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Home Interviste Pierre Bastien
Pierre Bastien PDF Stampa E-mail
Scritto da Kurregomma   

Pierre Bastien, artista francese con all'attivo molti dischi( dal Meccanium del 1988 al MECCANOID del 2001 e al recente POP) oramai facenti parte del catalogo Rephlex, collaborazioni continue(Pierrick Sorin, Karel Doing, Jean Weinfeld, Robert Wyatt or Issey Miyake...), e la genialità nel sangue, ha sbalordito il fiume di gente che si era riversata nel capannone con il suo live/set meccanico di una bellezza audio/visiva spiazzante. Pierre Bastien, french composer and multi-instrumentalist. Mechanics considered as a medium for modern music.

Lo scorso 12 novembre 2005 si è svolto a Roma un mega concerto/rave alla Fiera di Roma organizzato dal festival RomaEuropa, protagonisti alcuni artisti importanti della famosa Rephlex, etichetta del mostro sacro dell'elettronica Aphex Twin.
Oltre a sua maestà Richard D.James (uno stupefacente live/dj set di piu di tre ore in cui ha alzato la testa dal monitor piu o meno una volta :)) la serata è stata accompagnata da esibizioni di artisti meno conosciuti ma non per questo meno formidabili(ps.i vj usavano resolume, supendo il gioco di carte con la faccia di AFX).

Uno di questi è Pierre Bastien, artista francese con all'attivo molti dischi( dal Meccanium del 1988 al MECCANOID del 2001 e al recente POP) oramai facenti parte del catalogo Rephlex, collaborazioni continue(Pierrick Sorin, Karel Doing, Jean Weinfeld, Robert Wyatt or Issey Miyake...), e la genialità nel sangue, ha sbalordito il fiume di gente che si era riversata nel capannone con il suo live/set meccanico di una bellezza audio/visiva spiazzante.
Il suo spettacolo è totalmente in tempo reale, la folla delirava ogni qual'volta interveniva sul suo meccano cambiando pezzi che creavano continuamente ritmi e melodie dal sapore noir/francese anni 30 ma con un pizzico di follia.
La sua tromba completava il tutto rendendo il live set affascinante e particolare, una cosa mai vista.
Noi c'eravamo e volevamo regalare ai nostri utenti qualcosa di speciale,di non scontato, parole di un maestro che pur non essendo molto tecnologico è ingrado di insegnare molto grazie proprio alla sua semplicità.
Pierre Bastien ha concesso una breve intervista per Xelenio, persona simpaticissima e disponibile si è dimostrato una grande personaggio anche nella vita.
Aspettando la prossima sua esibizione in Italia vi regaliamo queste parole, che possano spingere la vostra creatività al limite della follia, li dove l'arte ha inizio.

 

kurregomma: Ciao Pierre! E' un onore conoscerti.
La prima volta che ho ascoltato il tuo album MECANOID sono rimasto affascinato e stupefatto, è molto divertente e tecnicamente parlando è affascinante. Mi piacciono i tuoi ritmi atonali simili a vecchi giradischi impolverati.
Qualè la sorgente della tua ispirazione?

Ser Pierre Bastien: Ritmicamente parlando mi sono sempre divertito ad ascoltare i vecchi 78 giri di mio padre e quello che amavo in particolare era
questa imposizione ritmica improvvisata della puntina del giradischi che si univa al ritmo della musica registrata.
Ora, quando due delle mie macchine suonano contemporaneamente provo lo stesso godimento di allora perchè ogni "macchina" ha il suo motore e la sua velocità e il suo tempo e le due macchine è come se si rincorressero costantemente. Quando tutto fila liscio si ottengono dei groove molto ricchi: qualcosa che è veramente distante da ogni tipo di musica moderna, con questo unico battito pesante fatto per avere tutto in sincronia e sottocomando (parla della tekno).

K: Nel tuo L.p. MECANOID ( e anche nel nuovo POP sempre Rephlex) hai utilizzato dei palindromi come titoli delle tracce. Lo hai fatto per divertimento o quei nomi nascondono un altro significato?
A quando un album con ossimori?

sPB: La non celebrata gioiosa malinconia delle mie canzoni è già strapiena di ossimori! Quanto ai nomi palindromi delle tracce, è come mettere un motore nelle parole che vengono messe in loop da una ruota meccanica.
E' anche un modo per evitare la psicologia e il romanticismo: creando un palindrome si ottiene un significato che non ci si aspettava.
I titoli sono quindi collegati alle musiche piu per l'aspetto visivo della combinazione simmetrica di lettere che per il significato stesso.

