|
FabFilter Twin
25-06-2006
Cliccando sul piccolo quadrato sotto Filter 2 accediamo a quello
che è chiamato "Interactive filter display".

E' una visualizzazione alternativa a quella con i controlli rotativi,
in cui attraverso la combinazione mouse+tastiera possiamo regolare
i filtri - anche contemporaneamente - e avere un riscontro visivo:
- usiamo il mouse per cambiare cutoff e risonanza di Filter 1
o Filter 2 (cliccando sulle due icone 1 o 2)
- regoliamo contemporaneamente i due filtri muovendo il pulsante
centrale. Lo stesso si può ottenere lavorando su un filtro
ma tenendo premuto ALT
- se rispetto a prima teniamo premuto anche CTRL (o Command su
Mac) regoleremo ancora i filtri contemporaneamente, ma stavolta
in direzione opposta
- clicchiamo sulle icone 1 o 2 tenendo premuto SHIFT per cambiare
pendenza, 12 o 24 dB/ottava
- clicchiamo sulle icone 1 o 2 tenendo premuto CTRL (o Command
su Mac) per scegliere la modalità, LP/HP/BP
Cosa dire in definitiva di questa sezione?
Quando si parla di musicalità del filtro, intendiamo la capacità
di mantenere un suono coerente lungo tutta l'escursione dei suoi
parametri, senza introdurre rumori, click o artefatti nelle regolazioni
più estreme.
E questo magari offrendo un'interfaccia chiara a chi - programmandolo
- è innanzitutto un musicista e non un ingegnere.
Da questo punto di vista allora FFT supera a pieni voti l'esame,
visto che le sue superbe prestazioni "soniche" sono veramente
a portata di mouse (o controller, ancor meglio), almeno per chi
ha la volontà di addentrarsi in questi splendidi e appaganti
meandri.
Tutta questa potenza però rischia di essere sfruttata solo
a metà se non si riesce a pilotare nel tempo questi elementi,
padroneggiando l'espressività di cui dispone questo strumento.
Andiamo a parlare quindi di modulazione, iniziando con la sezione
dei generatori di inviluppo.

FFT ha tre generatori di inviluppo per voce.
EG main controlla l'inviluppo del volume, oltre che a costituire
a sua volta una sorgente di modulazione.
E' nel tipico formato ADSR, ovvero Attack, Decay, Sustain e Release.
I range dichiarati sono i seguenti:
- Attack - [1 millisecondo : 18 secondi]
- Decay - [50 millisecondi : 21 secondi]
- Release - [6 millisecondi : 23 secondi]
Ci sono ulteriori differenze tra EG main e la coppia EG 1-2.
Il primo presenta anche la regolazione del parametro Hold, mentre
EG 1 e EG 2 hanno il Delay (il tempo che intercorre prima che l'inviluppo
entri in gioco) e lo switch per invertirne l'offset.
A sinistra dei generatori di inviluppo c'è la sezione LFO.

FFT ne mette a disposizione tre.
Possiamo scegliere la forma d'onda tra triangolare, quadrata, sinusoidale,
"random-triangle" e sample&hold. Una seconda regolazione
riguarda la simmetria della forma d'onda attraverso il potenziometro
chiamato Balance.
Sopra il selettore della forma d'onda c'è quello che controlla
la sincronizzazione. Mettendolo in prima posizione (icona del lucchetto)
disabilitiamo la sincronizzazione via Host e la frequenza del LFO
è specificata in termini assoluti, cioè in hertz.
Spostando il selettore in seconda posizione, abilitiamo la sincronizzazione.
Ce ne accorgiamo perché contemporaneamente il potenziometro
FREQ cambia scala, passando da 0-10 a una serie di figure ritmiche.
E' possibile così specificare la velocità dell'LFO
da un minimo di 16 battute (è la velocità più
lenta, significa che l'oscillatore a bassa frequenza copre un ciclo
ogni sedici battute) a un massimo di 1/64 di battuta.
Le ultime due posizioni del selettore permettono di specificare
valori ritmici rispettivamente "con punto" (dotted) e
terzinati. La frequenza scelta sarà allora una volta e mezza
quella nominale (seconda posizione) o due terzi.
Infine, il pulsante che raffigura una porta MIDI permette di resettare
la corsa dell'LFO ad ogni nuovo evento di note-on, esattamente quanto
detto per il Phase Sync degli oscillatori.
A questo punto, introdotti i principali segnali di controllo, possiamo
vedere come la modulazione è gestita in questo strumento.
FFT introduce un originale sistema basato sul drag&drop per
gestire i collegamenti tra segnale sorgente di modulazione e parametro
da modulare.
Supponiamo di voler modulare il cutoff di Filter 1 con l'inviluppo
generato da EG 2.
Clicchiamo sull'icona a forma di mirino di EG 2. Tutta l'interfaccia
di FFT diventa scura, lasciando evidenziati i potenziometri di tutti
i parametri modulabili.

Appena iniziamo a trascinare l'icona vedremo due linee.
La prima va dall'icona su cui abbiamo cliccato all'etichetta chiamata
<source> del primo slot di modulazione libero. La seconda
linea va dall'etichetta chiamata <target> al cursore del nostro
mouse.

Ora trasciniamo il cursore sul potenziometro che vogliamo modulare
(la seconda linea segue il movimento del mouse) portandolo sul cutoff
di Filter 1.

Ecco fatto. Abbiamo appena impostato una modulazione. Ora non resta
che dosarne la profondità attraverso l'apposito potenziometro.
Quali sono i segnali che possiamo usare come sorgenti di modulazione?
Abbiamo:
- LFO 1, 2 e 3
- EG Main, EG 1 e EG 2
- Velocity
- Keyboard track
- Modulation wheel
- Pitch bend
- Aftertouch
Per controllare se un segnale è già impegnato a modulare
qualcosa, con un doppio click l'interfaccia diventerà scura
evidenziando con i famosi segmenti tutte le eventuali modulazioni
esistenti.
Muovendo il mouse, l'interfaccia tornerà nella sua visualizzazione
ordinaria.
Pagina 1
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
|