suono generato) sulla Force (Strength
e Velocity) ed infine sul decay (sulla durata del suono).
Il suono passa dal Fork che gestisce il Key Scaling (la variazione
armonica del suono che varia man mano che ci si sposta verso i toni
acuti dello strumento, il Decay, il volume ed il tune.

Infine è possibile gestire il posizionamento dei pick (che riprendono
il suono generato). C'è proprio tutto per simulare tutte le variabili
di questo tipo di pianoforti, a ciò si deve aggiungere una catena
completa di effetti: c'è un bell'AutoWah, un classico Phaser molto
caldo ed dal suono grossissimo, l'immancabile Tremolo (non esiste
suono di piano elettrico senza questo effetto) e un Delay buono
per tutte le occasioni. Alla fine di tutta questa catena troviamo
il "potenziometrone" del volume insieme ad un piccolo
equalizzatore (solo bass e treble).
Il test acustico mi dona una bellissima sensazione di grande risposta
dinamica dello strumento, se disponete di una master keyboard ad
88 tasti pesati sicuramente vi divertirete un bel pó con il Lounge
Lizard.
Le possibilità sonore offerte sono molte e riuscirete ad ottenere
tutte le sfumature desiderate dopo aver letto il comodo manuale
in formato pdf (solo in inglese, purtroppo noi Italiani siamo un
po' snobbati per ciò che concerne la localizzazione) che davvero
chiarisce in modo preciso il funzionamento di tutti i parametri
del LL e la sua mappatura midi.
I requisiti minimi partono da un Pentium III a 500 Mh e 32 MB di
RAM per i PC e un G3 con 32 MB di Ram per i Mac, anche se vi consiglio
di quadruplicare la Ram indicata come minima dalla AAS altrimenti
non riuscirete ad utilizzare al meglio soprattutto se suonate il
piano dal vivo e volete una polifonia di almeno 12 note. In Cubase
con un PIII 600 Mh e 256 Mb di Ram con una polifonia di 12 note
la performance raggiungeva il massimo del carico di CPU, ma considerata
la concezione dello strumento la cosa è prevedibile e giustificabile
dal grande numero di parametri che il programma deve gestire simultaneamente;
il programma ha girato correttamente su Win 98 Seconda edizione,
su Windows Millennium e sul nuovo Windows XP, quindi è compatibile
con tutti i SO operativi di casa Microsoft (non l'ho testato con
Win2000 ma visto che su XP giro non dovrebbero esserci problemi).È
tutto, anzi c'è tutto e questo tutto è facilmente gestibile grazie
all'unica schermata di cui dispone il Lounge Lizard, i preset di
cui è fornito il programma sono molto esplicativi e se non vi bastano
ascoltatevi l'mp3 da me relizzato
registrato dal vivo e senza sovraincisioni, un'atmosfera
notturna, classica colonna sonora per una serata particolare, in
cui siamo stati sedotti o abbiamo sedotto, in cui siamo stati affascinati
o abbiamo affascinato, insomma.... ascoltatevela!
Maggiori info: www.applied-acoustics.com
Attilio De Simone
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