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Creamware Noah, l'ultima frontiera
17-06-2005

Proviamo ad immaginare l'impossibile, cioè un modulo flessibile
in grado di ricoprire qualsiasi funzione:
uno strumento virtuale, un effetto qualsiasi, un preamplificatore
per chitarra, un sequencer, un arpeggiatore, un vocoder, e
una scheda audio ( ! ).
Se pensate che un prodotto del genere non esista vi sbagliate di
grosso. Visto che già da tempo è disponibile sul mercato
un modulo hardware molto particolare e che ora è stato aggiornato
alla versione EX: il Noah della Creamware.
Di cosa si tratta
Noah è uno strumento hardware ad architettura aperta in grado
di svolgere svariati compiti. Grazie alla tecnologia a DSP, Noah
non ha bisogno di alcun computer per poter lavorare con alcuni strumenti
virtuali presenti nel pacchetto. In pratica Noah lavora con gli
strumenti virtuali calcolando gli algoritmi in tempo reale come
un computer, con il grande vantaggio di essere affidabile come uno
strumento hardware (non si rischiano blocchi di sistema o conflitti
hardware dato che non c'è sistema operativo e che l'unico
hardware presente è proprio Noah).
Questa grande caratteristica fa sì che Noah sia lo strumento
ideale per il professionista abituato a suonare molto dal vivo,
che ha bisogno di una serie di suoni di alta qualità, ma
che non si arrischia ad usare dal vivo il computer (per i problemi
sopraelencati).
Naturalmente, Noah può essere anche collegato ad un computer
(via USB 2.0) e in tal modo può interagire con esso.
Con il computer, Noah può essere utilizzato in due modalità:
- Il computer viene sfruttato come punto di "appoggio"
per Noah, per cui tramite il computer vengono caricati gli strumenti
da usarsi, programmati i banchi sonori, attivati gli effetti e
gestita la performance.
- Noah può fungere da scheda audio (via USB 2.0) visto
che dispone di convertitori audio (in grado di lavorare fino a
32 bit) e di driver ASIO, in tal modo tutta la performance del
computer (sequencing, ecc.) è basata sul lavoro del Noah.
Come possiamo notare da questi primi accenni, Noah, può
andare incontro alle esigenze di qualsiasi musicista.
Andiamo ad analizzare tutto quello che è possibile fare con
il Noah.
Cominciamo col dire che Noah può lavorare in due modalità:
single (in questo caso può essere caricato un solo strumento
alla volta), multi (si possono attivare fino a quattro strumenti).
Lanciando il software di gestione, ci troveremo di fronte ad una
schermata a struttura a catena molto familiare agli utenti della
Creamware.

Alla base della catena c'è il Mixer, il quale gestisce
il flusso di segnale audio presente nel modulo.

Il numero di canali presenti varia a seconda della modalità
in cui si opera.
Abbiamo da uno a quattro canali destinati ai moduli sintetizzatori,
un canale destinato agli ingressi analogici del modulo e un canale
destinato al segnale proveniente dalla porta USB (in questo modo
possiamo analizzare il segnale audio proveniente dal computer collegato
via USB).
Per ogni canale è possibile gestire il livello di volume
e il pan, gestire i preset dei moduli, attivare gli effetti (sarà
quindi possibili attivare i celebri effetti della CreamWare anche
sui suoni provenienti dal computer, ad es. su un loop o su un synth
virtuale) e stabilire la quantità di il chorus, delay e riverbero
da attivare sulle tracce (questi tre effetti sono presenti solo
in modalità send).
A destra della catena abbiamo le uscite audio del modulo, tali uscite
possono essere indirizzare agli output analogici, agli output ADAT
o agli out USB (nel caso in cui vogliamo utilizzare Noah come una
scheda audio potremo indirizzare il suono dei moduli, o dei segnali
audio esterni ad un sequencer lanciato nel computer). Anche per
le uscite audio è possibile interire due effetti in insert
e gestire il chorus, il delay il riverbero in send.
Continua >>>>
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