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Alibìa

Chi sono
Gli Alibìa sono un gruppo formatosi agli inizi del 1998 a
Eboli cittadina nell'entroterra salernitano.
Vincitori di premi prestigiosi come il MUSICA! 2003 ad Arezzo Wave,
Sonica 2000, ROCK TARGATO ITALIA nel 1999 e tanti altri. Riconoscimenti
che gli hanno fruttato un contratto discografico con MEG ITALY.
Gli Alibìa sono Massimo Bonelli voce, chitarra, synth e programmazione,
Katja Moscato voce, tastiere e campionatore, Vincenzo Marzullo chitarra,
effetti e overvox, Roberto Forlenza basso e Bonello alla batteria.
Attilio: Fatevi conoscere un pò. Come è nato
il progetto artistico degli Alibia?
Massimo: Direi quasi come naturale evoluzione di un progetto
che già esisteva precedentemente. Ad un certo punto abbiamo
pensato di provare a lavorare in modo più metodico sulle
nostre idee ed è nato questo progetto. Dentro c'è
un pezzetto di ognuno di noi...Totò diceva che è la
somma che fa il totale.
Attilio: Quanto lavoro c'è stato dietro il primo
CD che avete autoprodotto nel lontano 1998?
Massimo: Un'estate, un'estate passata in cantina, quella
appunto del 1998.
Avevamo quasi superato le selezioni regionali di Arezzo Wave l'anno
prima, ma c'era qualcosa che non andava in quelli che allora erano
gli Alibi...delusi ma carichi, ci siamo messi a lavoro ed è
nato AlibìA, l'anno dopo siamo andati ad Arezzo come miglior
band della campania e subito prima abbiamo vinto Rock Targato Italia.
Quella è stata una bella iniezione di fiducia.
Attilio: Avete aggiunto una traccia video al vostro primo
EP contenente informazioni e curiosità sulla band. Inoltre
sul singolo "L'equilibrio" è stato realizzato un
videoclip in collabborazione con il Giffoni Film Festival. L'aggiunta
di "materiale visivo" alla vostra musica vi ha aiutato
ad esprimere o a marcare le parole e le musiche dei vostri brani?
Massimo: Nel caso dell'EP d'esordio, la traccia ROM l'abbiamo
vissuta come una vera e propria necessità. Nel senso che
sentivamo il bisogno di dare quante più informazioni possibile
a chi, per un motivo o per l'altro, avrebbe deciso di interessarsi
a noi. Pensavamo infatti che 5 traccie audio fossero poche per dare
una visione esatta di ciò che eravamo come band. Il video
col Giffoni Film Festival, invece, è nato da una sorta di
colpo di fulmine tra noi e Manlio K, il registra che l'ha girato,
che è poi uno dei registi che orbitano attorno al GFF.
Attilio: La vostra musica è intrisa di loops e suoni
palesemente elettronici e siete molto bravi nell'estremizzate i
suoni passando dal "tutto" al "nulla". Tutto
questo da quali strumenti nasce?
Massimo: Grazie per i complimenti, speriamo di meritarli
davvero! Cmq, la larga dimensione dinamica che cerchiamo di imprimere
ai nostri brani, in realtà, non nasce da strumenti ma da
una sorta di scelta/gusto che ci portiamo dietro da anni. ci piace
considerarlo un pò come il "nostro marchio di fabbrica".
Ovvio che per trattare con i loop ci sia bisogno di particolari
"aggeggi". All'inizio (nel '98) comprammo un campionatore
della EMU, si chiamava Esi32 con tanto di hard disk esterno e upgrade
di memoria ed un intel 486 a macinare il tutto via midi.
Con quell'"aggeggio", compagno di lavoro nella fresca
cantina di cui sopra, tirammo fuori la parte elettronica del CD-demo
1998. In seguito abbiamo cominciato a fare affidamento su pc un
pò più elaborati ed a far uso di software e soundbank
che di volta in volta abbiamo cercato di personalizzare.
Attilio: Da cosa è composto il vostro setup live?
Massimo: Batteria, basso, 2 chitarre elettriche, 1 acustica,
tastiere con campioni e 2 voci...
Attilio: In studio quali strumenti usate?
Massimo: Per lo più gli stessi che usiamo dal vivo.
Attilio: Con quale sequencer vi trovate meglio a lavorare?
E quale piattaforma utilizzate: PC O Mac?
