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FabFilter Twin
25-06-2006

Un paio di anni fa una piccola realtà olandese chiamata
FabFilter comparve dal nulla proponendo un sintetizzatore che portava
lo stesso nome e dall'architettura non certo rivoluzionaria.

L'intento però era chiaro. Proporre l'ennesimo Virtual Analog,
la "solita" catena oscillatore>filtro>amplificatore,
ma stavolta con una cura maniacale per gli elementi base, soprattutto
lo stadio di generazione ed il modello del filtro.
Del resto, se hai deciso di chiamarti letteralmente "Filtro
Favoloso", significa che quel nome è anche la tua missione,
no?
FabFilter One è stato accolto bene dalla critica. "Il
filtro nativo migliore sul mercato - in parecchi hanno detto - assieme
a quelli del team GForce (per chi conosce quelle bestioline chiamate
impOSCar e Minimonsta:Melohman
)".
Però è anche vero che FabFilter One è piuttosto
limitato: scelte ridotte al minimo per oscillatore e filtro, poche
possibilità di modulazione. Per quanto si comporti egregiamente
come basso synth e in parte come lead, altre applicazioni timbriche
gli sono precluse.
Ed era un peccato, perché con quel suono chissà quali
altre timbriche - magari più complesse, da autentico polysynth
- sarebbero possibili
Ragionando a posteriori, potremmo pensare che forse FabFilter One
è stato anche un banco di prova, un prototipo con il quale
gli sviluppatori hanno sperimentato alcune funzionalità prima
di implementare l'intera visione in un progetto più ambizioso.
Questo percorso di consolidamento del know-how trova conferma anche
nel successivo progetto, un effetto chiamato Volcano, che esplora
ulteriori possibilità di filtraggio e si colloca in una nicchia
di mercato piena di competizione (Antares Filter, PSP Nitro, Ohmforce
Quad Frohmage, Basement Arts Frantic Filter
).

Dopo questa premessa, andiamo oggi ad analizzare FabFilter Twin,
d'ora in poi abbreviato in FFT.
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