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L'ABsynth 3 sotto i raggi X di Xelenio
03-02-2005
Onestamente non pensavamo che la Native Instruments riuscisse a
migliorare ulteriormente l'Absynth, provando la nuova versione del
software noi di Xelenio siamo stati costretti a ricrederci.
Tutto è stato migliorato e approfondito, dall'interfaccia
grafica (dal sapore futuristico) ai generatori sonori (ancora più
potenti ed efficaci). Come al solito la Native Instruments non ha
lasciato nulla al caso ed ha realizzato il miglior sintetizzatore
mai realizzato fino ad ora. Con l'Absynth 3 siamo già con
un passo nel futuro.
La struttura del nuovo Absynth è molto simile a quella delle
versioni precedenti, il synth è suddiviso in varie sezioni,
ognuna delle quali ha il compito di occuparsi di una serie ben precisa
di funzioni. Analizziamo le schermate una per una.
La schermata MAIN

Questa è la schermata principale del software, quella che
ci viene incontro ogni volta che lanciamo il programma. Qui possiamo
gestire le funzioni relative alla fruizione dei suoni creati con
l'Absynth.
Nella parte che abbiamo contrassegnato con il numero 1 gestiamo
le librerie dell'Absynth (ogni banco ha 8 sezioni e per ogni sezione
disponiamo di 16 preset). Possiamo importare i banchi del sintetizzatore
e modificarli come meglio crediamo. L'Absynth viene venduto con
una Sound Library piena di banchi suddivisi per categorie sonore.
Abbiamo i seguenti banchi: Beats, Noise, Acoustic Instruments, Atmospheric
& Weird 1 e 2, Bass Instruments, Drums, Ethnic, Ambient &
FX, Evolving Atmospheres, Evolving Soundscapes, Factory Presets
V1 & V2, Keyboard Instruments, Loops & Sequences 1 e 2,
Pads 1 & 2, Percussion, Really Cool Patches, Really Useful Patches,
Rhythmic Noise, Rhythmic Pads, Surround Patches, Synth Instruments,
Synth Leads e, infine, Synth Loops. Consideriamo che sul sito della
NI possiamo anche accedere alla User Library, in cui gli utenti
registrati si scambiano le librerie create (è possibile dare
un voto per giudicare la qualità delle librerie).
Nel secondo settore (numero 2) troviamo dei parametri di carattere
generale del preset, quali la polifonia, il volume sonoro (espresso
in dB), il pan, il BPM del preset (questa funzione ci risulterà
utilissima per mettere a tempo con un brano i preset ritmici), l'altezza
dei suoni e l'intonazione del suono (possiamo optare tra intonazioni
standard e particolari come quelle relative a strumenti arabi o
indiani).
Il terzo settore (numerato con 3) è dedicato alla programmazione
MIDI di alcuni parametri del suono che potranno essere assegnati
ad un controller MIDI esterno. Due sono le importanti novità:
la possibilità di inserire un breve testo descrittivo del
parametro assegnato al controller, la presenza di un pad di tipo
bidimensionale XY in cui è possibile variare i valori di
ben due parametri contemporaneamente (va usata con un controller
tipo Joystick).
Nell'ultimo settore (numero 4) è possibile visualizzare la
tastiera virtuale (per effettuare una prewiew del suono anche in
assenza di hardware) e i pedali sustain e hold.
La schermata PATCH

In questa schermata abbiamo il vero e proprio sonoro dell'Absynth,
quello contenente il motore sonoro del programma. Il programma è
suddiviso in catene sonore.
Nella prima abbiamo tre generatori indipendenti. Ogni catena di
generazione (come quella contrassegnata con il numero 1) contiene
una sezione per l'oscillatore, una di filtraggio e una di modulazione.
Nella sezione Oscil è possibile selezionare la modalità
di generazione sonora (singola, doppia, FM, ring modulation, frattale,
campionamento, granulare e audio in), la forma d'onda (l'elenco
è molto grande, si va dalle forme d'onda classiche della
sintesi analogica a forme d'onda particolari) e l'intonazione del
suono.
La sezione Filter garantisce la massima flessibilità di filtraggio
essendo presente qualsiasi tipo di filtro (dai LP ai BP fino ai
BPF ai Notch e ai Combo). I comandi presenti sono variabili secondo
il tipo di filtro attivato, classici sono i comandi di Cutoff e
Resonance.
La sezione Mod permette di modulare il suono in due modalità:
con la ring modulation (ideale per rendere il suono metallico) e
con uno Freq Shift (che interviene sulla frequenza del suono).
Queste tre catene di generazione sonora sono di tipo verticale,
ognuna di esse è cioè indipendente dall'altra. In
fondo a questo sistema troviamo una catena di tipo orizzontale (numero
2), in cui è possibile trattare il suono globale (riferito,
cioè, alla somma dei suoni generati dalle tre catene indipendenti).
In questa catena abbiamo:
1) Un Waveshaper, una sorta di filtro molto aggressivo;
2) Un filtro che lavora nello stesso modo dei singoli filtri già
analizzati;
3) Una sezione Effect, la esamineremo in seguito in maniera approfondita.
Ultima considerazione per il Dolby Surround: ognuna delle tre catene
verticali può essere spazializzata all'interno di un pad
che rispetta la struttura dei sistemi Dolby Surround. Otterremo
così dei suoni differenti all'interno di un unico suono che
avranno una vera e propria collocazione fisica differente.
La schermata WAVE

Qui è possibile personalizzare ulteriormente le forme d'onda,
possiamo quindi ampliare la libreria di forme d'onda a nostra disposizione
disegnandone delle nuove (muovendoci con il mouse nel pad apposito)
o scegliendo delle tecniche alternative di generazione sonora (fase,
controfase, normalizzazione, offset, reverse della forma d'onda,
frattalizzazione, filtraggio, FM, importazione di file audio). In
questa sezione possiamo salvare la nuova forma d'onda creata e possiamo
riutilizzarla selezionandola nel menu User della sezione Patch/Wave.
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