Massimo: Siamo in bilico tra il nuendo ed il logic, preferendo
l'uno o l'altro a seconda di quale dei due metta meno in difficoltà
il nostro povero pc pluriformattato. Usiamo quindi il PC in fase
di composizione, il Mac in fase di registrazione, e siamo diventati
degli esperti dei trasferimenti dati in formato OMF per passare
da pc a Mac o da Nuendo, a Logic ed ancora a Pro Tools... un delirio.
Attilio: Usate i computer anche dal vivo?
Massimo: Appena potremo permettercelo, e se arriverà
mai quel momento, credo che torneremo a far uso di PC dal vivo,
come facevamo agli inizi con il nostro 486, trasformato in portatile
per l'occasione.
Attilio: Parlaci della vostra metodologia di lavoro: quale
lavoro c'è dietro ogni brano per far si che un semplice spunto
musicale diventi un brano finito e fruibile dal pubblico.
Massimo: Si parte dall'idea, dalla melodia, dal testo.
La elaboriamo in sala prove, dopo qualche giorno cominciamo a registrare
le nostre prove. Ci riascoltiamo, ognuno dice la sua. poco per volta
lasciamo che tutti i tasselli vadano spontaneamente al posto. Il
pezzo a quel punto è pronto...o quasi...
Attilio: Rivelaci qualche trucco per ottenere un buon mix:
quali effetti usare, quali plugins, quali sintetizzatori, come microfonare,
ecc. Raccontaci anche qualche aneddoto particolare legato alla realizzazione
di un vostro brano.
Massimo: Ufip e premier per la batteria, Hampeg e Fender
per il basso, Laney , Prs e Gibson per la zona chitarre, l'ormai
defunta ma storica ensoniq per le tastiere, i vecchi Roland ed i
nuovi Yamaha per i synth.
Come outboards amiamo gli ambienti Eventide, la risposta dinamica
di certi compressori Tube-tech, e poi il K2000...che suoni che ha...
Riguardo agli aneddoti, ce ne sarebbero a decine...diciamo che per
un gruppo non strettamente tecnico come noi, una delle parti più
"divertenti" è registrare e poi montare le sessioni
di batteria. Gli Alibìa hanno infatti uno dei batteristi
più pittoreschi e comici della storia della musica. quando
lo mettiamo un pò sottopressione il Bonello da il meglio
di se. ci sarebbe materiale a sufficienza per 2 stagioni di Zelig.
Attilio: Quali sono le band che prendete come punto di riferimento
dal punto di vista sonoro?
Massimo: Ce ne sono di band che hanno un sound ottimo su
CD... L'ultimo dei Muse suona davvero bene, anche se preferiamo
più altre sonorità brit, ad esempio gli Eels o certi
Radiohead, quelli di Ok computer per esempio.
Grande maestro dal punto di vista tecnico/qualitativo, secondo me,
è stato Prince. Grandiose certe idee dei NIN e dei Massive
Attack, eterno amore per i Depeche mode...chissà quanti altri
ne sto dimenticando... In Italia, credo che oggettivamente il suono
migliore ce l'abbiano i Subsonica, i 99posse, gli Almamegretta...
almeno per quello che ho potuto ascoltare io...insomma, c'è
un sacco di bella roba in giro.
Attilio: Quale software ritieni assolutamente indispensabile
per il tuo modo di lavorare?
Massimo: Vorrei non doverlo dire, ma senza Reason ed Acid
non sarebbe facile lavorare sui campioni.
Attilio: E quale hardware?
Massimo: Qui siamo un pò più tranquilli a
dire il vero...anche perchè da questo punto di vista ci limitiamo
ad usare quel che possiamo permetterci.
Attilio:Partendo dai vostri esordi, cosa è cambiato
nel modo di fare musica dal punto di vista tecnico?
Massimo: 5 anni sono un bel periodo. sono cambiate tante
cose.
Di certo tutti noi abbiamo affinato di un bel pò la tecnica
sugli strumenti, addirittura io ho trovato il coraggio di imbracciare
la chitarra e suonarla davanti alla gente... ma la cosa più
importante, quella che mi da davvero l'idea di quanto siamo cambiati,
credo sia la capacità di esprimere noi stessi senza temere
più di tanto il parere di chi ci ascolta.
Insomma, ora siamo coscienti di avere una nostra dignità
artistica e riusciamo a tirare fuori quasi per intero quel che sentiamo.
Credo sia questa la maggiore differenza con gli inizi.
Attilio: Grazie Massimo, incrociamo le dita per il futuro!
Massimo: Ciao a tutti è stato un piacere!

Per chi è interessato ad avere maggiori informazioni sugli
Alibìa, il sito ufficiale è http://www.alibia.it/
oppure http://www.cnimusic.it/alibia.htm
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