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Arturia STORM
STORM è un ambiente operativo entro il quale è possibile creare
musica e portare a termine una produzione audio completa. La sua
concezione è modulare, ci sono a disposizione vari moduli i quali
possono essere inseriti e disinseriti all'interno del setup di una
nostra composizione.
In STORM ci sono due schermate: nella prima, denominata Studio Builder,
gestiamo il setup, configuriamo l'audio, il midi in/out e scegliamo
i moduli che vogliamo utilizzare in una nostra disposizione; nella
seconda, denominata Studio, entriamo nel sequencer vero e proprio
e lì gestiamo il sequencer e i moduli che abbiamo attivato.


Da questo punto di vista è probabile fare un paragone con Reason
in quanto l'idea di base è pressoché la stessa: contenere in un'unica
schermata tutto un sistema completo per l'audio. Come già detto
dopo aver registrato e configurato opportunamente STORM, sempre
nella prima schermata scegliamo i moduli che vogliamo utilizzare,
abbiamo a nostra disposizione due categorie di moduli: alla nostra
sinistra ci sono i sintetizzatori, le drum machine e lo scratcher,
mentre a destra troviamo una catena di effetti.
Analizziamo innanzitutto, uno per uno, i moduli generatori che
abbiamo a destra.
- Orpheus: il synth più complesso ed articolato, un polifonico
a 16 voci con 2 oscillatori forniti di una ricca wavetable, due
inviluppi classici (ADSR), due LFO che possono essere assegnati
per modulare diverse sezioni del synth e un filtro a 4 poli e
con possibilità di selezionare il tipo di filtro (LP, BP, HP e
Notch). Una possibilità interessante in Orpheus è data da un controller
gestibile dal mouse col quale possiamo creare degli interessanti
effetti di morphing sulla struttura della forme d'onda. Le note
possono essere registrate in tempo reale tramite una master keyboard
oppure inserendole col mouse nel piano roll che si trova nella
parte superiore del synth dove gestiamo gli eventi di nota e non
(velocity, cutoff, resonance, inviluppi, ecc.). Le possibilità
sonore offerte da Orpheus sono molto ampie e i suoni generati
sono sempre molto caldi e convincenti.
- Arsenic: semplicissimo synth creato ispirandosi al Roland
303 (le cui sonorità sono ormai parte della "grammatica"
musicale), quindi troviamo quelle semplici caratteristiche del
synth che Arsenic ha clonato: forme d'onda square e saw, inviluppo
AD, filtro LP con cutoff e resonance. Qui tutti gli eventi sono
controllabili tramite una tastierina a tre ottave. Equinoxe: non
c'è molto da dire in quanto tale modulo è un Arsenic a tre oscillatori
(e polifonia di 3 note).
- Bass52: modulo che genera un suono di basso elettrico
con controlli di Vibrato e Attack/Decay del filtro. Per questo
strumento la programmazione avviene col piano roll (come in Orpheus).
Tsunami: il synth il questo caso genera dei suoni percussivi (tramite
dei generatori di noise e sinusoidali), i parametri gestibili
sono l'inviluppo (AD), il filtro(LP), il volume ed il Panpot.
- Drum Machine: possiamo scegliere tra 4 tipi di moduli
destinati a vari tipi di sonorità (a differenza di Tsunami i vari
tipi di colpi non sono generati ma campionati). Meteor per suoni
duri, Hork per le percussioni che sono a corredo dei set di drums,
Puma per percussioni molto dure ed elettroniche e Psion per le
percussioni classiche (congas, shaker, ecc.).
- Scratch: forse il modulo più interessante ed innovativo,
qui abbiamo due piatti da deejay a cui possiamo assegnare delle
tracce audio (è supportato anche il formato mp3) per "scratcharle"
col mouse. Se imparate ad utilizzare bene il mouse vi toglierete
molte soddisfazioni e se siete soliti ingaggiare qualche deejay
per arricchire le vostre composizioni, risparmierete un bel po'
di soldi. Eztrack: ci permette di registrare dall'esterno delle
tracce audio (questo modulo è molto importante perchè possiamo
arricchire i nostri brani con una voce, una chitarra o un percussionista
che suona in sincrono col nostro brano ad es.). In Reason la mancanza
di un modulo di questo tipo si fa sentire molto. La frequenza
massima a cui possiamo registrare le nostre tracce è di 44.1 KHz
per 16 bit.
- H3Oplus: sequencer a quattro tracce in sui possiamo importare
i nostri samples, è possibile anche variare la dimensione delle
tracce per meglio adattarle al bpm del brano.
Sempre nello Studio Builder, a sinistra, troviamo una serie completa
di effetti, vediamoli:
- Reverb: effetto di simulazione ambientale dona calore
e colore ai suoni più freddi.
- Chorus: con comandi di Speed, Width e Feedback
- SeqFilter: filtro passabanda
- Altri effetti con sonorità e comandi standard: Distortion,
LPFilter, DualDelays, Flanger, RingModulator.
Bisogna segnalare che l'ambiente STORM è sempre in espansione ed
è possibile scaricare dal sito Arturia i nuovi moduli ed effetti
che vengono sviluppati (ovviamente dopo aver ottenuto la chiave
di registrazione).
Per attivare i moduli e gli effetti dallo Studio Builder basta trascinarli
col mouse verso lo Studio visto in miniatura, poi tramite il pulsante
Start entreremo nello studio vero e proprio (da qui non è possibile
inserire nuovi moduli). Qui tutto il sistema di riproduzione/registrazione
(anche dei comandi non nota) è gestito dal sequencer. Il sequencer
ha 5 tracce, di cui una gestisce gli effetti mentre le altre quattro
pilotano i 4 moduli importabili.


Nello Studio in altro a destra troviamo il Kepler Module che ci
permette di stabilire la struttura armonica dei nostri brani, con
intervalli di mezza battuta. In basso a sinistra troviamo il mixer
che gestisce le 4 tracce, più il Master Volume. L'arsenale sonoro
di STORM è molto ampio ed è arricchito da una libreria in mp3 piena
di atmosfere musicali molto varie (da loops di vari stili a rumori,
da effetti d'ambientazione a quartetti d'archi).
In conclusione
Mi sembra che questo software sia particolarmente indicato per
tutti quei musicisti che amano la praticità e la semplicità operativa,
e per quei ragazzi che si dirigono per la prima volta verso il mondo
dell'informatica musicale ed hanno bisogno di qualcosa di semplice,
ma al tempo stesso di efficace ed in grado di soddisfare le molte
esigenze Sonore dei musicisti moderni. A partire dalla versione
1.5 STROM supporta il formato vst, quindi possiamo aprire il programma
all'interno di Cubase, Nuendo o Logic Audio come un normalissimo
vst instruments e sfruttare al massimo tutte le possibilità offerte
dalla compatibilità vst.
L'unica nota negativa del programma mi sento di riscontrarla nella
mancanza del supporto dello standard Midi (non è possibile salvare
in formato Midi le nostre tracce). Si conclude così questo primo
appuntamento con questo interessante software francese, purtroppo
le lingue supportate sono solo l'inglese, il francese il tedesco
e il giapponese, e il fatto che i nostri cugini d'Oltralpe ci snobbino
un pò ci rattrista (però il manuale cartaceo, anche se manca l'italiano,
è fatto molto bene e può chiarire molti dubbi).
Prossimamente realizzeremo una serie di tutorials per questo interessante
software francese.
Ricordiamo che l'importatore italiano è onetime
technologies che tra l'altro stà scrivendo il manuale
in Italiano di questo stupendo software.
Attilio De Simone
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