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Arturia STORM parte II
Salve e bentornati dalle vacanze. Riapriamo la sezione dedicata
ai tutorials per lo STORM (della Arturia), l'applicazione realizzata
per le persone che cercano un programma in grado di arrivare ad
un prodotto musicale completo in modo molto semplice. In questa
puntata mi dedicherò ad illustrarvi le caratteristiche dei due moduli:
Arsenic ed Equinoxe.
Premessa
Per attivare i synth nella sezione STUDIO vi rimando a quanto già
scritto nel tutorial dell'Orpheus.
Cosa sono?
Arsenic ed Equinoxe sono due moduli sintetizzatori che ricoprono
entrambi la stessa funzione: simulare le sonorità del synth Roland
TB303 (il synth che ha dato il via al genere House nella seconda
metà degli anni '80). Entrambi i synth utilizzano lo stesso motore
sonoro (sia per la generazione degli oscillatori che per la sezione
di filtraggio), l'unica differenza consiste nel fatto che l'Arsenic
lavora con tre oscillatori raggiungendo una polifonia di tre note
(che ci può essere utile per la costruzione di strutture armoniche
più complesse).
Analizziamo le caratteristiche di questi due synth.
ARSENIC
Arsenic è il synth che maggiormente si avvicina, per concezione
e sonorità, al TB303 tanto che ne può essere definito un vero e
proprio clone. La sua struttura è identica a quella del suo nobile
"avo analogico", sul synth sono disponibili una sezione
inviluppo molto semplice, sono presenti solo l'attacco (A) e il
decadimento (D) (tale sezione è presente due volte, la prima volta
gestisce l'inviluppo del Volume la seconda l'inviluppo del filtro),
una sezione dedicata al filtraggio con controlli di Frequency (F
ossia Cutoff), Resonance (R) e Modulation (M) (ovviamente la sezione
dedicata al filtraggio del suono è quella che riesce a personalizzare
maggiormente le sonorità), l'ultima sezione si occupa del Width
ed ha il compito di arricchire armonicamente il suono generato.
Accanto al Width possiamo scegliere la forma d'onda (triangolare
o quadra) clickando direttamente sul riquadro in cui è raffigurato
graficamente il tipo di onda generata dall'oscillatore virtuale.
Per suonare l'Arsenic basta selezionare le note sulla tastierina
del sequencer a 16 step, in alto selezioniamo lo step
che ci interessa poi possiamo clickare sulla nota che vogliamo
sia riprodotta; per ogni step possiamo inoltre stabilire la dinamica
e l'accento.
Ultima parte da analizzare è il pattern sequencer
che si trova a sinistra del synth, il suo utilizzo è molto semplice:
dopo aver scritto una sequenza nello step sequencer, possiamo assegnarla
ad un pattern in modo da poterla avere "conservata" e
possiamo richiamarla quando vogliamo, i patterns possono essere
memorizzati in 4 sezioni (dalla A alla D) e per ogni sezione abbiamo
delle "sottosezioni" numerate dall`1 al 4, ogni "sottosezione
può gestire un massimo di 4 sequenze. In tutto Arsenic è in grado
di memorizzare 64 sequenze. La melodia può essere variata di range
lungo 4 ottave (a sinistra vicino allo step sequencer), attivando
il numero 1 otteniamo le sonorità più gravi mentre salendo a 4 il
registro sonoro sarà il più acuto.
EQUINOXE
Per Equinoxe vale sostanzialmente quanto accennato per l'Arsenic circa
la sua struttura, gli inviluppi (sezione di attacco -A- e decadimento
-D- per il filtro e Decadimento -D- e rilascio -R- per il volume),
i filtri e gli oscillatori sono gli stessi, in questo caso, però,
abbiamo a disposizione ben tre oscillatori (con forme d'onda a scelta
tra triangolare e quadra). Anche il Pattern sequencer è identico a
quello dell'Arsenic, mentre differenze sostanziali si trovano per
lo step sequencer.
In questo caso più che di uno step sequencer credo sia più opportuno
parlare di una griglia suddivisa in 16 settori, per ogni settore abbiamo
tre note (che possono essere distanziate le une dalle altre a piacimento
e di cui si può variare la durata semplicemente trascinando col mouse
le note). A destra del sequencer possiamo variare il range degli accordi.
Nota bene: l'altezza delle note dell'Equinoxe non può essere variata
all'interno del suo sequencer ma attraverso il modulo Kepler (in alto
a destra subito dopo il sequencer che gestisce tutti i moduli) che
si occupa di gestire la struttura armonica del brano, il Kepler segnala
le tonalità del brano ogni mezza battuta (gli step non sono 16 ma
8). Tale modulo verrà analizzato in seguito, per ora mi limito a dire
che per assegnare un determinato accordo (maggiore o minore) ad uno
step nel sequencer dell'Equinoxe basta selezionare quell'accordo nel
Kepler allo stesso step dell'Equinoxe. Es: se vogliamo che le tre
note dello step 1 nell'Equinoxe ci suoniano un Mi maggiore assegniamo
allo step 1 del Kepler il Mi maggiore
(nel Kepler i pallini grandi in "pseudo-azzurro" corrispondono
agli accordi maggiori mentre quelli piccoli in grigio corrispondono
agli accordi minori).
Per ora è tutto, vi saluto e vi ricordo di stare sempre sintonizzati
su Xelenio perché le novità che vi aspettano saranno sorprendenti.
Attilio De Simone
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