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FabFilter Twin
25-06-2006
Le forme d'onda selezionabili sono tre: triangle, sawtooth e square.
Per quest'ultima possiamo variare anche la larghezza dell'impulso
(il famoso pulse width) e renderla anche destinazione della modulazione,
un classico nel lessico analogico.
L'assenza di una sinusoide come quarta forma d'onda si fa un po'
sentire. Certo, partendo da una triangolare e lavorando un po' con
il filtro si può ottenere un risultato simile, ma un'aggiunta
di questo tipo sarebbe stata senz'altro apprezzata. Speriamo di
essere accontentati in un futuro upgrade.
Il piccolo pulsante che raffigura una porta MIDI abilita il Phase
Sync.
In questo modo l'oscillatore resetta la sua fase ogni volta che
premiamo un tasto sulla tastiera e produciamo quindi un evento di
note-on.
Come sottolinea il manuale, ciò è utile con patch
di tipo percussivo che hanno un attacco immediato e un decay rapido.
Per tutte le altre applicazioni, è consigliabile lasciarlo
disattivato.
Il potenziometro chiamato Sync è responsabile del famigerato
effetto hard-sync, di gloriosa e ottantiana memoria. Quello che
succede per valori maggiori di 1 è una sempre maggiore compressione
dei cicli (il manuale usa il termine "squeeze") da parte
dell'oscillatore che aggiunge progressivamente armonici e conferisce
al suono una caratteristica metallica.
Anche questo effetto per essere apprezzato va reso dinamico, attraverso
opportuna modulazione. Sfido chiunque dopo a non riconoscerlo!
Sulla parte sinistra troviamo il generatore di rumore con regolazioni
di pan e volume.
Un selettore serve a scegliere il tipo di rumore tra bianco e rosa.
A differenza del rumore bianco - la cui potenza non varia lungo
tutto lo spettro - il rumore rosa è caratterizzato dalla
maggiore potenza delle componenti a bassa frequenza. Questo comportamento
riflette quello dell'orecchio umano, tanto è vero che il
rumore rosa si utilizza come segnale per calibrare strumenti, casse,
equalizzatori ecc. Per maggiori approfondimenti: http://en.wikipedia.org/wiki/White_noise
Chiudiamo questa sezione con il Portamento. Il potenziometro serve
a regolare il glide che accompagnerà la transizione da una
nota all'altra.
Con l'apposito comando possiamo scegliere tra le due modalità
HL e LE.
HL sta per High/Low e corrisponde al portamento classico, in cui
il glide si otterrà sempre, alla pressione di qualsiasi tasto.
LE invece è il portamento "legato" (in inglese
spesso è detto fingered), in cui la prima nota suonata non
è affetta da glide che interverrà solo per le successive.
Attenzione: l'implementazione di FFT del portamento è polifonica!
Questo permette di suonare accordi in cui ciascuna voce ha il suo
glide. Con i pad e la giusta dose si ottengono effetti molto suggestivi.
Veniamo ora al cuore dello strumento, la sua vera arma in più.
I filtri.
Già disponendo di un'ottima base (l'esperienza maturata con
FabFilter One), gli abili sviluppatori olandesi qui hanno dato il
meglio, seguendo una modellazione senza compromessi per evitare
ogni tipo di artefatto sonoro e raggiungere la più completa
flessibilità.

I filtri sono due, multimodo e del tutto indipendenti. E' possibile
dunque configurarli in tre modalità: Serial, Parallel e Per
Oscillator.
Serial: Filter 1 processa l'insieme dei generatori (la coppia di
oscillatori e la sorgente di rumore) per poi passare l'output a
Filter 2.
Parallel: il processing avviene in parallelo. Ciascun filtro elabora
i due oscillatori ed il rumore per conto proprio. I due output possono
essere mixati a piacere.

Per Oscillator: simile a Parallel, ma in questo caso Filter 1 processa
solo Oscillator 1 e Noise, mentre Filter 2 processa solo Oscillator2
e Noise.

Per ogni filtro possiamo regolare il valore della frequenza di
taglio (l'immancabile cutoff).
Essendo ciascun filtro stereo, possiamo anche variare l'offset del
taglio tra i canali destro e sinistro muovendo la corona: ruotandola
on senso anti-orario diminuiremo il cutoff del canale sinistro e
aumenteremo contemporaneamente il cutoff del canale destro. Risultato
ovviamente opposto ruotando in senso orario.
Dato oltretutto che questo parametro si può modulare, si
possono ottenere dei giochi stereo davvero interessanti.
Anche qui, come nel caso degli oscillatori, un filtro può
essere disattivato tramite l'apposito pulsante, diminuendo il peso
sul processore.
Peak è qui il termine che indica la risonanza (laddove altri
celebri analogici usano come sinonimo "emphasis"). Qui
a seconda delle regolazioni l'effetto varia da una leggera accentuazione
attorno alla frequenza di taglio durante uno sweep fino alla cattiveria
assoluta, visto che ad un certo punto il filtro inizia ad auto-oscillare
e possiamo farlo letteralmente urlare.
Non c'è che dire, un comportamento veramente impressionante
che invito tutti voi a provare.
I filtri sono multimodo. Possono lavorare come passa-basso, passa-alto
e passa-banda (rispettivamente LP, HP e BP) e con pendenza selezionabile
tra 12 dB/ottava e 24 dB/ottava.
Un menu a tendina consente di selezionare la caratteristica del
filtro.
FFT ne mette a disposizione sei (tre sono state aggiunte con l'upgrade
alla v1.1).

FabFilter One come è facile immaginare è il filtro
presente nel precedente synth. Il manuale lo indica come ideale
per un uso generico. Gli estremi della famiglia sono rappresentati
da Gentle ("smooth-sounding") e Raw ("extreme, lots
of overdrive").
Praticamente abbiamo un ulteriore grado di libertà, oltre
alla coppia cutoff/resonance, che dona al suono qualcosa che - retorica
a parte - può essere riassunto con un unico termine: personalità.
Per comprendere le sfumature tra le caratteristiche è utile
selezionare una patch che prevede un movimento del filtro, per esempio
uno sweep controllato da un inviluppo, aggiungere un po' di risonanza
e via via passare in rassegna Gentle, Raw, Tube ecc
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