K: Puoi descriverci il tuo set-up live?

sPB: Sul palco porto tre dispositivi fatti a mano.
La sezione ritmica è affidata ad un meccano ( chiama così i suoi robot. ndr) con due motori e con un ventilatore.
I motori controllano due meccanismi che suonano alcune parti amplificate del meccano.
Ad ogni meccanismo posso cambiare il modulo terminale per cambiare il tipo di ritmo,un po' come un dj che cambia i suoi dischi.
Intanto il ventilatore soffia su una membrana che è composta da un foglio di carta e un fermacarte: il flusso d'aria fa ondeggiare la carta e il fermacarte colpisce la membrana.
Cambiando la velocità di entrambi i motori e il ventilatore ottengo vari groove.
Anche la combinazione dei tempi forniti dai motori e dai movimenti variabili della carta permettono una serie combinazioni ritmiche inaspettate.
Davanti a questo dispositivo troviamo il casiola: una piccola tastiera con un meccanismo sul suo lato che sarebbe una sorta di "piano-roll" fatto in casa che suona i tasti. Questo rotolo viene rivestito di cartone e spilli che premono appunto le note della tastierina.
Ho diversi rotoli che posso cambiare facilmente per passare da qualche riffs rapido ad accordi languidi.
L'ultimo dispositivo è un registratore fatto in casa: è una sorta di semplice giradischi il cui braccio va su e giu su piccoli 7 pollici scegliendo solo una parte della scanalatura in un modo ritmico.
Una telecamera viene posizionata davanti alle tre macchine e filma il processo:le mie dita che manipolano i moduli e i rotoli e le registrazioni,è come guardare gli ingranaggi di un gigantesco orologio musicale..
L'immagine è proiettata in tempo reale su un grande telone per permettere alla gente di apprezzare la composizione anche visivamente.

K: Hai una certa procedura per lo spettacolo o improvvisi molto?

sPB: Una procedura, sì, sebbene al suo interno ci sia una grande libertà.
Dato che sono l'unico essere umano sul palco mi sento libero di decidere di cambiare durata, intenzioni e combinazione di robot secondo la reazione degli ascoltatori.

K: Come registri i tuoi meccano in studio? Hai un host preferito o usi hardware specifico?

sPB: Utilizzo un sistema Korg direct-to-disk.

 


K: Ho letto che nel 1986 hai iniziato la costruzione della tua orchestra chiamata Meccanium, come hai concepito questa idea?

sPB: Le prime macchine le costruii negli anni '70.
Il primissimo sistema è stato fatto anche prima, nel 1968. Me era un ragazzo allora.
A causa dei grandi scioperi di maggio - giugno in Francia il mio istituto superiore era chiuso.
Naturalmente quello che stava succedendo mi incuriosì e trasferii quei concetti nella musica: Ho sovvertito gli ordini del mio metronomo ponendo due pentole ai suoi lati mentre io suonavo delle cose alla chitarra insieme a questo primo robot.

K: Conosci il concetto di psicologia cognitiva chiamato "Uomo-macchina", poi ripresa dai Kraftwerk?
Quale è il tuo rapporto con la tecnologia oggi?

sPB: No, non ho familiarità con questa filosofia.
Mi riconosco più nelle vedute di Picabia e Duchamp e Roussel.
C'è un poco di ironia nelle mie macchine: attraverso alcuni semplici meccanismi esse mettono in cortocircuito la grande industria hi-tech come pure il lungo apprendistato musicale. Il modo in cui essi lavorano è piuttosto derisorio confrontato con la meccanica umana.
Non pretendono di fare cose che l'essere umano non può fare - velocità, parti difficili da suonare, ecc.
Tutto il contrario: suonano molto meno di un essere umano, ne sono dipendenti! Utilizzo spesso le nuove tecnologie, per rispondere alla tua domanda. Per quanto tuttavia gli scopi per cui venga usata siano molto poco tecnologici (amore, musica, ecc).
No, non la preferisco.

K: Quali sono le tue più importanti influenze musicali?

sPB: Alcune ripetitive e ipnotiche musiche dalla tradizione africana, il primissimo jazz , la "musiques d ' ameublement" di Satie (ambient),la Portsmouth Sinfonia, ogni musica elettronica contemporanea audace ...

K: Che mi dici della Rephlex?
Sei così distante dalle altre produzioni ma contemporaneamente sei coerente con la brillante follia che contraddistingue questa etichetta.

sPB: Questa domanda la devi fare a Richard (AFX) e Grant che scelgono gli artisti.
Loro mi hanno invitato a iscrivermi all'etichetta nel 2000 e mi hanno dato libertà completa di fare la mia musica.
Quando ascolto qualche altro albums dal catalogo mi sento sempre orgoglioso di fare parte del gruppo: amo la musica di Cylob e Bogdan e Aphex e Squarepusher ... Mi sento in buona compagnia.

 

K: Perché in Francia non avete il bidè?

sPB: Abbiamo perso le tradizioni.
Lo abbiamo avuto nel passato, molto prima dell'era del computer.
Ma abbiamo il palindrome bilingue " Mon Eva réve ton image, bidet" che significa "Ted, I beg, am I not ever a venom?"
(gioco di parole: leggendo al contrario la frase in francese si ottiene la seconda in inglese i significati grossolani sono:
mia Eva sogno la tua immagine, un bidet!, al contrario viene una frase in inglese che significa:Ted, ti chiedo,sono mai stato velenoso "?)

 

Ringrazio infinitamente Pierre Bastien per avermi concesso questa deliziosa intervista.

Per informazioni, biografia, discografia e altro:

http://www.pierrebastien.com
http:/www.rephlex.com
http://www.romaeuropa.net/festival/schede_compagnie2005/aphex_twin.htm

kurregomma

 

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