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L'ultimo
appuntamento con lo STORM avrà come argomento la gestione della
sezione effetti.
Innanzitutto è bene precisare che non è possibile gestire più
di tre effetti all'interno dello STUDIO.Gli effetti
trascinati all'interno dello STUDIO prenderanno il nome di A
(per l'effetto più in alto), di B (per quello al centro) e di
C (per quello in basso). Per assegnare un effetto
ad un modulo sintetizzatore dobbiamo andare a destra di quest'ultimo
e troveremo una sezione denominata FX Send, qui potremo gestire
gli effetti. Il comando dry ci consentirà di quantificare la
percentuale di intervento di tutti gli effetti sul suono naturale
del synth (più alta sarà questa percentuale maggiormente sarà
modificato il suono del modulo). In basso al potenziometro dry,
troviamo i potenziometri a, b, c: ognuno di essi regolerà uno
dei tre effetti (più a destra saranno i potenziometri, maggiormente
gli effetti interverranno sul suono). Oltre a questa
semplice operazione possiamo fare in modo anche che gli effetti
vadano ad interagire tra di loro, possiamo, cioè, assegnare
uno degli effetti ad un altro generando così delle sonorità
sempre nuove (es.: possiamo assegnare al distorsoreil chorus in modo da allargare ulteriormente il suono),
gli effetti possono essere assegnati ad altri effetti nello
stesso modo con cui si assegnano ai moduli sintetizzatori.
Analisi degli
effetti
1 - Chorus
Il primo effetto è un semplice chorus (che
"ingrandisce" i suoni creando quelle tipiche sonorità di due
o più musicisti che suonano all'unisono). I controlli gestibili
sono la velocità di modulazione del chorus (Speed), l'intensità
dell'intervento del chorus (Width) e il rientro dell'effetto
in sé stesso (FeedB o FeedBack).
2 - Distorsion
Questo effetto si usa per rendere più aggressive
le sonorità poiché il distorsore arricchisce, di solito, i suoni
in modo tale da "squadrare" le forme l'onda. Abbiamo un unico
comando, quello per la quantità di distorsione (Drive) oltre
a due oscilloscopi che ci fanno vedere (in tempo reale) il suono
prima di essere effettato e "dopo il trattamento".
3 - DUAL DELAYS
Un semplice delay stereofonico ci sarà senz'altro
molto utile. I due piccoli schermi digitali (con numeri che
vanno dall'uno al dodici) servono a stabilire la velocità di
ripetizione del delay, in sincrono col bpm midi, più basso sarà
il numero più veloci saranno le ripetizioni del delay. I controlli
LFB, RLFB, LRFE e RFB servono per gestire il numero delle ripetizioni
per ciascun canale stereofonico (la sezione a sinistra per il
canale sinistro e quella a destra per il canale destro).
4 - Flanger
Per questo effetto da "dito sul nastro" troviamo
i controlli per la velocità di modulazione (frontalino digitale
con numeri da 4 -modulazione più veloce- a 12 -modulazione più
lenta) , per l'intensità (Width) e per il rientro (FeedB).
5 - LPFilter
Questo filtro passa basso contiene solo
i controlli del Cutoff (per stabilire la frequenza al di là
della quale il suono sarà tagliato) e quello della risonanza
(Res) per enfatizzare la frequenza in cui il suono viene tagliato.
Anche qui troviamo uno spettroscopio che ci servirà per vedere
in che modo sta lavorando il filtro. Il filtro lavora bene,
anche se si avverte la mancanza dell'inviluppo e dell'LFO.
6 - Reverb
Un riverbero niente male, con i comandi
di decadimento (Decay), di diffusione (Diffuse), di dimensione
della stanza (nel pannellino a caratteri digitali possiamo selezionare
il tipo di stanza che ci interessa) e di colore del riverbero
(movendoci col mouse sul grafico).
7 - Ring Mod
Un ring modulator molto efficace per "incattivire"
i suoni. Sono presenti i comandi di intensità (Width) e di velocità
dell'effetto (Speed).
8 - Seq Filter
Uno step filter a 16 battute ci servirà,
invece, per assegnare livelli diversi di filtraggio per ogni
passaggio del brano. Il sequencer gestisce il Cutoff mentre
alla risonanza possiamo assegnare un unico valore che resterà
fisso.
Sequencer
Il sequencer generale dello STORM è molto semplice da usare,
esso si trova in altro a sinistra. In alto abbiamo i comandi
di Play, Stop e Rec, subito dopo abbiamo il tempo (variabile
da 20 bpm a 400 bpm) e poi lo schermo che ci dice in quale
posizione del brano ci troviamo e su quale battuta. Troviamo
poi il pulsante Loop che ci servirà per mettere in loop alcune
sezioni del brano che vogliamo studiare con calma (movendo
la barra che si trova al di sopra del sequencer) e quello
denominato color, che ci aiuterà a riconoscere visivamente
le diverse sezioni del brano. Il suo utilizzo in fase di registrazione
è molto semplice: dopo che abbiamo programmato i moduli (registrando
i vari patterns) selezioniamo con la barra arancione al di
sopra del sequencer
il numero di battute che vogliamo registrare, impostiamo il
colore per quelle battute, selezioniamo il tasto Rec e facciamo
partire il Play; a questo punto il sequencer registrerà tutte
le sequenze dei patterns che richiameremo in tempo reale insieme
a tutte le variazioni dei parametri dei moduli e degli effetti.Per
il modulo Kepler vi rimando a quanto già scritto nel tutorial
dell'Equinoxe.Per quanto concerne lo STORM, il simpatico
e semplice (oltre che potente) sequencer della ARTURIA, è tutto.
Spero che questi tutorials vi siano serviti ad approfondire
le vostre conoscenze e a facilitarvi la vita nella gestione
dello STORM.
Se avete domande da porci su questo strumento non avete altro
da fare che scrivere, riceverete senz'altro una risposta. Il
prossimo appuntamento è con una serie di tutorials dedicati
al sequencer ORION PLATINUM e che si è completamento rinnovato
da quando ha cambiato casa produttrice, la SYNAPSE Audio Software. Attilio
De Simone